mercoledì 15 febbraio 2017

E non c’indurre in tentazione - Petrolio e cibo animale



Cari lettori e care lettrici, pensate che i nostri stili di vita siano liberamente scelti o che subiscano l’influsso di abili persuasori, delegati da quella parte del sistema che - con le più diverse motivazioni - non ultimo l'interesse – c’induce a comportamenti che si autogiustificano per il semplice fatto di esser diventati cattive abitudini? A ben guardare, non sono libere, quelle scelte che- tradotte in gesti quotidiani - comportano pesanti conseguenze.
Uno degli esempi più evidenti è il binomio petrolio/ cibo animale: di entrambi è ormai accertato che non solo sono sostituibili v.
La rivincita del Pyrococcus furiosus.Ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? La Grande Lucania, maggio – giugno ’15,  se solo ciò fosse “permesso” - e come paradossalmente già fanno i produttori stessi (v. Arabia Saudita, Dubai, auto a oli esausti), ma che tali sostituzioni sono urgentissime, per salvaguardare ciò che resta della salute nostra e del pianeta.

Perdite irreparabili
Da tempo conosciamo i danni delle perforazioni petrolifere, però continuiamo ad accettarle, accecati dal dato economico che pensiamo ne possa derivare: stupidamente ignorando le Perdite irreparabili per la qualità del vivere e per la vita stessa! Nel frattempo, le modalità comunicative/induttive delle lobby si sono perfezionate, i messaggi divenendo ancor più sofisticati. In ambito petrolio, escalation di spot a pagamento sui media e specchietti per allodole a gogo per accattivare e corrompere; finanziamenti pubblici e privati, bonus carburante, corsi scolastici e patrocini, contributi per ripristino abitazioni, gadget e persino visite guidate dei fanciulli alle trivelle … In definitiva, coloro che - dopo aver strizzato il territorio lo abbandoneranno irrimediabilmente devastato-  emergono come sostenitori della cultura e del benessere …
Scelte opinabili
Il cibo di origine animale ci è stato fin da piccoli propinato come indispensabile per la salute: in realtà ignoravamo quanto ciò fosse inesatto, e quali e quante potessero essere le patologie derivanti dal suo uso - e oggi ancor più di abuso e bassa qualità. Quanti dei nostri stessi familiari ne sono stati vittime inconsapevoli, insieme ad altre abitudini pericolose(vedi sigarette, con cui a lungo - sotto la pressione dei produttori - è stato permesso d’inquinare il mondo, anche facendo inalare il veleno ad altri col fumo passivo.
 Lo stesso potere delle multinazionali - talmente sfacciato da esibire dei medici fumare tranquillamente in interviste o spot (anni 50) col messaggio implicito - e ben remunerato - di non pericolosità - ha fatto e fa lo stesso con il petrolio e con il cibo:per non parlare di farmaci, detersivi, veleni usati in agricoltura e molto altro.
Anche in ambito nutrizionale, le lobby possono permettersi sponsorizzazioni a oltranza, come la marea di trasmissioni di svago e quelle sulla cucina da chef, così accattivanti che a nessuno vengono in mente le problematiche connesse alla qualità del cibo, da dove proviene, se è privo di chimici deleteri, e la scelta stessa del tipo di cibo viene letteralmente “guidata”: e non è certo quella più consona alla salute.
Vedi articolo:  pubblicato sul mensile La Grande Lucania  maggio  2016
Una torta come strumento di distrazione di massa
 
http://terivolini.blogspot.it/2016/05/una-torta-come-strumento-di-distrazione.html

Le responsabilità dei consumatori
Rispolveriamo le nostre responsabilità, cominciando con l’informarci sulle alternative e col ridurre i nostri consumi, rettificando il più possibile le abitudini sbagliate, in modo da potere scientemente rifiutare qualsiasi colonizzazione selvaggia, tentazione impropria e induzione pericolosa. Sia per il petrolio che per il cibo, le richieste mondiali sono divenute tali da determinare conseguenze estreme persino sui temuti cambiamenti climatici.
In ambito alimentare, le richieste sempre più alte determinano il proliferare a livello mondiale delle filiere di alimentazione forzata, che oltre alla crudeltà insita, utilizzano quantità enormi di energia e di cibo, contribuiscono significativamente all'aumento della CO2 (secondo la FAO un quinto delle emissioni di gas serra, più dei trasporti complessivamente), oltre a sangue e feci, inquinanti fiumi e falde acquifere. L’allevamento del bestiame esige l’uso di oltre il 30% delle terre emerse!

Foresta pluviale, agricoltura forzata, veleni, sofferenza, OGM e fame nel mondo
Per creare pascoli e zone di coltura, gli allevamenti intensivi contribuiscono alla distruzione di vaste aree di foresta pluviale nel mondo, per non parlare delle tremende condizioni in cui vengono fatti vivere gli animali, delle malattie che ne conseguono e dei medicinali propinati, che passano poi ai consumatori.
La necessità di nutrire quantità esponenziali di animali da macello – da noi richiesti – costringe all’uso di smisurate quantità di acqua , e alla produzione di pari quantità di cibo nelle enormi filiere di agricoltura “forzata”(concimi chimici, pesticidi, erbicidi – tra cui il terribile glifosato - etc , veleni che arrivano anch’essi ai simpatici “consumatori”). E mentre montagne di granaglie - di preferenza OGM , più convenienti - nutrono il bestiame, centinaia di milioni di persone sulla Terra soffrono la fame o la malnutrizione.

Problemi sanitari e suggerimenti salvifici
E se tutto questo ancora non ci scuote, non saremo tanto autolesionisti da ignorare i problemi sanitari da cui nessuno è escluso: malattie cardiache, cancro, diabete, colesterolo e pressione alta, e le tante intolleranze sempre più diffuse, anche presso i bambini. Fortunatamente oggi cominciano ad essere sempre più conosciuti e ascoltati i consigli dietetici di nutrizionisti, scienziati e medici  indipendenti che - cancellando gli errori e le manipolazioni del passato - con serietà e disinteresse stanno tirando fuori scomode verità, evidenziando l'importanza di una dieta ben diversa da quella finora suggerita: a prevalenza vegetariana, vegana o addirittura crudista. Ben lontani dal favorire il consumo della carne,  inoppugnabili prove scientifiche mostrano ciò che la saggezza di tante culture diceva da millenni, e che molti medici non convenzionali - boicottati, denigrati, ridicolizzati o ignorati- avevano già cercato di affermare, e cioè che le proteine animali sono inadatte all’organismo umano, e che il loro apporto va eliminato o drasticamente diminuito, scegliendo in tal caso prodotti ecosostenibili. (continua)

Pubblicazione testo integrale articolo TRIVELLE DI MORTE E TRIVELLE DI VITA – già  pubblicato sul mensile La Grande Lucania in aprile  http://terivolini.blogspot.it/2015/07/trivelle-di-morte-e-trivelle-di-vita.html

4 luglio-  Pubblicazione per lettura integrale dell’articolo sulle alternative al petrolio La rivincita del Pyrococcus furiosus  Ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? Già pubblicato su La Grande Lucania maggio – giugno 2015
 su blog a luglio :
http://terivolini.blogspot.it/2015/07/la-rivincita-del-pyrococcus-furiosus.html


-Pubblicazione art su blog Apocalipse Now? 7 - 7 -15

Trivelle in Basilicata: sul ponte sventola bandiera bianca