sabato 20 gennaio 2018

L'addolcente malva - L’angolo delle erbe della Strega Tegiumaro

L’angolo delle erbe 

                        della Strega Tegiumaro

Articolo pubblicato su  GLB  di  gennaio 2018 

Per i lettori distratti: il termine Strega è ovviamente da intendere nel suo significato originario di conoscitrice di erbe, raccoglitrice, esperta di semplici preparati, e molto, molto di più … Verrà in seguito pubblicata un’estrapolazione dalla ricerca sul tema


L'addolcente malva



Tra le erbe  da non trascurare nel nostro  herbal case, e da portare  dappertutto, c’è sicuramente la malva, per le sue qualità emollienti, lenitive, anti-infiammatorie, leggermente lassative ed espettoranti.

Sia che parliamo della malva alcea o di quella silvestre, portatela sempre con voi in piccole bustine autopreparate: sarà   una panacea,  in caso di mal di stomaco o mal di pancia, innanzitutto. 






Se ne  raccolgono  le foglie e i fiori da maggio/giugno a settembre, sempre in luoghi puliti e incontaminati, mi raccomando, con grande attenzione sia riguardo al terreno che all’aria e all’acqua  che irrora i terreni: tra concimi chimici, diserbanti ed estrazioni petrolifere,  il rischio di contaminazione è grande! 
Dopo aver seccato il raccolto all’ombra, si conservano in sacchetti di carta o di tela, tipo quelli per il pane.

In caso di bronchiti e catarri, l’infuso  allevierà  la tosse e l’espettorazione, e sarà  prezioso emolliente per la gola e per la bocca in caso di stomatiti, afte, ascessi dentari, senza parlare dei clisteri per il lavaggio intestinale e vaginale, dagli effetti rinfrescanti e sedativi. 
Al pari della salvia, la malva è molto  utile  per l’igiene della bocca, strofinando denti e gengive fragili, e per lenire le palpebre irritate.




L’infuso, preparato con pochi grammi di fiori e foglie secche in una tazza d’acqua bollente, e lasciato riposare un pochino,  oltre  che per l’uso interno, va bene per la pelle secca e arrossata e i pruriti, grazie alle proprietà idratanti e ammorbidenti. 
Anche le radici pestate  offre la malva, per  curare  foruncoli e paterecci: ma attenzione a raccoglierne poche, per non rovinare la pianta!

Le foglie della malva si ritrovano anche in cucina, cotte o crude,   nelle  insalate, con ottimi effetti per la stitichezza cronica.
Quante virtù sono racchiuse in una pianta così comune e quanta bellezza in quei fiori dalla tinta così delicata: color malva, appunto!


Teri Volini  
Casa delle Erbe di Potenza e Castelmezzano






giovedì 18 gennaio 2018

MADONNE LIGNEE - da Madonne e Streghe a Castelmezzano



MADONNE LIGNEE
-
estrapolazione dalla ricerca di Teri Volini 
Madonne e Streghe a Castelmezzano,  parte prima








lunedì 8 gennaio 2018

Cibo e malattie: per evitare il cancro cominciamo dall’alimentazione






 Articolo pubblicato su GLB, dicembre   2017




               



Cibo e malattie

Oggi si comincia ad accettare che il cancro - come altre gravi patologie - sia favorito da uno stile di vita anti-fisiologico, oltre che dai potenti inquinanti da cui l’ambiente è violentato. 
Sotto accusa il cibo acidificante: le ricerche dello scienziato Colin Campbell, con il suo sconvolgente The China Study, fugano ogni dubbio, fornendo le prove scientifiche di quanto peraltro è stato più volte affermato da eminenti e coraggiosi medici, che però sono stati messi a tacere o addirittura esautorati.

Campbell conferma “la strategia alimentare come la maggior priorità per mantenere la salute e prevenire e addirittura invertire la malattia”, insistendo sulla capacità dei cibi vegetali integrali e carboidrati di migliorare decisamente lo stato di salute. Nella pubblicazione, che ha fatto il giro del mondo, il prof. Campbell porta anche le prove delle commistioni tra grandi multinazionali del cibo e dei farmaci e il sistema medico e politico-amministrativo, a riprova dei forti interessi che da decenni impediscono al pubblico di conoscere la realtà dei fatti, in modo da poter attivare dei cambiamenti salvifici.

Il cane che si morde la coda
Dovrebbe essere scontato che le malattie, più o meno gravi, derivino da cattiva alimentazione, dal respirare l’aria non sana e da stili di vita sbagliati
(stress, scarso riposo, fattori psicologici ed affettivi, dispiaceri, eccesso di lavoro, inattività fisica etc.). I nostri vecchi lo sapevano bene, noi invece ci siamo fatti manipolare ben bene, e nemmeno abbiamo potuto contare sull’aiuto degli addetti alla salute pubblica, perché anch’essi subivano la stessa sorte. Su ammissione degli stessi medici, all’università nemmeno si studia, la scienza della nutrizione!
Osserviamo, nella nostra quotidianità, due dati di base: il cibo - che ci coinvolge per 365 giorni con l’ingestione - e l’eccesso - di alimenti acidificanti, e l’inattività fisica; in entrambi i casi si ha una cattiva ossigenazione delle cellule, che a sua volta determina un ambiente acido.

Il fatto è che le sostanze acide che ingeriamo o respiriamo ci privano dell’ossigeno, mentre quelle alcaline lo attirano. E oggi ancora si esita su questo! Eppure tanti medici e ricercatori ci hanno lavorato, pubblicando le loro ricerche fin dall’inizio del secolo scorso; nel 1931 lo scienziato tedesco Otto H. Warburg dichiarava che: “privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile che si converta in un cancro”, e “Tutte le cellule normali, hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza ossigeno”.
“I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.” 


Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori,” mostrava che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno). Warburg scoprì che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Le cellule tumorali possono sopravvivere in un ambiente acido, ricco di glucosio e privo di ossigeno

Cibi acidificanti

Il risultato acidificante o alcalinizzante dell’ingestione dei vari cibi viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro, il valore che le cellule dovrebbero avere per funzionare bene (un po’ più di 7)). 

Tra gli alimenti che acidificano il corpo, primeggia lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti (pH molto acido, 2,1);
la carne e tutti i prodotti di origine animale (latte e formaggi, ricotta, yogurt, ecc);
sale raffinato, farina raffinata e tutti i suoi derivati (pasta, torte, biscotti, ecc);
pane (la maggior parte contiene grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti);
lieviti; grassi idrogenati;  antibioticimedicine in generale;
caffeina (caffè, tè nero, cioccolato); alcool;  tabacco, droghe;
tutti gli alimenti manipolati, in scatola, con conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti; bibite, edulcoranti, etc.

Questi cibi anti-fisiologici, molto vicini a quel cibo spazzatura che all’industria alimentare fa comodo produrre, vengono consumati almeno 3 volte al giorno, per tutto l’anno: e qui non è stata neanche considerata la loro scarsa qualità, che peggiora ulteriormente le cose, considerate le modalità innominabili di coltivazione e di allevamento del bestiame, glifosati, pesticidi, concimi chimici, OGM e i terreni stessi dove avvengono le coltivazioni …


                                 
   
Cibi alcalinizzanti

Tutte le verdure crude, che producono ossigeno; i frutti, alcuni semi, come le mandorle, sono fortemente alcalini; i cereali integrali; l’unico cereale alcalinizzante è il miglio, tutti gli altri sono leggermente acidi, ma è bene consumarne per la necessaria percentuale di acidità della dieta.Preferire i cibi crudi a quelli cotti.
I cereali vanno consumati cotti. Il miele è alcalinizzante, la clorofilla è fortemente alcalina, da qualsiasi pianta, in particolare aloe vera, aloe arborescens etc.
L’acqua buona  è molto importante, l'aria buona imprescindibile per la produzione di ossigeno.
L’ideale è dunque che l’alimentazione sia in prevalenza alcalina, eliminando i prodotti più nocivi. Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il più possibile, ricordando che la malattia non si contrae o eredita, mentre si “ereditano” le abitudini alimentari e lo stile di vita.
Il movimento è indispensabile: ossigena tutto il corpo, mentre uno stile di vita sedentario lo spegne.  

Prof.ssa Teri Volini, artista biofila


sabato 30 dicembre 2017

L’angolo delle erbe della Strega Tegiumaro. Il Tarassaco


 Per i lettori distratti: il termine Strega è ovviamente da intendere nel suo significato originario di conoscitrice di erbe, raccoglitrice, esperta di semplici preparati, e molto, molto di più …Verrà in seguito pubblicata un’estrapolazione dalla ricerca della prof.ssa Volini sul tema


 L’angolo delle erbe della Strega Tegiumaro

Il Tarassaco

È l’autunno la stagione in cui possiamo raccogliere, con l’aiuto di una zappetta, le radici di questa pianta eccezionale, che cresce spontanea un po’ dappertutto, ricordando sempre di evitare terreni poco sicuri per inquinamenti di vario tipo, che ormai anche in Basilicata non mancano, tutt’altro!

 Nell’incertezza, ci rivolgeremo ai negozi bio, usufruendo così delle sue proprietà coleretiche e colagoghe ( stimolanti e fluidificanti la bile), che rendono prezioso il tarassaco per il fegato, (itterizia , calcoli biliari…) e in generale per disintossicare l’organismo, riducendo il colesterolo e depurando i reni. Ha diversi nomi: in Sardegna, zicoria burda, In Basilicata, maroglia, in Campania, cicoria selvatica, in Emilia, pessalet, a riprova delle sue qualità diuretiche.



Per tutti è il soffione, che i bambini, insieme al vento, si divertono a sparpagliare nell’aria a fine primavera, aiutandolo a spargere i suoi semi. Pochi forse sanno che i boccioli dei fiori si possono mettere sottaceto, come i capperi. 
Della pianta si usano anche le foglie esterne, dentellate ( un altro nome del tarassaco è dente di leone), da aggiungere all’insalata, o cotto in minestre … Una scorta di vitamine, per l’inizio della stagione fredda!

La parte più efficace è comunque il rizoma, date le sue proprietà amaro-toniche e digestive. A tal fine, si beve il l’infuso o il decotto delle radici, utile anche - in impacchi sulla pelle- per acne ed eczemi, mentre l’infuso dei fiori aiuta a schiarire in modo dolce le lentiggini - a chi non le ama! –

A riprova del grande potere delle erbe, si deve sempre portar attenzione alle interazioni, specie nel loro utilizzo continuativo: per il tarassaco, cautela in caso di gastrite, ulcera e calcolosi biliare, pressione bassa, o se già si utilizzano diuretici o FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei): al contempo varrebbe la pana d’informarsi bene sull'effettiva necessità di questi ultimi, nei casi in cui basterebbe un cambiamento di alimentazione e di stile di vita per produrre effetti positivi.

Tegiumaro, la strega delle erbe
Basilicata
Casa delle Erbe di Potenza e Castelmezzano 


mercoledì 20 dicembre 2017

Percorsi d'arte in natura - anteprima a Satriano con mostra conferenza e presentazione Eventi




Celebrare la natura direttamente in natura tramite l’arte:


questo l’intento dell’artista biofila, pittora, performer, ricercatrice e poeta, nota per il suo ultraventennale impegno nei confronti del Pianeta tramite l’arte, nel proporre una mostra inusuale, in cui sarà un magnifico bosco la Galleria a cielo aperto che ospiterà alcune sue opere performative e una serie di iniziative artistico – culturali - naturalistiche collaterali, tra cui il “Sentiero della poesia”,  la danza TSlogi, e  la grande struttura plurisensoriale  ARCANA 

Le azioni performative fondamentali saranno realizzate in arte coinvolgente, con la partecipazione e la collaborazione di altre associazioni: oltre al Centro d’Arte e Cultura Delta, l’ospitante Associazione SORBO, le Associazioni Liberamente,  LUETEB, Petra e La Casa delle Erbe.

Tutto ciò in un luogo in se stesso ispiratore degli Eventi in programmazione: un bosco protetto dall’associazione SORBO e curato da Rocco Giuliano, detto Zucchero, che ha dedicato la sua vita a onorare la Natura, creando e curando da oltre un quarto di secolo questo posto speciale, che ora mette a disposizione dell’arte in difesa del Pianeta

I Percorsi avranno un andamento ciclico, simile a quello della natura,.iniziando auguralmente dal nascere del nuovo sole, il Solstizio d’inverno, 21 dicembre 2017

La scelta dei tempi solstiziali ed equinoziali è funzionale in tal senso: come la natura muta e si rinnova ciclicamente secondo i suoi ritmi e bisogni, nello stesso modo gli esseri umani devono comprendere, accettare e promuovere i cambiamenti necessari: abbandonare le vecchie, deleterie abitudini, seguire la rotta che porta all’evoluzione, e non alla distruzione.

L’arte può dare un potente stimolo a questa presa di coscienza  …





VIdeo appositamente realizzato per  Percorsi d'arte in natura di Teri Volini
da Angelo Sagarese,  collab.  Lia Zanda ed Emma Giuliano 



PERCORSI D’ARTE IN NATURA 

di Teri Volini

 Il Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Satriano di Lucania e  le Associazioni SORBO, Liberamente, LUETEB, Petra, La Casa delle Erbe

PRESENTA UFFICIALMENTE - giovedì  21 dicembre 2017, a Satriano di Lucania - Castello – Sala conferenze:
·         Anteprima della Mostra delle opere performative di Land Art
 e dei Manifesti d’Artista di Teri Volini
·         Il Progetto Percorsi d’arte in natura ( Delta, Sorbo )

·         - Conferenza di Teri Volini, Land Art, fare Arte in difesa della natura, con proiezione immagini e video- Ampliamento del senso e delle modalità dell’arte: il passaggio dalle opere pittoriche alle opere in difesa della natura -  

·         Progetto per la realizzazione del Manifesto d’artista collettivo IO SONO UNO CON L’ARIA  

·         Propedeutica dei Manifesti d’Artista, diretto al pubblico presente e  ai ragazzi dell’Associazione LIBERAMENTE, per la loro preparazione come guide speciali alla mostra a cielo aperto che verrà inaugurata nel giorno del  Solstizio d’estate, 21 giugno 2018


·         Presentazione dei Laboratori creativi di  Pittura e Poesia al fine della loro realizzazione  (con LUETEB):  
·         Presentazione della DANZA Tslogi, dono dei nativi americani, che verrà insegnata nei prossimi mesi

·         Chiusura: Lettura poetica attinente al percorso del Sentiero della poesia

·         Video poesia Il Ritorno della giovane e terra
e lettura  di un testo poetico dalla raccolta Universi  (con PETRA)

·                     Equinozio di primavera: workshop di pittura e poesia, anteprima della  realizzazione del Manifesto d’artista collettivo IO SONO UNO CON L’ARIA ,  apertura del percorso di letture poetiche nel bosco, Il Sentiero della poesia: con LUETEB, Liberamente e Petra) eccetera  (in  caso di difficoltà logistiche per cause atmosferiche, gli incontri si terranno in luogo chiuso, a Satriano)



Solstizio d’estate - 21 giugno 2018

  nell'abbraccio degli alberi una mostra a cielo aperto

                                                                      Bosco Ralle - SORBO

A) GRANDE INSTALLAZIONE dei MANIFESTI D’ARTISTA: NOI SIAMO UNO CON GLI ALBERI, Acqua, Sole, etc. in Bosco Ralle di Rocco Zucchero, in collaborazione con Associazione SORBO e Liberamente

B) GRANDE INSTALLAZIONE DI OPERE COLLETTIVE SCELTE IN DIFESA DELLA NATURA (Il Ritmo del Fuoco, La Ragnatela a Castelmezzano, La Ragnatela a Biella, Message in the Bottle, Arcana*, La Coppa del Mondo, Hieros Gamos, Manteion, La Carezza della Dea, Io sono Uno, Omaggio alla Madre Terra …)


 - Installazione del Manifesto d’artista collettivo IO SONO UNO CON L’ARIA


- Presentazione dei lavori realizzati con il laboratorio di poesia e pittura e Sentiero della poesia,  e - Presentazione di alcuni testi poetici dalla raccolta UNIVERSI di Teri Volini
in collaborazione con SORBO, LUETEB, La Casa delle Erbe, Liberamente e Petra)

- Associazione Sorbo: Vivere in natura, con e per la natura
- Casa delle erbe: performance  Danza Sloggi, dono dei nativi d’America
- REALIZZAZIONE della Grande Installazione plurisensoriale “ARCANA”
Equinozio d’autunno, 23 settembre
Opere e installazioni affini work in progress da realizzare secondo il budget disponibile




domenica 26 novembre 2017

Canto verde alla luna - testo poetico di Teri Volini da UNIVERSI



Occhieggiando fra i rami
una pavoncella azzurra sorride



Canto verde alla luna 

Nello stagno
tutto è silenzio

Tre raganelle intonano
una nenia verde

In una nebbia tralucente
sale – lieve –
il loro canto alla luna

Occhieggiando fra i rami
una pavoncella azzurra sorride

Piccole stelle
scendono piano

a danzare con l’acqua e con la pietra
il muschio e le libellule

le erbe e i fiori
nel notturno Universo
















                                                                                Piccole stelle scendono piano 
                                                                      a danzare con l’acqua e con la pietra ...


Canto verde alla luna è uno dei testi poetici pubblicati nella parte prima della raccolta UNIVERSI, dedicato alla natura, al suo mistero, alla sua bellezza e all'insita sacralità delle sue manifestazioni.
Esiste indubbiamente un'intima connessione con le mie opere pittoriche, anch'esse ispirate potentemente dalla natura, ma tra le tante ce n'è una direttamente sinergica, difatti ha lo stesso titolo

Ciò viene espresso nella presentazione della raccolta poetica: 

Le opere poetiche si ritrovano spesso in stretta sinergia con quelle pittoriche, nella comunicazione diretta o subliminale della visione incantata che Teri ha delle cose, dei suoi stupori, del suo impossibile: le “galassie terrestri”, l’essenza di un’Etica ecologica universale, ai confini del tempo e dello spazio....

e ribadito nella prefazione alla Parte terza Poesia Arte Vita- 
del volumetto 


La fonte ispiratrice nell’Artista è unica, ma la sua energia si espande a raggiera in diversi ambiti.
Un rosso filo creativo permea l’opera omnia di Teri Volini: quel che muta è la forma in cui il talento si esprime.
Già in passato era manifesto come e quanto la corrispondenza tra campi in apparenza differenti contribuisse a potenziare e arricchire coralmente la creatività.

Se ne conferma la validità anche quando sono le sue stesse poesie a far da contrappunto – in alcuni casi – alle opere pittoriche o performative.

L’autenticità del sentire e la verità delle visioni permette che i diversi modi espressivi restino indipendenti fra di loro: le opere poetiche non hanno un intento descrittivo delle opere pittoriche, né queste ultime si propongono di essere illustrative delle prime.

Ciò che conta è l’equilibrio, il connubio felice che si crea, la sinergia che si produce, in quel tentativo di realizzare l’armonia e la bellezza che è alla base di tutta la ricerca di Teri.


 il muschio e le libellule
le erbe e i fiori
nel notturno Universo


Teri Volini 
 artista biofila, pittora, poeta 




giovedì 23 novembre 2017

La fiaba di Vassilissa e le lenticchie - articolo pubblicato su GLB di novembre

                         

                       
                                                          "La grande bouffe"

                               



La fiaba di Vassilissa e le lenticchie


Le antiche fiabe sono portatrici di saggezza e fonti di importanti riflessioni, utili a questa umanità quasi allo sbando di cui ci ritroviamo a far parte. Una tra le più significative, presente presso le tradizioni culturali di tutto il mondo, ci è tramandata nella versione russa, in cui una gentile e generosa fanciulla, Vassilissa, smarritasi nel bosco per colpa della matrigna e delle perfide sorelle, si ritrova nella dimora della terribile vecchia saggia Baba Jaga, che in cambio della vita, le richiede alcune prove, tra cui quella di “scegliere”, in un grande cumulo di sporcizia, le lenticchie in esso mescolate, di separarle e di impilare con cura da un lato i grani e dall'altro la spazzatura, in modo che “ciò che nutre” sia ben distinto da “ciò che è da buttar via”...
 Il monito finale, terrificante, è che se non sarà capace di farlo, non avrà salva la vita.



Lenticchie e spazzatura

La fiaba è una metafora più che perfetta per ripensare all’importanza di una dote fondamentale, che oggi sembra essersi smarrita: la capacità di distinguere,in ciascuna situazione, ciò che è di vitale importanza da  ciò che è nocivo e va senza indugio eliminato. Per semplificare, diciamo che non siamo più in grado di “fare la cosa giusta”. Le lenticchie stanno a indicare ciò che è utile, “nutriente“, per la nostra vita, per la nostra crescita, per la nostra evoluzione; in altre versioni della fiaba sono granaglie, semi di papavero e simili, a dover essere separati dai rifiuti, con lo stesso significato.

Il discernimento

Nella nostra vita, in effetti, siamo tenuti a compiere di continuo delle scelte, piccole e grandi, da cui dipende la salute, l'evoluzione culturale e spirituale, il benessere psicofisico, non solo nostro ma familiare, sociale, planetario. Il discorso è assai ampio, riferendosi alla vasta gamma di opzioni quotidiane che costellano la nostra esistenza. Tutto ciò vale dunque per il cibo, le amicizie, la politica, le valutazioni energetiche, l'educazione: ha insomma riferimento diretto con il comportamento quotidiano di ciascuno/a, in ogni ambito e ad ogni istante: è qualcosa di estremamente serio e impegnativo! Le conseguenze di una scarsa o nulla saggezza, consapevolezza o conoscenza sono sotto i nostri occhi e le paghiamo sulla nostra stessa pelle.

Una tavola pericolosa

È un po’ come trovarsi ogni giorno davanti a un’attraente super tavola, imbandita con ogni sorta di cibo, bevande, manicaretti, di nuovi prodotti, ed è forte la tentazione di prendere un po’ di tutto, o peggio, ciò che maggiormente dovremmo evitare: quel dolce ben farcito di creme, panne e cioccolato, un succoso arrosto, salumi, grassi formaggi dal profumo irresistibile: e le deliziose bevande frizzanti, super zuccherine, ipercolorate, senza parlare di quelle alcooliche, provenienti da tutto il pianeta; i gelati e le imperanti merendine, inzeppate di tutto l’innominabile. 

Se davanti a una simile abbondanza ci comportiamo da sprovveduti, senza chiederci cosa è adatto al nostro stato di salute, senza curarci di informarci sulle caratteristiche di ciascun cibo, o se, pur conoscendo i danni che possono derivare dal loro uso e abuso, arraffiamo ciò che ci va; se di quel cibo sfacciatamente esposto guardiamo solo il lato estetico e allettante, e non indaghiamo sulla sua provenienza, sui metodi di coltivazione che l’hanno prodotto, sull’uso di pesticidi e concimi chimici, sul contenuto di additivi, etc. e di conseguenza immettiamo, ogni giorno,  nel nostro stesso corpo e in quello dei nostri figli degli autentici veleni, allora è facile capire che le nostre normali capacità di discernere sono andate perdute, e le conseguenze non saranno certo positive.

L’esempio degli animali

A questo proposito non sarà fuori luogo osservare che, 
 avendo smarrito  le doti dell’intuito e della naturale saggezza, ci facciamo dar lezioni dagli animali, che, seguendo rigorosamente le leggi di natura, non fanno nulla che potrebbe nuocere alla loro sopravvivenza e al prosieguo della specie.(Questo purtroppo non impedisce che vengano poi martoriati o addirittura estinti a causa nostra!).
 Gli umani, al contrario, nonostante la loro vantata “intelligenza”, trovano continuamente nuovi modi per danneggiarsi, a livello personale e, in un gioco perverso e di continuo rimbalzo,fra tutte le nazioni e nei diversi ambiti, con scelte deliranti e autolesionistiche, come le coltivazioni intensive, l’allevamento, l’uso e il consumo degli animali con crudeltà inenarrabili, la distruzione dei territori con mortifere discariche sparse qua e là, estrazioni petrolifere ormai al livello più estremo del fracking, aumento della produzione e vendita di armi, etc. etc., fino a sfiorare la distruzione totale del genere umano e del pianeta.

                   

                                   dal film di Marco Ferreri  "La grande bouffe"(L'abbuffata)


L’Ordine Intangibile della vita

La fiaba di Vassilissa e l’immagine della tavola imbandita sono entrambe potenti metafore di ciò che accade in ogni ambito della nostra vita, dove le tentazioni non gestite saggiamente ci incitano a compiere scelte sbagliate invece che sane, che esigono tutto il nostro impegno, anche di tipo educativo rispetto alle nuove generazioni, molto esposte; tuttavia tali valutazioni diventano indispensabili, poiché da esse dipende letteralmente la nostra sopravvivenza: come ci avvisa l'antica saggezza nelle parole della BabaYaga – rappresentante l’Ordine Intangibile della vita – “se non fai la scelta giusta, non vivrai”...


Prof.ssa TeresaVolini

 detta Teri



artista biofila, ricercatrice
Potenza


terivolini.art@gmail.com 
3392414133