sabato 30 dicembre 2017

L’angolo delle erbe della Strega Tegiumaro. Il Tarassaco


 Per i lettori distratti: il termine Strega è ovviamente da intendere nel suo significato originario di conoscitrice di erbe, raccoglitrice, esperta di semplici preparati, e molto, molto di più …Verrà in seguito pubblicata un’estrapolazione dalla ricerca della prof.ssa Volini sul tema


 L’angolo delle erbe della Strega Tegiumaro

Il Tarassaco

È l’autunno la stagione in cui possiamo raccogliere, con l’aiuto di una zappetta, le radici di questa pianta eccezionale, che cresce spontanea un po’ dappertutto, ricordando sempre di evitare terreni poco sicuri per inquinamenti di vario tipo, che ormai anche in Basilicata non mancano, tutt’altro!

 Nell’incertezza, ci rivolgeremo ai negozi bio, usufruendo così delle sue proprietà coleretiche e colagoghe ( stimolanti e fluidificanti la bile), che rendono prezioso il tarassaco per il fegato, (itterizia , calcoli biliari…) e in generale per disintossicare l’organismo, riducendo il colesterolo e depurando i reni. Ha diversi nomi: in Sardegna, zicoria burda, In Basilicata, maroglia, in Campania, cicoria selvatica, in Emilia, pessalet, a riprova delle sue qualità diuretiche.



Per tutti è il soffione, che i bambini, insieme al vento, si divertono a sparpagliare nell’aria a fine primavera, aiutandolo a spargere i suoi semi. Pochi forse sanno che i boccioli dei fiori si possono mettere sottaceto, come i capperi. 
Della pianta si usano anche le foglie esterne, dentellate ( un altro nome del tarassaco è dente di leone), da aggiungere all’insalata, o cotto in minestre … Una scorta di vitamine, per l’inizio della stagione fredda!

La parte più efficace è comunque il rizoma, date le sue proprietà amaro-toniche e digestive. A tal fine, si beve il l’infuso o il decotto delle radici, utile anche - in impacchi sulla pelle- per acne ed eczemi, mentre l’infuso dei fiori aiuta a schiarire in modo dolce le lentiggini - a chi non le ama! –

A riprova del grande potere delle erbe, si deve sempre portar attenzione alle interazioni, specie nel loro utilizzo continuativo: per il tarassaco, cautela in caso di gastrite, ulcera e calcolosi biliare, pressione bassa, o se già si utilizzano diuretici o FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei): al contempo varrebbe la pana d’informarsi bene sull'effettiva necessità di questi ultimi, nei casi in cui basterebbe un cambiamento di alimentazione e di stile di vita per produrre effetti positivi.

Tegiumaro, la strega delle erbe
Basilicata
Casa delle Erbe di Potenza e Castelmezzano 


mercoledì 20 dicembre 2017

Percorsi d'arte in natura - anteprima a Satriano con mostra conferenza e presentazione Eventi




Celebrare la natura direttamente in natura tramite l’arte:


questo l’intento dell’artista biofila, pittora, performer, ricercatrice e poeta, nota per il suo ultraventennale impegno nei confronti del Pianeta tramite l’arte, nel proporre una mostra inusuale, in cui sarà un magnifico bosco la Galleria a cielo aperto che ospiterà alcune sue opere performative e una serie di iniziative artistico – culturali - naturalistiche collaterali, tra cui il “Sentiero della poesia”,  la danza TSlogi, e  la grande struttura plurisensoriale  ARCANA 

Le azioni performative fondamentali saranno realizzate in arte coinvolgente, con la partecipazione e la collaborazione di altre associazioni: oltre al Centro d’Arte e Cultura Delta, l’ospitante Associazione SORBO, le Associazioni Liberamente,  LUETEB, Petra e La Casa delle Erbe.

Tutto ciò in un luogo in se stesso ispiratore degli Eventi in programmazione: un bosco protetto dall’associazione SORBO e curato da Rocco Giuliano, detto Zucchero, che ha dedicato la sua vita a onorare la Natura, creando e curando da oltre un quarto di secolo questo posto speciale, che ora mette a disposizione dell’arte in difesa del Pianeta

I Percorsi avranno un andamento ciclico, simile a quello della natura,.iniziando auguralmente dal nascere del nuovo sole, il Solstizio d’inverno, 21 dicembre 2017

La scelta dei tempi solstiziali ed equinoziali è funzionale in tal senso: come la natura muta e si rinnova ciclicamente secondo i suoi ritmi e bisogni, nello stesso modo gli esseri umani devono comprendere, accettare e promuovere i cambiamenti necessari: abbandonare le vecchie, deleterie abitudini, seguire la rotta che porta all’evoluzione, e non alla distruzione.

L’arte può dare un potente stimolo a questa presa di coscienza  …





VIdeo appositamente realizzato per  Percorsi d'arte in natura di Teri Volini
da Angelo Sagarese,  collab.  Lia Zanda ed Emma Giuliano 



PERCORSI D’ARTE IN NATURA 

di Teri Volini

 Il Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Satriano di Lucania e  le Associazioni SORBO, Liberamente, LUETEB, Petra, La Casa delle Erbe

PRESENTA UFFICIALMENTE - giovedì  21 dicembre 2017, a Satriano di Lucania - Castello – Sala conferenze:
·         Anteprima della Mostra delle opere performative di Land Art
 e dei Manifesti d’Artista di Teri Volini
·         Il Progetto Percorsi d’arte in natura ( Delta, Sorbo )

·         - Conferenza di Teri Volini, Land Art, fare Arte in difesa della natura, con proiezione immagini e video- Ampliamento del senso e delle modalità dell’arte: il passaggio dalle opere pittoriche alle opere in difesa della natura -  

·         Progetto per la realizzazione del Manifesto d’artista collettivo IO SONO UNO CON L’ARIA  

·         Propedeutica dei Manifesti d’Artista, diretto al pubblico presente e  ai ragazzi dell’Associazione LIBERAMENTE, per la loro preparazione come guide speciali alla mostra a cielo aperto che verrà inaugurata nel giorno del  Solstizio d’estate, 21 giugno 2018


·         Presentazione dei Laboratori creativi di  Pittura e Poesia al fine della loro realizzazione  (con LUETEB):  
·         Presentazione della DANZA Tslogi, dono dei nativi americani, che verrà insegnata nei prossimi mesi

·         Chiusura: Lettura poetica attinente al percorso del Sentiero della poesia

·         Video poesia Il Ritorno della giovane e terra
e lettura  di un testo poetico dalla raccolta Universi  (con PETRA)

·                     Equinozio di primavera: workshop di pittura e poesia, anteprima della  realizzazione del Manifesto d’artista collettivo IO SONO UNO CON L’ARIA ,  apertura del percorso di letture poetiche nel bosco, Il Sentiero della poesia: con LUETEB, Liberamente e Petra) eccetera  (in  caso di difficoltà logistiche per cause atmosferiche, gli incontri si terranno in luogo chiuso, a Satriano)



Solstizio d’estate - 21 giugno 2018

  nell'abbraccio degli alberi una mostra a cielo aperto

                                                                      Bosco Ralle - SORBO

A) GRANDE INSTALLAZIONE dei MANIFESTI D’ARTISTA: NOI SIAMO UNO CON GLI ALBERI, Acqua, Sole, etc. in Bosco Ralle di Rocco Zucchero, in collaborazione con Associazione SORBO e Liberamente

B) GRANDE INSTALLAZIONE DI OPERE COLLETTIVE SCELTE IN DIFESA DELLA NATURA (Il Ritmo del Fuoco, La Ragnatela a Castelmezzano, La Ragnatela a Biella, Message in the Bottle, Arcana*, La Coppa del Mondo, Hieros Gamos, Manteion, La Carezza della Dea, Io sono Uno, Omaggio alla Madre Terra …)


 - Installazione del Manifesto d’artista collettivo IO SONO UNO CON L’ARIA


- Presentazione dei lavori realizzati con il laboratorio di poesia e pittura e Sentiero della poesia,  e - Presentazione di alcuni testi poetici dalla raccolta UNIVERSI di Teri Volini
in collaborazione con SORBO, LUETEB, La Casa delle Erbe, Liberamente e Petra)

- Associazione Sorbo: Vivere in natura, con e per la natura
- Casa delle erbe: performance  Danza Sloggi, dono dei nativi d’America
- REALIZZAZIONE della Grande Installazione plurisensoriale “ARCANA”
Equinozio d’autunno, 23 settembre
Opere e installazioni affini work in progress da realizzare secondo il budget disponibile




domenica 26 novembre 2017

Canto verde alla luna - testo poetico di Teri Volini da UNIVERSI



Occhieggiando fra i rami
una pavoncella azzurra sorride



Canto verde alla luna 

Nello stagno
tutto è silenzio

Tre raganelle intonano
una nenia verde

In una nebbia tralucente
sale – lieve –
il loro canto alla luna

Occhieggiando fra i rami
una pavoncella azzurra sorride

Piccole stelle
scendono piano

a danzare con l’acqua e con la pietra
il muschio e le libellule

le erbe e i fiori
nel notturno Universo
















                                                                                Piccole stelle scendono piano 
                                                                      a danzare con l’acqua e con la pietra ...


Canto verde alla luna è uno dei testi poetici pubblicati nella parte prima della raccolta UNIVERSI, dedicato alla natura, al suo mistero, alla sua bellezza e all'insita sacralità delle sue manifestazioni.
Esiste indubbiamente un'intima connessione con le mie opere pittoriche, anch'esse ispirate potentemente dalla natura, ma tra le tante ce n'è una direttamente sinergica, difatti ha lo stesso titolo

Ciò viene espresso nella presentazione della raccolta poetica: 

Le opere poetiche si ritrovano spesso in stretta sinergia con quelle pittoriche, nella comunicazione diretta o subliminale della visione incantata che Teri ha delle cose, dei suoi stupori, del suo impossibile: le “galassie terrestri”, l’essenza di un’Etica ecologica universale, ai confini del tempo e dello spazio....

e ribadito nella prefazione alla Parte terza Poesia Arte Vita- 
del volumetto 


La fonte ispiratrice nell’Artista è unica, ma la sua energia si espande a raggiera in diversi ambiti.
Un rosso filo creativo permea l’opera omnia di Teri Volini: quel che muta è la forma in cui il talento si esprime.
Già in passato era manifesto come e quanto la corrispondenza tra campi in apparenza differenti contribuisse a potenziare e arricchire coralmente la creatività.

Se ne conferma la validità anche quando sono le sue stesse poesie a far da contrappunto – in alcuni casi – alle opere pittoriche o performative.

L’autenticità del sentire e la verità delle visioni permette che i diversi modi espressivi restino indipendenti fra di loro: le opere poetiche non hanno un intento descrittivo delle opere pittoriche, né queste ultime si propongono di essere illustrative delle prime.

Ciò che conta è l’equilibrio, il connubio felice che si crea, la sinergia che si produce, in quel tentativo di realizzare l’armonia e la bellezza che è alla base di tutta la ricerca di Teri.


 il muschio e le libellule
le erbe e i fiori
nel notturno Universo


Teri Volini 
 artista biofila, pittora, poeta 




giovedì 23 novembre 2017

La fiaba di Vassilissa e le lenticchie - articolo pubblicato su GLB di novembre

                         

                       
                                                          "La grande bouffe"

                               



La fiaba di Vassilissa e le lenticchie


Le antiche fiabe sono portatrici di saggezza e fonti di importanti riflessioni, utili a questa umanità quasi allo sbando di cui ci ritroviamo a far parte. Una tra le più significative, presente presso le tradizioni culturali di tutto il mondo, ci è tramandata nella versione russa, in cui una gentile e generosa fanciulla, Vassilissa, smarritasi nel bosco per colpa della matrigna e delle perfide sorelle, si ritrova nella dimora della terribile vecchia saggia Baba Jaga, che in cambio della vita, le richiede alcune prove, tra cui quella di “scegliere”, in un grande cumulo di sporcizia, le lenticchie in esso mescolate, di separarle e di impilare con cura da un lato i grani e dall'altro la spazzatura, in modo che “ciò che nutre” sia ben distinto da “ciò che è da buttar via”...
 Il monito finale, terrificante, è che se non sarà capace di farlo, non avrà salva la vita.



Lenticchie e spazzatura

La fiaba è una metafora più che perfetta per ripensare all’importanza di una dote fondamentale, che oggi sembra essersi smarrita: la capacità di distinguere,in ciascuna situazione, ciò che è di vitale importanza da  ciò che è nocivo e va senza indugio eliminato. Per semplificare, diciamo che non siamo più in grado di “fare la cosa giusta”. Le lenticchie stanno a indicare ciò che è utile, “nutriente“, per la nostra vita, per la nostra crescita, per la nostra evoluzione; in altre versioni della fiaba sono granaglie, semi di papavero e simili, a dover essere separati dai rifiuti, con lo stesso significato.

Il discernimento

Nella nostra vita, in effetti, siamo tenuti a compiere di continuo delle scelte, piccole e grandi, da cui dipende la salute, l'evoluzione culturale e spirituale, il benessere psicofisico, non solo nostro ma familiare, sociale, planetario. Il discorso è assai ampio, riferendosi alla vasta gamma di opzioni quotidiane che costellano la nostra esistenza. Tutto ciò vale dunque per il cibo, le amicizie, la politica, le valutazioni energetiche, l'educazione: ha insomma riferimento diretto con il comportamento quotidiano di ciascuno/a, in ogni ambito e ad ogni istante: è qualcosa di estremamente serio e impegnativo! Le conseguenze di una scarsa o nulla saggezza, consapevolezza o conoscenza sono sotto i nostri occhi e le paghiamo sulla nostra stessa pelle.

Una tavola pericolosa

È un po’ come trovarsi ogni giorno davanti a un’attraente super tavola, imbandita con ogni sorta di cibo, bevande, manicaretti, di nuovi prodotti, ed è forte la tentazione di prendere un po’ di tutto, o peggio, ciò che maggiormente dovremmo evitare: quel dolce ben farcito di creme, panne e cioccolato, un succoso arrosto, salumi, grassi formaggi dal profumo irresistibile: e le deliziose bevande frizzanti, super zuccherine, ipercolorate, senza parlare di quelle alcooliche, provenienti da tutto il pianeta; i gelati e le imperanti merendine, inzeppate di tutto l’innominabile. 

Se davanti a una simile abbondanza ci comportiamo da sprovveduti, senza chiederci cosa è adatto al nostro stato di salute, senza curarci di informarci sulle caratteristiche di ciascun cibo, o se, pur conoscendo i danni che possono derivare dal loro uso e abuso, arraffiamo ciò che ci va; se di quel cibo sfacciatamente esposto guardiamo solo il lato estetico e allettante, e non indaghiamo sulla sua provenienza, sui metodi di coltivazione che l’hanno prodotto, sull’uso di pesticidi e concimi chimici, sul contenuto di additivi, etc. e di conseguenza immettiamo, ogni giorno,  nel nostro stesso corpo e in quello dei nostri figli degli autentici veleni, allora è facile capire che le nostre normali capacità di discernere sono andate perdute, e le conseguenze non saranno certo positive.

L’esempio degli animali

A questo proposito non sarà fuori luogo osservare che, 
 avendo smarrito  le doti dell’intuito e della naturale saggezza, ci facciamo dar lezioni dagli animali, che, seguendo rigorosamente le leggi di natura, non fanno nulla che potrebbe nuocere alla loro sopravvivenza e al prosieguo della specie.(Questo purtroppo non impedisce che vengano poi martoriati o addirittura estinti a causa nostra!).
 Gli umani, al contrario, nonostante la loro vantata “intelligenza”, trovano continuamente nuovi modi per danneggiarsi, a livello personale e, in un gioco perverso e di continuo rimbalzo,fra tutte le nazioni e nei diversi ambiti, con scelte deliranti e autolesionistiche, come le coltivazioni intensive, l’allevamento, l’uso e il consumo degli animali con crudeltà inenarrabili, la distruzione dei territori con mortifere discariche sparse qua e là, estrazioni petrolifere ormai al livello più estremo del fracking, aumento della produzione e vendita di armi, etc. etc., fino a sfiorare la distruzione totale del genere umano e del pianeta.

                   

                                   dal film di Marco Ferreri  "La grande bouffe"(L'abbuffata)


L’Ordine Intangibile della vita

La fiaba di Vassilissa e l’immagine della tavola imbandita sono entrambe potenti metafore di ciò che accade in ogni ambito della nostra vita, dove le tentazioni non gestite saggiamente ci incitano a compiere scelte sbagliate invece che sane, che esigono tutto il nostro impegno, anche di tipo educativo rispetto alle nuove generazioni, molto esposte; tuttavia tali valutazioni diventano indispensabili, poiché da esse dipende letteralmente la nostra sopravvivenza: come ci avvisa l'antica saggezza nelle parole della BabaYaga – rappresentante l’Ordine Intangibile della vita – “se non fai la scelta giusta, non vivrai”...


Prof.ssa TeresaVolini

 detta Teri



artista biofila, ricercatrice
Potenza


terivolini.art@gmail.com 
3392414133



lunedì 20 novembre 2017

L’ERBA DELLE DONNE: LA SALVIA. articolo su GLB per L’ANGOLO DELLE ERBE della Strega Tegiumaro





L’ANGOLO DELLE ERBE

della Strega Tegiumaro



 L’ERBA DELLE DONNE:  LA SALVIA


La potenza guaritrice delle piante officinali  si rivela in pieno nella salvia,  erba salvifica e coadiuvante in diversi disturbi, in particolare quelli tipici delle donne. La sua ricchezza in fitoestrogeni vegetali la rende utile per le mestruazioni dolorose e per taluni disturbi delle ovaie,  mentre la  proprietà di ridurre  la sudorazione, offre sollievo alle vampate di calore della menopausa.
Grazie  ai principi attivi dei suoi oli essenziali, stimola le funzioni dell’intestino e della cistifellea; abbassa la glicemia, ed ha proprietà balsamiche ed espettoranti
Come sottolineavo  nel nostro primo incontro, bisogna essere molto prudenti nell’uso delle erbe , e questo vale pure per la salvia, anche se è un’erba familiare, che viene usata anche in cucina: nei fagioli, ad esempio, nelle carni – per chi ne fa uso – come  ripieno della pasta di casa,  e  favolose sono le frittelle preparate con le foglie della pianta, di una certa grandezza.


Poiché contiene anche tannini, conviene non bollirla, o appena sobbollirla con delicatezza,  così da evitare l’amaro, e ottenere  delle ottime tisane  lasciando che ceda pian piano le sue sostanze all’acqua caldissima, a pentola spenta. Un pizzico di miele, una scorzetta di limone – tutto organico, ovviamente, se non ci vogliamo cuccare pesticidi e tutte le orribili sostanze che usano in agricoltura e che tante malattie fanno arrivare – e voilà la nostra benefica bevanda  dorata …

  
La salvia ha tante altre doti, fra cui quella, in uso esterno,  di pulire e purificare  denti e gengive, anche con arrossamenti e ulcerette, senza gli effetti collaterali dei prodotti  chimici comunemente usati.  Basta masticarle! Dimenticavo: le foglie devono essere fresche, o appena bollite,  per il colluttorio … 



Quando  raccogliamo la salvia, usiamo le foglie -  che potremo comporre in mazzetti e seccare all’ombra,  poi conservarli in sacchetti di carta o tela -  ma anche, nella bella stagione,  le sommità fiorite: e ricordiamo sempre di controllare la purezza del suolo, rifuggendo da  luoghi inquinati,  sempre più frequenti.  
Altrimenti, il consiglio migliore per rifornirvene  è  cercare una  contadina fidata, o  tentare  una piantagione casalinga, con   terriccio sabbioso e  molta luce; pure in questo caso, assicuratevi della provenienza organica  della pianta e seguite  le indicazioni, anche per le innaffiature: è una pianta esigente! D’altra parte, dà tanto!


Tegiumaro 

Casa delle Erbe di Potenza e Castelmezzano 

Il termine strega viene  ovviamente usato nel suo originario significato di conoscitrice di erbe, raccoglitrice, esperta di semplici preparati, e molto di più ….

Verrà in seguito pubblicata un’estrapolazione dalla ricerca della prof.ssa Volini sul tema, tratta dai suoi studi di risemantizzazione,  ovvero il contributo che ognuno/a di noi può dare per "rimettere in piedi il mondo a testa in giù";  ripristinare il giusto significato delle parole, spesso corrotto  nel tempo ad uso e abuso della cultura dominante 



domenica 29 ottobre 2017

L’angolo delle erbe della Strega Tegiumaro: l‘EQUISETO



Articolo di Teri Volini pubblicato su La Grande Lucania  di Ottobre 2017

Premessa per i distratti: il termine Strega è ovviamente da intendere nel suo originario significato di conoscitrice di erbe, raccoglitrice, esperta di semplici preparati, e molto, molto  di più ….
Verrà in seguito pubblicata un’estrapolazione, dalla ricerca della prof.ssa Volini sul tema, tratta dai suoi studi di risemantizzazione,  ovvero il contributo che ognuno/a di noi può dare per "rimettere in piedi il mondo a testa in giù";  ripristinare il giusto significato delle parole, spesso corrotto  nel tempo ad uso e abuso della cultura dominante 

Ed ora: 


Grazie ai poteri magici in mio possesso, condurrò

 lettori e lettrici in un percorso  di riavvicinamento 

alla natura...


Esplorando dall’alto dei millenni il vostro strano mondo,
mi sono resa conto che la maggior parte di voi si è talmente allontanata dalla natura che non riconosce nemmeno le sue prime figlie, uno dei suoi primi doni: le erbe più semplici, salvo quelle che vede mettere nel suo piatto: figurarsi quelle con proprietà terapeutiche. Addirittura c’è chi le schernisce…

Ehiii, vi ho sentito, vi state chiedendo a quali poteri io mi riferisca?
Eccone alcuni: amore per la conoscenza, plurimillenaria esperienza sul campo, sapienza e una grande passione per la Terra, di cui riconosco la priorità e l’incredibile generosità nei confronti di voi umani, benché sfruttatori e ingrati. 

Ho osservato i vostri bambini, specie quelli molto urbanizzati,e sono rimasta inorridita dalla scarsità o nullità della loro esperienza naturale, il che li porta poi a diventare gli aridi adolescenti e i giovani per cui tremate …

Nell'attesa che si ponga rimedio a tutto ciò, creando una nuova cultura che dia alla natura il posto che merita, e a voi umani il piacere del riavvicinamento ad essa, contribuirò al nuovo fermento che comunque percepisco in giro per il mondo, in Italia a cominciare dagli input ultraventennali
di Antonio D’Andrea, fondatore del Movimento Uomini Casalinghi, poi diventato Donne e ragazzi casalinghi, autore di VIVERE CON CURA,
e  con le Amiche delle Erbe, i laboratori e Festival delle erbe, le Scuole delle raccoglitrici e le Case delle Erbe in Molise, a Capracotta e a Triora, e anche piano piano in Basilicata con i tentativi di Antonella Romaniello a Satriano, di Maria Rivecca a Pomarico, di Teri Volini a Potenza e Castelmezzano),
 cominciando a parlarvi delle “vostre”erbe.

Poiché c’è da strabuzzare gli occhi di fronte a quanto state permettendo che si faccia al territorio in termini altamente distruttivi, forse conoscere la preziosità delle erbe potrà contribuire a un risveglio delle vostre coscienze sopite, e magari al formarsi di gruppi con raccoglitrici – insegnanti,  e di “custodi” del territorio, consapevoli di cosa perdete a causa dell’ignoranza e dell’indifferenza.


L’erba di oggi: l'EQUISETO




Conosco molto bene questa pianta: abbiamo quasi la stessa età, io e questo“fossile vegetale”, una delle piante più antiche al mondo.

Centinaia di milioni di anni fa, la terra era popolata da Equiseti giganteschi, alti come alberi. Conosciuto ed utilizzato-fin dai tempi preistorici, l’ Equisetum arvense era usato per favorire la cicatrizzazione delle ferite e per fermare l’epistassi. Nota anche come anche “coda cavallina”, predilige i luoghi umidi; l’ideale sono le sponde di un ruscello o di un torrente. Comune nelle zone di montagna e di campagna, cresce anche ai bordi dei campi coltivati, lungo i fossi e le scarpate.

Ricco in ferro, zinco, selenio, antiossidanti, vitamine, sodio, magnesio, rame, potassio, acidi, sostanze nutrienti, oli volatili e di enzimi naturali, ha proprietà diuretiche e un alto contenuto di silice, perciò è utile soprattutto per il tessuto osseo; oltre all’accrescimento delle ossa, .favorisce quello di unghie e capelli e la dentizione.
La raccolta della coda cavallina si fa solitamente all'inizio dell'estate,  ma a seconda delle zone e del clima, si può arrivare anche a fine estate. Bisogna saper riconoscere bene la pianta officinale, perché ce ne sono diverse specie, e alcune sono  tossiche.

La pianta va seccata, privata dei rametti e conservata in luogo asciutto. I rametti possono essere usati, una volta bolliti e filtrati, per pediluvi, semicupi e bagni completi, oppure per arricchire il terreno. Quello che si usa è il fusto sterile, che va sminuzzato per preparare tisana o infuso. Con una macinazione più fine si ottiene la polvere,  ottima per il mantenimento dei  sali minerali. Per sfruttare al meglio le proprietà e i benefici di questa pianta,  è bene assumere la tisana una volta al giorno, per  almeno un mese.

La tisana di equiseto è controindicata durante  gravidanza e allattamento; gli ipertesi devono far attenzione al rischio di interazione con i medicinali.

Il problema oggi, quando si fa raccolta di erbe, è che bisogna assicurarsi della non contaminazione del luogo: se avviene nei pressi di campi coltivati, bisogna essere informati sull’uso di-pesticidi o concimi chimici. 
Non si raccoglie nulla ai bordi delle strade, tranne che dei sentieri di campagna; la stessa cura deve esserci per la provenienza dell’ acqua ai bordi della quale cresce la pianta, specie quando il territorio è sottoposto a estrazioni petrolifere: e tutto ciò rende la raccolta una vera impresa! 


Ma questo, ricordatevelo, l’avete combinato voi, cari Umani.
Nel vostro stesso interesse, fate marcia indietro!

Tegiumaro, la Strega delle Erbe

I