lunedì 20 aprile 2020

La strage degli innocenti


La strage degli innocenti


Pochi ne parlano, e nemmeno le eloquentissime immagini che appaiono su qualche giornale o sui  social sembrano avere seguito: si tratta del taglio esponenziale di alberi d’alto fusto, antichi o addirittura secolari.  Il tutto avviene nel momento in cui i cittadini si trovano –  ahimé per causa di forza maggiore –   costretti in casa, e di conseguenza nemmeno si accorgono di un simile scempio, se non a fatto compiuto. 

Certo, è singolare che, mentre tutte le attività sono ferme a causa del Virus,
i Tagliatori procedano imperterriti nella strage  silenziosa di  un numero notevole enorme di piante.

Ma perché accade questo? Si è scoperto che le chiome degli alberi sono in grado di ostacolare le alte frequenze delle antenne a banda larga della 5a generazione, detta anche “l’Internet delle cose” e pubblicizzata come “la  tecnologia del Futuro”. Gli alberi fermano le frequenze, così, senza pensarci due volte, si procede alla loro eliminazione.


D’altra parte, si sa, gli alberidanno fastidio”: vengono accoppati a caterve anche  per un nuovo capolinea di  filobus,  senza nemmeno cercare delle altre soluzioni, come spostare lo stesso (Verona) e nonostante le vive proteste dei cittadini:

via fra Giocondo, Verona  


...  o  con il pretesto che rovinano l’asfalto: eppure ci sarebbero state  delle alternative,  per  salvaguardare la ricchezza arboricola, la loro importanza da tanti punti di vista: ancora a Verona, 15 pini abbattuti in via Pontida, a dispetto di proteste e petizioni contrarie e del parere della minoranza comunale, secondo  cui: Intervento era  assolutamente procrastinabile. Innesti in tartan nell'asfalto, restringimento delle carreggiate ed altre misure avrebbero potuto salvare gli alberi...  


 
via Pontida, Verona


... nonostante  il taglio avvenisse nel periodo di nidificazione degli uccelli, e la consapevolezza che ...gli alberi sono patrimonio di tutti ed un aiuto per mitigare le estati sempre più torride. Inoltre siamo sempre sopra i valori di polveri sottili nell'aria e togliere verde non aiuta certo la salute



Sembra una gara a chi più taglia: immagini traumatizzanti a Villanteri, Lambro: 


Pavia:  

    

Firenze,  v.le Matteotti:


           a Cerveteri e Marina di Cerveteri


       


arrivando a quelle ancor sconvolgenti di Montegiordano, (Cosenza), dove sono stati abbattuti ben 115 pini secolari.     Riportiamo uno stralcio dalla lettera di protesta dell’avv.Carlo Salvo, pubblicata su Il Fatto di Calabria, in cui si evidenzia come:



“A differenza della totalità dei Comuni impegnati sul fronte Covid 19, quello di Montegiordano ha preferito adoperarsi ed ingegnarsi al taglio degli alberi.
 Con grandissimo stupore gli abitanti di Montegiordano Marina, piccolo centro in provincia di Cosenza, hanno assistito all’abbattimento di tutti i pini piantati da quasi cento anni sul lungomare e come se non bastasse anche a quello  della pineta all’interno della villetta comunale...
 L’amarezza per lo scellerato e disgustoso gesto, compiuto dall’amministrazione comunale, rappresentata dal Sindaco dott. Rocco Introcaso, non viene certamente nascosta alla popolazione, rimasta attonita e sbigottita per un sì grave gesto, dettato sicuramente dalla pochezza ed irresponsabilità politico-amministrativa.
 E pensare che la tutela dell’ambiente ha rappresentato da sempre una delle priorità amministrative di un comune, così come l’abbattimento ed il taglio degli alberi è un vile atto da condannare senza se e senza ma...
      








Richiesta di moratoria


In molti di questi casi, gli alberi vengono eliminati per favorire il passaggio del 5G, "L'internet del futuro".Ma come mai tutto tace, sia riguardo all’ìnstallazione delle antenne, sia al taglio degli alberi? Si tratta in realtà di un business molto redditizio, e le multinazionali del settore versano cifre notevoli per l’installazione delle antenne e per i relativi permessi.
Eppure molti comuni hanno detto NO all’installazione di antenne e conseguente sperimentazione delle nuove reti sulla popolazione, spesso inconsapevole
https://www.agi.it/economia/comuni_no_5g-6544533/news/2019-11-16/

Nel 2019  molti comuni  hanno emanato un'ordinanza che vieta l'installazione di antenne e la sperimentazioni delle nuove reti. Il gruppo si infoltisce e non si ferma ai municipi: tra parlamentari, regionali, provinciali e comunali, ci sono stati 165 atti che hanno chiesto (ma non sempre ottenuto) di bloccare la tecnologia o approfondire i suoi effetti. L'elenco viene aggiornato dall' “Alleanza italiana stop 5G”, nata con l'obiettivo di una “moratoria nazionale in difesa della salute pubblica”.


Il principio di precauzione  e le ricerche esistenti

Le ordinanze si rifanno al principio di precauzione sancito dall’Unione Europea e vietano le sperimentazioni o l'installazione di infrastrutture, in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer
I sostenitori del 5g asseriscono che “ non ci sono prove certe che faccia male” ma il ragionamento corretto è  che bisogna provare l’innocuità dell’elettromagnetismo spinto: peccato che le aziende si siano ben guardate dal fare una verifica preventiva e veritiera, anche perché hanno avuto un' idea eccezionale: sarà la popolazione stessa a lasciarsi fare addosso la spereimentazione: suo malgrado, e senza nemmeno esserne informata, dunque senza permetterla : Più GENIALE DI COSì!

Invece, gli studi accreditati ci sono, eccome: ad esempio quella della dott.ssa Fabiana Belpoggi, direttore del  Centro di ricerca sul cancro Maltoni - Istituto Ramazzini di Bologna. Ne ho estrapolato le  dichiarazioni  da un video-servizio trasmesso di recente su Rai 1, alle 2 di notte. Belpoggi fa riferimento alla sperimentazione compiuta dal 2005 al 2008, in connessione con l’NTP, National Toxicology Program ( leader mondiale nella ricerca tossicologica:  fondato negli USA nel 1978, l’NTP gioca un ruolo critico nella produzione, interpretazione e condivisione delle informazioni sulle sostanze potenzialmente  rischiose nell’ambiente). 
Sono stati studiati gli effetti delle emissioni radio su cavie:  2448 animali sono stati sottoposti ad un'intensità di radiofrequenze di 1,8 gigahertz,  le stesse del 2G e del 3G. Lo studio è stato compiuto sui ratti,  che  sono omo-equivalenti, cioè rispondono agli stimoli in maniera molto simile agli umani. Irraggiati per 19 ore al giorno, dalla fase prenatale alla morte, hanno generato dei tumori rarissimi nel cuore.
 La dottoressa Belpoggi riferisce che gli stessi risultati sono stati confermati  nella  conferenza stampa dall’ NTP.

Nessuno ce l'ha chiesto
“Ci dicono che per il 5G passa il futuro del mondo – continua Belpoggi -    ma non ce l'hanno chiesto. Sulle onde del 5G è il buio completo:  siamo in balia di un'industria che non ha investito un centesimo nella sicurezza dei prodotti e questo è illegale. Il 5G deve passare uno scrutinio sulla sicurezza. Oggi si cerca di fuorviare in tutti i modi un'evidenza oramai consolidata perché il business è enorme.

Di seguito il video integrale:
https://www.facebook.com/1306456343/posts/10215301414631077/?sfnsn=scwspwa&d=w&vh=i&extid=BpcP3rBhDBjaSxLa&d=w&vh=i

  Teri Volini, artista biofila 




Nessun commento:

Posta un commento