sabato 13 maggio 2017

PERCORSI D'ARTE IN BILOCAZIONE - MOSTRA/EVENTO DI TERI VOLINI



Inaugurata il 10 maggio in Pinacoteca provinciale, via Lazio 8,  la doppia mostra di Teri Volini Percorsi d'arte in bilocazione. “L'artista in movimento”,  così definita nel testo critico, ha condotto i visitatori e le visitatrici attraverso le oltre 30 opere pittoriche che colorano le due sale più grandi della Pinacoteca,  per passare poi alle scintillanti picto-sculture  installate nella sala più piccola, dove è possibile anche visionare i 7 video appositamente predisposti  per i visitatori e le visitatrici,  quali  La Ragnatela, I can  fly, Il Risveglio della dea, Aria fuoco terra acqua, La Bella Terra …

Il “passaggio” all'altra location, il Museo provinciale,  ha visto la presenza istituzionale e il saluto del   Presidente della Provincia, Valluzzi, del Sindaco  di Potenza, De Luca, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Falotico, della Consigliera Regionale di Parità della Basilicata, Pipponzi, che hanno avuto parole di stima e apprezzamento per l’ampiezza e la qualità del lavoro presentato, e di riconoscimento per il trentennale percorso di Teri Volini, di cui la presente mostra è degno testimone.

L'artista biofila ha poi presentato se stessa tramite un video, realizzato in forma di intervista per Simonetta Ronconi, come presentazione  all’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam

A seguire, la colta  presentazione di Alberto Barra,  che ha evidenziato i rimandi ancestrali  dell’arte di Teri Volini e la sua ricerca  che va  oltre  “le appartenenze familiari e sociali, le collocazioni razziali, territoriali e linguistiche” per arrivare “ all’essere umano inteso come magico universo danzante in armonia con il cosmo” . Secondo il poeta, infatti, “l’esperienza artistica non è in Teri un mero riprodurre l’estetica del dato naturale, ma qualcosa di più complesso, diretto misticamente a trascendere il reale. Teri Volini racconta quel mondo interiore, ”quell’oggetto interno” presente in ognuno di noi, dandogli forma, simbolo, linguaggio. Le sue opere sono profuse di allegorie e miti che riconducono all’unicità cosmica dell’essere umano e dell’universo
 
L’artista stessa   ha poi  chiarito al folto pubblico presente  le motivazioni profonde  che l'hanno portata dalle opere pittoriche al nuovo linguaggio delle performance installazioni e manifesti d'artista, affermando la profonda coerenza dell’ispirazione in tutta la sua arte :
A cominciare dalla celebrazione della pura bellezza nei dipinti, fino ai successivi linguaggi, una linea unica qualifica la mia opera: onorare la Terra, la sua bellezza e prodigalità; implicitamente apprezzare il valore della vita, amare la Natura e diffondere l'improrogabilità del rispetto che le dobbiamo

Lo ha ribadito nel corso della visita guidata alle numerose visitatrici ed ai visitatori presenti: L’intera mia opera è permeata da un unico soffio creativo: quel che si modifica è “solo”la forma in cui il talento si esprime.
C'è un filo conduttore che collega - come in una danza - tutte le opere. Questo filo è uno, e al contempo molteplice. 
Esprime amore per la natura e per la vita; emozione per la bellezza e il mistero; attenzione per il femminile e la sua sacralità,  per il suo risvegliarsi e ricevere ancora autorevolezza e accoglimento, insieme ai valori di cui si fa portatore; è il connubio fecondo tra la donna e la natura, che, con la loro coincidente ciclicità fanno a gara per entrare in una sorellanza protettiva e protettrice - a sua volta - di tutto il genere umano e del pianeta”

È stato inoltre  presentato, in  sostituzione del catalogo cartaceo, uno svelto quanto articolato e nutrito CD-ROM, che consente sia di risparmiare carta e inchiostro -  e quindi dare una mano all'ambiente, in completa sintonia con la filosofia dell'artista – sia di accedere ai numerosi  contenuti multimediali,  per sondare l’ampiezza di un  “Percorso”   impossibile da mostrare per intero persino con una doppia mostra.
I  numerosi pannelli presentati nel museo  sono infatti ciascuno  la  “punta dell’iceberg” di altrettante complesse manifestazioni in arte coinvolgente, body art, happening, work in progress, percorsi didattici diretti alle più giovani generazioni e così via.
Il cd  rom  contiene video, animazioni, gallerie virtuali eseguibili,  articoli, ricerche, alcune video poesie e una ventina di ebook, frutto del lavoro di anni.

Nel corso della manifestazione Antonella Iallorenzi e Mimma Romaniello  hanno interpretato  due testi poetici di Teri Volini, tratti dalla raccolta poetica Universi: Il linguaggio dell’arte e Respirare l’Universo.

A fine serata è stato offerto  un  generoso buffet vegano a cura del Sunset Café di Potenza.

ALBUM FB 2


Memo: Dal 24 maggio al 23 giugno, oltre alle visite guidate su prenotazione, 339 24 14 133, 
sono stati organizzati, presso il Museo archeologico, dalle h. 17, tre eventi:

mercoledì 24 maggio, Il Convegno: L’artista di fronte alla natura, con la partecipazione dell’Associazione Beata Maria Cristina di Savoia, sezione di Potenza. 

mercoledì 14 giugno, La presentazione della raccolta poetica di Teri Volini “UNIVERSI”, con la partecipazione dell’Associazione Letti di Sera.

 mercoledì 21 giugno Il Convegno di Toponomastica Femminile “Sulle vie della parità, sulle vie della pace. Premesse all’intitolazione di una strada cittadina  a Marija Gimbutas”, con la partecipazione del Sindaco di Potenza e della Consigliera  Regionale di Parità della Basilicata

domenica 9 aprile 2017

La scienza che lavora per la nostra salute


 

A seguito della lettura del precedente articolo “E non c’indurre in tentazione”, pubblicato a gennaio, mi hanno contattato dei lettori colpiti dalla mia insistenza sui rischi delle proteine animali. Essendo come tutti interessati alla salute, mi chiedono prove scientifiche a supporto della tesi per cui tali alimenti non sono benefici.
Aderisco alla loro richiesta, considerando che ciò che era la norma nelle più antiche culture orientali vegetariane, viene oggi accertato dalle più attuali e autorevoli ricerche scientifiche: fra esse “Lo Studio China”, compiuto dallo scienziato statunitense Colin Campbell e dal suo team, mettendo sotto esame gli usi alimentari degli abitanti di  oltre 2400 contee cinesi e studiandoli comparativamente. Lo studio si è protratto per lungo tempo e i risultati hanno evidenziato i rischi non solo della carne, ma di tutti i cibi di origine animale – latticini, burro,strutto, uova etc. - e sono accessibili in un best seller noto in tutto il mondo.

Dalla lettura vengono fuori dei dati che capovolgono ciò che finora era consigliato quanto al cibo, spiegandone o con chiarezza i meccanismi d’azione nel nostro organismo, i danni prodotti, le temibili malattie che ne derivano, e le motivazioni socio/politico/economiche alla base di quegli errori e di una reiterata, grande mistificazione, proseguita nel tempo e indotta da grandi interessi economici.

Verità sconvolgenti

Dalla Ricerca di Campbell, professore emerito alla Cornell University, NY, risulta addirittura che il danno dei suddetti alimenti è in se stesso superiore a quello provocato dall’inquinamento, o ne è – a seconda dell’apporto o meno di essi e della loro quantità, determinante nel favorire o meno gravi patologie, tra cui cancro, diabete, malattie cardiache etc . in poche parole, le proteine animali agiscono come fattori predisponenti. A parità di assunzione di inquinanti assai pericolosi (come l’aflatossina) il non mangiare proteine animali fa la differenza, “proteggendo “ l’organismo, mentre al contrario il mangiarne funziona da Fattore Attivante.
Significativi erano già stati i risultati ottenuti nelle Filippine (1965!), quando Campbell comprese che la causa del cancro al fegato osservato    nei bambini -  fino a quel momento ritenuto effetto di carenze alimentari proteiniche - era al contrario diffuso nelle famiglie più benestanti , che potevano permettersi un uso notevole di carne!

Un analogo risultato veniva comunicato da ricercatori in India, su sperimentazione animale. L’effetto tali studi fu dirompente; enormi le opposizioni dell’establishment medico e soprattutto dei produttori degli alimenti incriminati, base alimentare della società statunitense.

Rischiando grosso, lo scienziato proseguì con coerenza e competenza sulle linee guida di quella prima scoperta, che portò poi alla monumentale indagine cinese.


Valutare l’attendibilità

Mi risulta molto difficile sintetizzare in un articolo una ricerca enorme e ultra decennale come quella di Campbell: un solo libro conta 400 pagine fitte! Mi limiterò quindi a dire che oggi finalmente esiste la possibilità di accedere a informazioni molto importanti, direi vitali, probabilmente ostiche da accettare, date le nostre abitudini e la resistenza che in genere opponiamo al cambiamento: tuttavia , nel nostro interesse, per cominciare a scalfirle, potremmo considerare due semplici punti: 1) nella grande confusione che caratterizza i nostri tempi anche nella comunicazione, è essenziale valutare la Veridicità delle informazioni, e in Campbell - oltre all’attendibilità del suo status di ricercatore accreditato, tale credibilità viene confermata dall’onestà intellettuale e dalla coerenza di vita: cresciuto in una Farm tipica americana, benestante grazie agli animali e ai prodotti caseari che venivano prodotti e venduti, abbandonò tale redditizia fonte di guadagni, rinunciando, insieme a quella, alle proteine animali.

Il nostro potere

2) Quando si tratta della nostra salute, è conveniente sapere esattamente i punti su cui abbiamo il potere di agire nell’immediato, e uno di questi è il cibo, che ogni giorno coinvolge il complesso sistema corporeo, mettendolo spesso a dura prova: e dal momento che è meglio prevenire che curare, ci conviene prendere informazioni aggiornate, sostituendole a quelle, zeppe di pregiudizi e menzogne,  finora propinateci . Molte di esse provengono da fonti non attendibili, essendoci di continuo comunicate tramite la pubblicità direttamente dalle ditte produttrici, che badano ai loro interessi economici, mentre per noi è la salute il bene primario.
Ad ogni modo, le cose stanno cambiando, ormai anche i supermercati vendono prodotti appropriati al nuovo stile di vita, crescendo il numero di coloro che compiono scelte in senso vegetariano, vegano e crudista, anche per la rivalutazione di sapori, odori e in generale di cibi che fino a quel momento sono stati ignorati o trascurati. Si attiva la ricerca e la richiesta di qualità e di giusto prezzo, e dal momento che l’unico potere che abbiamo come consumatori è indirizzare gli acquisti secondo una più alta consapevolezza, i produttori devono per forza adeguarsi ...
Prof.ssa Teri Volini
terivolini.art@gmail.com








sabato 1 aprile 2017

Pale eoliche e pannelli solari. Senso di responsabilità versus mostruose proliferazioni

Cum grano salis, prego!

Un pizzico di sale nella minestra la rende più gustosa e apporta elementi di cui il corpo ha bisogno: ma cosa succede se  invece ne mettiamo  di più? Anche solo un mezzo cucchiaino,  e il cibo diventa   immangiabile. Figurarsi se ve ne  aggiungessimo  un cucchiaio intero,  una tazza o più,  insomma una quantità eccessiva:  sarebbe la saturazione,  dannosa o fatale per  qualsiasi essere vivente.

L’esempio - in apparenza modesto e "casalingo" - mi è stato suggerito dal detto latino.
Cum grano salis  (un po’ di discernimento) è un monito alla saggezza dei comportamenti, alla prudenza che in ogni atto, personale o collettivo - e istituzionale -  è d’obbligo, se non vogliamo trovarci in grosse difficoltà 

Tenere alto il senso della misura vale per ogni cosa, e, nello specifico, per le energie rinnovabili, per le quali abbiamo tanto lottato e che ora - cadute nelle mani rapaci di multinazionali che mettono al primo posto il loro profitto, non esitano a trasformare un mezzo, buono in partenza,  in un danno, “saturando” il territorio con le loro “Imprese”

Succede con le pale eoliche e con i pannelli solari, che, salutati all’inizio come una fonte di salvezza dal nucleare o dal petrolio, si rivelano adesso  dei mostri tentacolari nella realtà del proliferare  indisturbato, dell’invasione ad oltranza del territorio, della sostituzione - forzata col danaro -  dei fertili campi  che si dovrebbero  invece salvaguardare e di cui incentivare la coltivazione come preziosa risorsa - con l’avanzata dei giganti di cemento e delle luccicanti distese riflettenti..
Una sorta di nuova colonizzazione …

Il carattere intensivo degli interventi e le alternative ignorate

Il problema non è il pannello solare o la pala eolica in sé, ma il carattere  intensivo degli interventi e – a causa dei  forti interessi a monte -  l’arretramento o l’annullamento della ricerca di ulteriori modalità per produrre energia, o per il perfezionamento di quelli esistenti, come succede in altre società civili.
 In Germania o comunque in molti paesi più responsabili, pannelli solari vengono man mano sostituiti da congegni simili che, partendo dallo stesso favoloso principio di catturare il sole per produrre energia, riducono sempre più le loro dimensioni, ad esempio diventando una “piastrella” murale o una tegola, o un vetro per finestra, adempienti alla stessa funzione in maniera sostenibile.
Senza contare che esistono  tanti altri modi per contribuire all’approvvigionamento energetico, tra cui il  recupero degli olї esausti grazie a speciali macchinari che li trasformano in ottimo carburante dopo aver fatto evaporare l’acqua ed filtrato i residui solidi!

 Vedi articolo  alternative al petrolio: La rivincita del Pyrococcus furiosus,  ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? Già pubblicato su La Grande Lucania maggio/ giugno 2015 -  su blog  Teri Volini: http://terivolini.blogspot.it/2015/07/la-rivincita-del-pyrococcus-furiosus.html


Da anni  si sente parlare di alternative, di cui non solo abbiamo poca conoscenza a causa dello scarsa informazione mediale, ma che poi scompaiono nel nulla.

Che i grandi interessi ormai cristallizzati  sulle “tradizionali” fonti di energia, petrolio in primis, c’entrino – e non poco -  è ipotesi non peregrina! Esistono situazioni al limite dell’incredibile, in cui persone geniali, che si adoprano per il bene comune e per l’ecosostenibilità,  non solo non vengono prese in considerazione, ma addirittura boicottate  perché “disturbano” gli interessi precostituiti.


Basilicata, Piani del Mattino, 2017

Già nel 2014,  a novembre, nei pressi di Potenza vicino Potenza, in una fredda ma splendida giornata di sole, un drappello di cittadini interessati alla salvaguardia del territorio e della salute pubblica e del paesaggio  manifestava  sotto la prima delle 8 pale di 40 metri previste lassù e già in corso di installazione.
Il luogo è bello, importante dal punto di vista faunistico, tra l’altro sede del passaggio degli aironi cinerini, di grandi uccelli dal piumaggio bianco e nero, che lo  hanno scelto per nidificare. Anche il Nibbio reale  è di casa da queste parti, in tutta la sua fiera bellezza. L’altopiano, molto ventoso, si trova a ridosso della Costa della Gaveta che è praticamente la periferia di Potenza, ed era stato  scelto per l’installazione delle  gigantesche pale, che seguivano le tantissime già presenti dappertutto in Basilicata, come si può osservare un po’su tutti i profili collinari ..

Le manifestazioni avvenivano mentre già la prima  torre si ergeva nel bel mezzo di un vasto terreno agricolo, arato e  pronto per la semina. Si parlava allora di  un lotto di otto aerogeneratori da realizzare uno vicino all’altro nello spazio di circa 400 metri, alcuni dei quali vicinissimi alle abitazioni ed alle strade, a formare un vero e proprio parco eolico

Oggi, a distanza di soli tre anni, ne stanno “ignobilmente” installando 51, in prossimità di abitazioni dove vivono stabilmente famiglie, donne, anziani, bambini …
Ecco un altro territorio destinato alla desertificazione, deprivato della sua capacità produttiva per ospitare – con  pagamento compensativo - i giganti di cemento  che – tolta ogni precauzione e senso della misura – da produttori di un’energia utile alla comunità  diventano produttori di danni. 

Comunicato 2014


 Già nel novembre 2014 il Comitato di cittadini stilò un comunicato, facendo notare che:
“Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, la presenza – allora - di otto pale eoliche della altezza di circa 40 mt (quanto un palazzo di 13 piani!) rappresentava  un vero e proprio scempio;
Dal punto di vista della sicurezza, la presenza di tante pale eoliche in prossimità di strade, abitazioni e impianti sportivi rappresentava  un rischio da non sottovalutare, tra cui i casi di rotture di pale e incendio del rotore

Già nel 2014 si faceva notare che, dal  punto di vista energetico, la realizzazione di 8 aerogeneratori da 60 Kw era  operazione superabile da  una sola  pala da 1Mw, che,   ubicata secondo principi di compatibilità ambientale, paesaggistica e di sicurezza, genererebbe  energia equivalente a oltre 16 aerogeneratori.

Si faceva anche notare che, dal punto di vista economico, i proprietari terrieri sono allettati da compensi immediati,  mentre in realtà vanno  incontro a pesantissimi inconvenienti economici. I proprietari terrieri, per la presenza della pala, vanno incontro alla svalutazione della loro proprietà, al fatto che sulla loro terra non si potrà più costruire, che dovranno pagare le tasse non più come zona agricola, e soprattutto si dovranno accollare gli elevatissimi costi di rimozione e smaltimento della pala dopo che la stessa sarà usurata

Tenere alto il senso della misura

Il Comitato chiedeva  con forza alle istituzioni Regionali e Comunali ed alla Magistratura di intervenire immediatamente per fermare operazioni inutili da un punto di vista energetico e distruttive del paesaggio e dell’ambiente le cui conseguenza sarebbero ricadute per anni sul territorio comunale e sulle generazioni future. Invece oggi,   non solo a  quelle rimostranze non è stato dato alcun peso, ma le pale si sono moltiplicate mostruosamente.

Diventa davvero urgente pensare e agire  con sale in zucca:  discernimento, senso di responsabilità. una maggiore e libera informazione, lo  sguardo verso il bene comune e le generazioni future, il tutto alla luce dell’Etica e della prudenza nelle decisioni  istituzionali: solo questo   potrebbe evitare danni in progress,  e non solo agli abitanti di Piani del Mattino …
Prof.ssa Teri Volini
Artista biofila



mercoledì 15 febbraio 2017

E non c’indurre in tentazione - Petrolio e cibo animale



Cari lettori e care lettrici, pensate che i nostri stili di vita siano liberamente scelti o che subiscano l’influsso di abili persuasori, delegati da quella parte del sistema che - con le più diverse motivazioni - non ultimo l'interesse – c’induce a comportamenti che si autogiustificano per il semplice fatto di esser diventati cattive abitudini? A ben guardare, non sono libere, quelle scelte che- tradotte in gesti quotidiani - comportano pesanti conseguenze.
Uno degli esempi più evidenti è il binomio petrolio/ cibo animale: di entrambi è ormai accertato che non solo sono sostituibili v.
La rivincita del Pyrococcus furiosus.Ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? La Grande Lucania, maggio – giugno ’15,  se solo ciò fosse “permesso” - e come paradossalmente già fanno i produttori stessi (v. Arabia Saudita, Dubai, auto a oli esausti), ma che tali sostituzioni sono urgentissime, per salvaguardare ciò che resta della salute nostra e del pianeta.

Perdite irreparabili
Da tempo conosciamo i danni delle perforazioni petrolifere, però continuiamo ad accettarle, accecati dal dato economico che pensiamo ne possa derivare: stupidamente ignorando le Perdite irreparabili per la qualità del vivere e per la vita stessa! Nel frattempo, le modalità comunicative/induttive delle lobby si sono perfezionate, i messaggi divenendo ancor più sofisticati. In ambito petrolio, escalation di spot a pagamento sui media e specchietti per allodole a gogo per accattivare e corrompere; finanziamenti pubblici e privati, bonus carburante, corsi scolastici e patrocini, contributi per ripristino abitazioni, gadget e persino visite guidate dei fanciulli alle trivelle … In definitiva, coloro che - dopo aver strizzato il territorio lo abbandoneranno irrimediabilmente devastato-  emergono come sostenitori della cultura e del benessere …
Scelte opinabili
Il cibo di origine animale ci è stato fin da piccoli propinato come indispensabile per la salute: in realtà ignoravamo quanto ciò fosse inesatto, e quali e quante potessero essere le patologie derivanti dal suo uso - e oggi ancor più di abuso e bassa qualità. Quanti dei nostri stessi familiari ne sono stati vittime inconsapevoli, insieme ad altre abitudini pericolose(vedi sigarette, con cui a lungo - sotto la pressione dei produttori - è stato permesso d’inquinare il mondo, anche facendo inalare il veleno ad altri col fumo passivo.
 Lo stesso potere delle multinazionali - talmente sfacciato da esibire dei medici fumare tranquillamente in interviste o spot (anni 50) col messaggio implicito - e ben remunerato - di non pericolosità - ha fatto e fa lo stesso con il petrolio e con il cibo:per non parlare di farmaci, detersivi, veleni usati in agricoltura e molto altro.
Anche in ambito nutrizionale, le lobby possono permettersi sponsorizzazioni a oltranza, come la marea di trasmissioni di svago e quelle sulla cucina da chef, così accattivanti che a nessuno vengono in mente le problematiche connesse alla qualità del cibo, da dove proviene, se è privo di chimici deleteri, e la scelta stessa del tipo di cibo viene letteralmente “guidata”: e non è certo quella più consona alla salute.
Vedi articolo:  pubblicato sul mensile La Grande Lucania  maggio  2016
Una torta come strumento di distrazione di massa
 
http://terivolini.blogspot.it/2016/05/una-torta-come-strumento-di-distrazione.html

Le responsabilità dei consumatori
Rispolveriamo le nostre responsabilità, cominciando con l’informarci sulle alternative e col ridurre i nostri consumi, rettificando il più possibile le abitudini sbagliate, in modo da potere scientemente rifiutare qualsiasi colonizzazione selvaggia, tentazione impropria e induzione pericolosa. Sia per il petrolio che per il cibo, le richieste mondiali sono divenute tali da determinare conseguenze estreme persino sui temuti cambiamenti climatici.
In ambito alimentare, le richieste sempre più alte determinano il proliferare a livello mondiale delle filiere di alimentazione forzata, che oltre alla crudeltà insita, utilizzano quantità enormi di energia e di cibo, contribuiscono significativamente all'aumento della CO2 (secondo la FAO un quinto delle emissioni di gas serra, più dei trasporti complessivamente), oltre a sangue e feci, inquinanti fiumi e falde acquifere. L’allevamento del bestiame esige l’uso di oltre il 30% delle terre emerse!

Foresta pluviale, agricoltura forzata, veleni, sofferenza, OGM e fame nel mondo
Per creare pascoli e zone di coltura, gli allevamenti intensivi contribuiscono alla distruzione di vaste aree di foresta pluviale nel mondo, per non parlare delle tremende condizioni in cui vengono fatti vivere gli animali, delle malattie che ne conseguono e dei medicinali propinati, che passano poi ai consumatori.
La necessità di nutrire quantità esponenziali di animali da macello – da noi richiesti – costringe all’uso di smisurate quantità di acqua , e alla produzione di pari quantità di cibo nelle enormi filiere di agricoltura “forzata”(concimi chimici, pesticidi, erbicidi – tra cui il terribile glifosato - etc , veleni che arrivano anch’essi ai simpatici “consumatori”). E mentre montagne di granaglie - di preferenza OGM , più convenienti - nutrono il bestiame, centinaia di milioni di persone sulla Terra soffrono la fame o la malnutrizione.

Problemi sanitari e suggerimenti salvifici
E se tutto questo ancora non ci scuote, non saremo tanto autolesionisti da ignorare i problemi sanitari da cui nessuno è escluso: malattie cardiache, cancro, diabete, colesterolo e pressione alta, e le tante intolleranze sempre più diffuse, anche presso i bambini. Fortunatamente oggi cominciano ad essere sempre più conosciuti e ascoltati i consigli dietetici di nutrizionisti, scienziati e medici  indipendenti che - cancellando gli errori e le manipolazioni del passato - con serietà e disinteresse stanno tirando fuori scomode verità, evidenziando l'importanza di una dieta ben diversa da quella finora suggerita: a prevalenza vegetariana, vegana o addirittura crudista. Ben lontani dal favorire il consumo della carne,  inoppugnabili prove scientifiche mostrano ciò che la saggezza di tante culture diceva da millenni, e che molti medici non convenzionali - boicottati, denigrati, ridicolizzati o ignorati- avevano già cercato di affermare, e cioè che le proteine animali sono inadatte all’organismo umano, e che il loro apporto va eliminato o drasticamente diminuito, scegliendo in tal caso prodotti ecosostenibili. (continua)

Pubblicazione testo integrale articolo TRIVELLE DI MORTE E TRIVELLE DI VITA – già  pubblicato sul mensile La Grande Lucania in aprile  http://terivolini.blogspot.it/2015/07/trivelle-di-morte-e-trivelle-di-vita.html

4 luglio-  Pubblicazione per lettura integrale dell’articolo sulle alternative al petrolio La rivincita del Pyrococcus furiosus  Ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? Già pubblicato su La Grande Lucania maggio – giugno 2015
 su blog a luglio :
http://terivolini.blogspot.it/2015/07/la-rivincita-del-pyrococcus-furiosus.html


-Pubblicazione art su blog Apocalipse Now? 7 - 7 -15

Trivelle in Basilicata: sul ponte sventola bandiera bianca 



lunedì 2 gennaio 2017

UN REPORT D’ECCEZIONE - articolo pubblicato su La Grande novembre – dicembre 2016


UN REPORT D’ECCEZIONE

Articolo pubblicato su La Grande Lucania

novembre – dicembre 2016
 


Qualche tempo fa, su Rai 3, è stata trasmessa la puntata di Report dell'impavida Milena Gabanelli  sul tema ftalati, i potenti veleni contenuti - in quantità indescrivibile e pressoché ignorata - nella plastica. Consapevole dello shock che le tematiche trattate avrebbero avuto sugli spettatori, la giornalista quasi si scusava per questo. O meglio,  li preavvisava.  
E dire che le informazioni sul tema sono chiaramente pubblicate sul sito del Ministero della Salute, col titolo “Difendiamo i nostri bambini”. www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_151_allegato.pdf.
Il problema è che restano lì, se nessuno va appositamente a cercarle.

Peraltro da tempo se ne parla su internet, su pubblicazioni, libri e media seri, come l’encomiabile canale 23 della Rai (Rai5), ma dubito che sia seguito come meriterebbe: in quella fascia oraria (ore 14-15-16 ), c’è il pieno di telegiornali e rubriche d’ intrattenimento altamente distrattivo, quelle del chiacchiericcio per intenderci, del “come tagliarsi i capelli all'ultima moda o decorare le unghie, o in cui proliferano quiz per vincere premi in danaro, gare culinarie cucina, e simili.

Perché mai il povero cittadino dovrebbe seguire trasmissioni di qualità, dirette alla conoscenza e salvaguardia dell’ambiente, e acquisire, insieme a un Nuovo Stile, informazioni che possono salvargli la salute e la vita stessa, evitando gravi patologie e un futuro incerto a noi e alle prossime generazioni? Molto meglio distrarsi, mentre trangugia un pranzo sostanzioso e spesso deleterio!
Personalmente, seguo da anni queste apprezzabili trasmissioni, quasi tutte della BBC o comunque di produzione e ricerca europea, per cui già sapevo degli ftalati. E dei loro danni!
 Approfondendo l’argomento, avevo scritto poi un articolo, “La paperella assassina” per la Grande Lucania di  agosto/settembre 2015, postato anche su blog
http://terivolini.blogspot.it/2015/11/la-paperella-assassina-articolo.html

La salvaguardia dell’ambiente: Invasioni Tentacolari

Dal momento che ho scelto di fare arte in difesa del pianeta, nel 2007 realizzai un’Opera gigantesca, installata nel centro di Potenza, che mostrava con estrema chiarezza il rischio spaventoso derivante da un uso sconsiderato dei materiali da noi stessi prodotti e in quel caso, dell’onnipresente plastica, che, se non tenuta a bada, sia in fase d’uso che di smaltimento - può seriamente divorarci. 




Nell’opera Invasioni Tentacolari. era stata invitata – a fatica-  la cittadinanza - e il quartiere dove abito- ma la parte realmente attiva furono gli allievi di due scuole di Potenza, coinvolte pienamente - per mesi- in una forte azione didattica e nella realizzazione dell’installazione. http://www.terivolini.it/html/invasionitentacolari.htm

Onnipresenza

Mi fa specie che, quasi 10 anni dopo, ancora non siamo in grado di capire i rischi associati ad un materiale considerato utile e considerato“neutro”. Purtroppo così non è, si tratta di un prodotto chimico, trattato con tutta una serie di altri prodotti chimici altamente tossici, gli Ftalati, che ne rendono l’uso assai rischioso. Tra di essi è il Bisfenolo A ad essere il più temibile, data anche la sua estrema persistenza nel corpo e nell’ambiente. In sigla BPA, viene usato tra l’altro nelle bottiglie di plastica e nei rivestimenti dei cibi, è presente anche nei prodotti per la cura e l’igiene personale . Il più usato tra i composti è il DPB, plastificante per smalti e prodotti per capelli, solvente per profumi; quindi vernici per unghie e vaporizzatori per capelli. Il loro potere tossicologico è stato testato, rilevata la possibilità di aborti, malformazioni congenite, anomalie/deformazioni ossee e labbro leporino; effetti dannosi sul sistema riproduttore maschile (diminuzione del numero degli spermatozoi, atrofìa testicolare etc ).









Silenzio generale

Questo solo per citare qualche esempio, ma se ci addentriamo in questa giungla venefica, c’è da mettersi le mani nei capelli, soprattutto nell’ambito – a torto considerato intoccabile – dei prodotti per l’infanzia, o in quello che attiene ai contenitori per alimenti, che si usano ormai dappertutto, quotidianamente. Nella trasmissione si evidenziava come le istituzioni preposte, pur conoscendo da tempo il pericolo, non attivino con urgenza interventi legislativi socialmente protettivi, o lo fanno col contagocce. Ignorano o dicono d’ignorare. Fra l’altro altro Report sottolineava la gravità del silenzio generale che circonda la situazione. Indoviniamo il perché? Forse il potere delle industrie multinazionali -produttrici dei prodotti incriminati - è così grande, da influire pesantemente sia sulla mancata informazione che sulla lentezza o mancanza di provvedimenti?


Consumatori attivi

I pericolosissimi veleni - Report documentava - sono talmente pervasivi e persistenti nel tempo, che se ne trovano tracce nel corpo di esseri umani e animali piante, acqua, cibo, terreno, etc., persino sui luoghi più impensati, come le più alte montagne della terra, e anche al Polo Nord. Quindi, cara, generosa e professionale Galbanelli, altro che scusarti, dovresti ricevere un premio per quello che fai, se non fossimo nel mondo alla rovescia dove gli interessi enormi delle multinazionali che producono tutto quello che ci fa male sono prevaricanti e prevalenti,. E allora ? L'unica possibilità di salvezza - ove ancora riuscissimo ma soprattutto SE ci decidessimo a farlo - è di essere molto informati per fare le nostre scelte di consumatori attivi. Solo operando cambiamenti radicali nelle nostre abitudini, evitando l’acquisto di prodotti che non corrispondono a dei precisi parametri di sicurezza e salubrità, potremo costringere le ditte produttrici – sorde a tutto tranne che ai loro interessi economici - a cambiare anche i loro. Un po’ come sta succedendo con l’olio di palma, per intenderci, ma quello è solo la punta dell’iceberg di una situazione oltremodo complessa e dalle mille ambigue sfaccettature. Se non lo facciamo vuol dire che, follemente, siamo noi i colpevoli del nostro stesso Danno


Prof.Teri Volini, artista biofila, presidente Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza 

mercoledì 30 novembre 2016

Una insospettabile contaminazione

articolo pubblicato su La Grande Lucania  nov./ dic. 2016





Parlando  d’inquinamento, ci riferiamo di solito alla cappa incombentesulle nostre città soprattutto nei mesi invernali: gas di scarico di automezzi, fumi di  caldaie, ciminiere di fabbriche e quant'altro. Lo smog è per tutti  un  grosso problema, segnalato  ufficialmente dai  bollettini, che stilano periodicamente classifiche dei luoghi più esposti e dei rischi per la popolazione.    
Esiste però anche un tipo di minaccia per la salute, meno visibile ma altrettanto rilevante, presente nei luoghi dove abitiamo e lavoriamo. Negli edifici esistono grossi problemi legati a sostanze contaminanti usate in edilizia, capaci di creare una sensibilità non facile da focalizzare: tutta una serie di sostanze chimiche presenti in strutture e arredi.

Quando non c’è  limite al peggio

Se in molti casi tali effetti non erano noti in passato, e man mano che venivano  scoperti si  provvedeva a eliminare le sostanze venefiche, in molti altri casi  siamo ancora a rischio, per i casi di omertà costruttive al limite del crimine, con uso di terre e  sabbie di dubbia derivazione, materiali impregnati addirittura di sostanze radioattive, con le immaginabili conseguenze.   
Ma anche senza arrivare ai casi estremi,  sono diversi negli ambienti  interni i disturbi da inquinanti, classificati come “Sindrome da edificio malsano” - mal di testa,  torpore,  irritazioni agli occhi, nausea,  sonnolenza etc.  -  Uscendo e allontanandosi dai luoghi incriminati, i sintomi si attenuano o scompaiono:  ma bisogna “sapere”,  essere consapevoli del problema ed eliminare le cause, per evitare i danni.
Il distacco dalla natura 
Oggi la popolazione urbana trascorre gran parte del proprio tempo in luoghi chiusi, respirando suo malgrado un’aria a più livelli insana: gas di combustione dei fornelli, fumo di sigaretta, diretto o passivo; prodotti chimici per la pulizia della casa (zeppi di ftalati  persino e soprattutto nella parte più “piacevole”, il cosiddetto profumo!) etc.

D’altronde, a causa del nostro distacco dalla natura  e grazie all’incessante pubblicità, in solo 50 anni i prodotti chimici hanno sostituito completamente  i tanti rimedi naturali usati per secoli, che all’indubbia efficacia univano l’innocuità.
Anche l’uso massiccio di televisori, computer, cellulari, etc. contribuisce a un tipo d’inquinamento molto subdolo, perché invisibile: quello elettromagnetico, specie oggi che l’onnipresente wifi coinvolge anche coloro che non ne fanno direttamente uso, bambini, anziani e ammalati compresi. Nessun tipo di cautela viene suggerito a tale proposito, nemmeno di tipo precauzionale.
Per quanto riguarda gli arredi, ci sono  i veleni contenuti nei mobili di legno trattato – antitarlo  e simili - o nei truciolati, compattati con collanti dannosi, come la  formaldeide, usata per tanto tempo prima di conoscerne i grossi danni. Ci sono poi i coloranti delle stoffe e degli oggetti, gli allergeni, gli acari, le  muffe, etc.

Qualche piccolo  rimedio

In attesa di un’auspicata maggior attenzione legislativa e ad un controllo ufficiale veramente adeguato “a monte”, cosa possiamo fare per attenuare in qualche modo i danni? Cambiare l’aria almeno una volta al giorno (sempre che  quella esterna sia abbastanza pulita,  scegliendo gli orari più favorevoli, di minor traffico o dopo che il vento o la pioggia l’hanno schiarita) può servire? 
Certo è utile sostituire i prodotti chimici per la pulizia di casa, biancheria e personale con altri più naturali: ricordarsi che su tutto rimangono residui dannosi, nelle fibre dei capi, sulla pelle,  e che molti cosmetici o saponi subiscono  la presenza di conservanti, additivi e ogni sorta di elementi a rischio.
Contro le muffe e i funghi che  si formano  in bagno o in cucina, controllare  le perdite d'acqua e stendere i panni all’esterno...
Nei luoghi di lavoro sistemare stampanti  fotocopiatrici, macchine termiche in apposite stanze ventilate o comunque lontano dalle scrivanie, e badare agli inchiostri utilizzati. Ancora maggior attenzione in  casa, osservando equilibrati tempi di lavoro e di vicinanza alle macchine

La lista delle precauzioni sarebbe molto lunga e complessa, comprendendo anche pulizia e manutenzione di radiatori e filtri dei condizionatori d’aria;  le polveri sottili che ci portiamo da fuori e il modo di spolverare; senza parlare dei collanti di tappezzerie, pannelli,  pavimentazioni  e dei mastici, da usare il meno possibile, essendo gomme o resine sciolte in solventi, come toluene, xilene, pentano, nitropropano, benzene e stirene, idrocarburi che per "funzionare"devono evaporare, rilasciando particelle chimiche nell'aria, da noi inevitabilmente respirate.

 
L’aiuto della natura
E proprio dalla  natura da noi ignorata e maltrattata, vengono suggerimenti utili: ad es., al posto  della naftalina -  emicranie, nausea, sindrome da affaticamento  -  meglio  le castagne d’india (i frutti dell’ippocastano), che   sono  antitarme. Per profumare gli ambienti,  alla chimica preferire rametti di arbusti naturalmente profumati, raccolti durante la potatura,  o l’ottima  lavanda e  i trucioli di cedro per  gli armadi.  Una specifica ricerca su manuali di prodotti naturali o in web, fornirà una miriade di consigli utili al proposito!
Non  dimentichiamo inoltre che -  mentre gli umani inquinano la terra a tutto spiano  - le piante non solo contribuiscono a rifornirci dell’ossigeno indispensabile alla vita, ma ci offrono le loro potenzialità anti inquinanti anche in interno, assorbendo  molti  elementi dannosi, elettromagnetismo e  pollini compresi.  Le più efficaci  sono  il filodendro, l’aloe vera, l'areca palmata, il ficus, l’edera, la dieffenbachia e la dracena; il "tronchetto della felicità" agisce contro  formaldeide e  benzolo: insomma, il loro potere è così grande da suggerirne un uso costante, anche per la loro bellezza e la presenza d’un elemento“vivo”.

Teri Volini, artista biofila 




venerdì 11 novembre 2016

Tempa Rossa: sul ponte sventola bandiera bianca.



















TEMPA ROSSA

Sul ponte sventola bandiera bianca 


Articolo pubblicato su La Grande Lucania il  28 ottobre 2016



Trovandovi in Basilicata, tra Potenza e i boschi di  Sellata, verso Anzi, Calvello, Laurenzana, fino a  Corleto e Guardia, sarete  piacevolmente sorpresi dalla bellezza dei luoghi,  dalla magia dei chiaroscuri , dei profumi  delle erbe selvatiche e medicamentose; in primavera, dal giallo aromatico delle ginestre in fiore, dalla delicatezza delle rose canine; in estate  dalle fragoline di bosco occhieggianti tra le chiazze di sole- ombra,  sotto i magnifici  grandi alberi.  Siamo nella zona Camastra Alto Sauro, i cui confini naturali sono la  Sellata a nord,  i monti Arioso, Calvelluzzo , Volturino a ovest; la valle del Sauro a sud e a Est il monte Caperrino (prossimo alle Piccole Dolomiti Lucane).  La popolazione complessiva  è di circa 12.500 abitanti,  su una superficie di 51.560 ettari. Sorprendente il  patrimonio forestale della zona,  con  21.000 ettari caratterizzati da latifoglie, querceti, faggete, castagneti e boschi misti, conifere e cedri. Predominano i boschi formati da cerro, faggio e abete bianco,  che in territorio di Laurenzana offrono un biotipo di estremo interesse.


Una buona Guardia?

Oltre ai fiumi e alle fiumare, molte sono le sorgenti, come testimoniano le numerose fontane anche lungo la strada. I borghi sono suggestivi, e tra gli altri mi ha colpito, avendoci soggiornato per qualche giorno ospite di un’amica, Guardia Perticara. Il paese, con i suoi vicoli stretti, i  portali antichi, le ripide scalinate, le case arroccate e i palazzi in pietra, domina un tratto della valle del torrente Sauro, affluente dell’Agri,  ed è in diretto rapporto con l'area costiera ionica. Grazie a buoni  interventi di recupero post terremoto’80, è armonioso e architettonicamente coerente, con  pietre “a vista",  angoli  caratteristici e piccoli orti/giardini. Francesco Rosi vi ha girato molte sequenze del film "Cristo si è fermato a Eboli". Da notare la vicinanza con Aliano, paese dove soggiornò Carlo Levi, e con altri luoghi singolari da scoprire: calanchi e grotte, panorami  di una solenne grandiosità. Basandosi sulle possibilità d’attrazione turistica, molti abitanti avevano messo su delle strutture di ricevimento, ristoranti, bar, gelaterie, Bed & Breakfast.

La colonizzazione infinita

Peccato che tutto questo sia destinato a finire, dal momento che -  non  bastando   l'invasione di tanti altri territori della regione -  Calvello, Val d'Agri  etc.  - la colonizzazione delle grandi multinazionali  è in ruggente espansione ,  “grazie “ alla solerte compagnia petrolifera Total, insieme a Shell e Mitsui.
L’assedio è già molto avanzato, dato che lo scopo è di  aprire oltre una dozzina di pozzi  estrattivi, alcuni già attivi, altri in attesa di  “licenza”.
Così, ancora una volta,  invece di puntare sulle bellezze del territorio, sul suo patrimonio forestale e agricolo, sulle presenze archeologiche e sulla purezza dell’aria e dell’acqua - e in definitiva sulla salute della gente -   ci si offre in sacrificio alla Total.

Forse è il caso di ricordare che forare la terra per estrarre il petrolio non è esattamente la stessa cosa che farlo per trovare acqua?
Il processo prevede l’immissione di sostanze spaventosamente venefiche,  distruttive a lungo termine: ma tutto è in marcia per la costruzione del centro di trattamento oli, dove gli idrocarburi convogliati tramite una rete di condotte interrate, verranno trattati e separati nei diversi sottoprodotti (grezzo, gas combustibile, zolfo, GPL) e poi spediti tramite canalizzazioni interrate differenziate.



La Grande discarica 

La costruzione di un centro di stoccaggio gpl (2 serbatoi interrati della capacità totale di 3.000 m³) dotato di 4 punti di carico stradale - è già attiva a Guardia Perticara; mentre si punta ai 13 pozzi, procede la realizzazione  di infrastrutture di servizio (adeguamento di strade comunali, realizzazione dei sistemi per l'alimentazione di acqua ed elettricità per il centro di trattamento, connessione alle reti esistenti per il trasporto e la distribuzione degli idrocarburi).
Il bello è che - ad ammissione della stessa multinazionale -   “la concessione si trova nel cuore di una regione ad alto valore turistico per la bellezza dei suoi paesaggi; si estende su un territorio geologico segnato da una sismicità non trascurabile e una rete idrogeologica complessa. A queste particolarità si aggiunge un patrimonio archeologico di primo piano”: parola di Total, una delle una delle multinazionali più temibili,  responsabile anche di violazione dei diritti umani in Birmania,  come ha  coraggiosamente mostrato  la regista Milena Kaneva nel suo film Total Denial, visibile  on line.


La consapevolezza  delle priorità

Facilmente immaginabili le conseguenze:  nel Totale  silenzio  ci prepariamo a dire addio non solo alla salubrità dell'aria delle acque e del terreno, ma a tutte le coltivazioni già presenti sul territorio e che dovrebbero invece essere potenziate, vista l’importanza che la buona agricoltura ha sulla nostra salute e sulla nostra vita:  è a questo che si dovrà tornare, anche puntando su di essa dal lato economico e  occupazionale.
Fortunatamente è ciò che sempre più viene fatto da  imprenditori lungimiranti  e da amministratori coscienti e bene informati, laddove emerge la consapevolezza  di ciò che è veramente importante nella vita. Se basate su etica e  conoscenza, le nuove metodologie imprenditoriali in agricoltura possono coniugarsi con gli antichi saperi, con ciò che di meglio offre il “nuovo”, per essere la via che si dovrà - e che converrà -  percorrere: quella dell’agricoltura biologica, cioè organica, naturale, non intensiva, non inquinata da pesticidi , concimi chimici etc.
Tutto il mondo più avanzato e  consapevole si sta decisamente orientando in tal senso, dopo aver visto i danni immani che il cibo industriale -  spazzatura -  provoca, incrementando  ogni sorta di malattie, in primis le cardiopatie , i tumori, il diabete , le allergie etc.  Senza considerare l’enormità e la permanenza del Danno sul territorio.


Einstein era ottimista?

Si obietta che il “petrolio”crea lavoro: ma che cosa valgono quei soldi infetti, rispetto alla salute del territorio e delle persone? Dei bambini? Com’è possibile che si chiudano gli occhi sulle conseguenze per le future generazioni? Non è sufficiente osservare cosa  è successo  negli altri luoghi già contaminati da questa devastante presenza,  i registri tumori che aumentano all'infinito, l'agricoltura compromessa per sempre?  Chi può essere tanto lobotomizzato (comprese le vittime dirette, presenti e future) da non rammaricarsi  di fronte alla rovina di ciò che è essenziale, l’acqua, l’aria, le coltivazioni, gli uliveti, gli alberi da frutta, le granaglie  e gli orti che qui sorgono dappertutto, in particolare nelle zone pianeggianti dei luoghi  sotto attacco? Di fronte al fatto incontestabile  che  questi  territori sono destinati all’avvelenamento Totale, per essere poi miseramente abbandonati a fine sfruttamento, come accade  similmente in tante parti del mondo sottoposte al “trattamento” ...

Era troppo ottimista Einstein quando diceva che gli umani usano solo l’1% della loro intelligenza, per non parlare dell’anima…  

Teri Volini


Link film Total Denial, visibile in web - regista Milena Kaneva http://www.documentarytube.com/videos/total-denial-film-by-milena-kaneva


Total Denial è il racconto di una storica azione legale: quindici abitanti di un villaggio situato nella giungla della Birmania, fanno causa a un gigante dell'industria del petrolio responsabile di violazione dei diritti umani. La battaglia, durata dieci anni, si è conclusa con quella che sembrava una vittoria impossibile. Ed è anche la storia di Ka Hsaw Wa, uno dei leader del movimento per la democrazia in Birmania dal 1988. Ricercato dalla polizia anche in Tahilandia, si è nascosto per più di sette anni nella giungla, raccogliendo le prove di migliaia di abusi, un genocidio silenzioso appoggiato dall'esercito e finanziato dalle compagnie petrolifere Total e Unocal. Il documentario è stato insignito del Premio speciale per i diritti umani allo One World Festival 2006 di Praga
Milena Kaneva (Rousse, Bulgaria), , ha studiato recitazione presso la Sofia Theater and Film Academy. In Italia dal 1987, inizia a lavorare come giornalista e produttrice, realizzando reportage in Europa orientale, Africa e Sud America. Nel 2000 realizza il suo primo documentario, The Initiation.


Link alcuni  articoli Teri Volini sul tema:

2015
Il Popolo dei Baccelli- Pubblicazione Articolo su Grande Lucania business -
Trivelle di morte e trivelle di vita di vita- su La Grande Lucania business  http://terivolini.blogspot.it/2015/07/trivelle-di-morte-e-trivelle-di-vita.html

4 luglio-  Pubblicazione per lettura integrale dell’articolo sulle alternative al petrolio La rivincita del Pyrococcus furiosus  Ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? Già pubblicato su La Grande Lucania maggio – giugno su blog:

Pubblicazione art su blog Apocalipse Now? 7 - 7 -15


2016

IO MI FACCIO IN 4 PER LA NATURA, E TU? Contro le trivellazioni votiamo SI il 17 aprile
http://terivolini.blogspot.it/2016/03/io-mi-faccio-in-4-per-la-natura-e-tu.html

Un Concetto di Arte al Servizio del Mondo in link - Alcune Opere di Teri Volini
http://terivolini.blogspot.it/2016/03/un-concetto-di-arte-al-servizio-del.html

La pungente paladina della lotta per l'agricoltura sostenibile
http://terivolini.blogspot.it/2016/03/condivisione-del-testo-integrale.html

aprile 
maggio 
una torta come strumento di distrazione di massa 
http://terivolini.blogspot.it/2016/05/una-torta-come-strumento-di-distrazione.html