venerdì 11 novembre 2016

Tempa Rossa: sul ponte sventola bandiera bianca.



















TEMPA ROSSA

Sul ponte sventola bandiera bianca 


Articolo pubblicato su La Grande Lucania il  28 ottobre 2016



Trovandovi in Basilicata, tra Potenza e i boschi di  Sellata, verso Anzi, Calvello, Laurenzana, fino a  Corleto e Guardia, sarete  piacevolmente sorpresi dalla bellezza dei luoghi,  dalla magia dei chiaroscuri , dei profumi  delle erbe selvatiche e medicamentose; in primavera, dal giallo aromatico delle ginestre in fiore, dalla delicatezza delle rose canine; in estate  dalle fragoline di bosco occhieggianti tra le chiazze di sole- ombra,  sotto i magnifici  grandi alberi.  Siamo nella zona Camastra Alto Sauro, i cui confini naturali sono la  Sellata a nord,  i monti Arioso, Calvelluzzo , Volturino a ovest; la valle del Sauro a sud e a Est il monte Caperrino (prossimo alle Piccole Dolomiti Lucane).  La popolazione complessiva  è di circa 12.500 abitanti,  su una superficie di 51.560 ettari. Sorprendente il  patrimonio forestale della zona,  con  21.000 ettari caratterizzati da latifoglie, querceti, faggete, castagneti e boschi misti, conifere e cedri. Predominano i boschi formati da cerro, faggio e abete bianco,  che in territorio di Laurenzana offrono un biotipo di estremo interesse.


Una buona Guardia?

Oltre ai fiumi e alle fiumare, molte sono le sorgenti, come testimoniano le numerose fontane anche lungo la strada. I borghi sono suggestivi, e tra gli altri mi ha colpito, avendoci soggiornato per qualche giorno ospite di un’amica, Guardia Perticara. Il paese, con i suoi vicoli stretti, i  portali antichi, le ripide scalinate, le case arroccate e i palazzi in pietra, domina un tratto della valle del torrente Sauro, affluente dell’Agri,  ed è in diretto rapporto con l'area costiera ionica. Grazie a buoni  interventi di recupero post terremoto’80, è armonioso e architettonicamente coerente, con  pietre “a vista",  angoli  caratteristici e piccoli orti/giardini. Francesco Rosi vi ha girato molte sequenze del film "Cristo si è fermato a Eboli". Da notare la vicinanza con Aliano, paese dove soggiornò Carlo Levi, e con altri luoghi singolari da scoprire: calanchi e grotte, panorami  di una solenne grandiosità. Basandosi sulle possibilità d’attrazione turistica, molti abitanti avevano messo su delle strutture di ricevimento, ristoranti, bar, gelaterie, Bed & Breakfast.

La colonizzazione infinita

Peccato che tutto questo sia destinato a finire, dal momento che -  non  bastando   l'invasione di tanti altri territori della regione -  Calvello, Val d'Agri  etc.  - la colonizzazione delle grandi multinazionali  è in ruggente espansione ,  “grazie “ alla solerte compagnia petrolifera Total, insieme a Shell e Mitsui.
L’assedio è già molto avanzato, dato che lo scopo è di  aprire oltre una dozzina di pozzi  estrattivi, alcuni già attivi, altri in attesa di  “licenza”.
Così, ancora una volta,  invece di puntare sulle bellezze del territorio, sul suo patrimonio forestale e agricolo, sulle presenze archeologiche e sulla purezza dell’aria e dell’acqua - e in definitiva sulla salute della gente -   ci si offre in sacrificio alla Total.

Forse è il caso di ricordare che forare la terra per estrarre il petrolio non è esattamente la stessa cosa che farlo per trovare acqua?
Il processo prevede l’immissione di sostanze spaventosamente venefiche,  distruttive a lungo termine: ma tutto è in marcia per la costruzione del centro di trattamento oli, dove gli idrocarburi convogliati tramite una rete di condotte interrate, verranno trattati e separati nei diversi sottoprodotti (grezzo, gas combustibile, zolfo, GPL) e poi spediti tramite canalizzazioni interrate differenziate.



La Grande discarica 

La costruzione di un centro di stoccaggio gpl (2 serbatoi interrati della capacità totale di 3.000 m³) dotato di 4 punti di carico stradale - è già attiva a Guardia Perticara; mentre si punta ai 13 pozzi, procede la realizzazione  di infrastrutture di servizio (adeguamento di strade comunali, realizzazione dei sistemi per l'alimentazione di acqua ed elettricità per il centro di trattamento, connessione alle reti esistenti per il trasporto e la distribuzione degli idrocarburi).
Il bello è che - ad ammissione della stessa multinazionale -   “la concessione si trova nel cuore di una regione ad alto valore turistico per la bellezza dei suoi paesaggi; si estende su un territorio geologico segnato da una sismicità non trascurabile e una rete idrogeologica complessa. A queste particolarità si aggiunge un patrimonio archeologico di primo piano”: parola di Total, una delle una delle multinazionali più temibili,  responsabile anche di violazione dei diritti umani in Birmania,  come ha  coraggiosamente mostrato  la regista Milena Kaneva nel suo film Total Denial, visibile  on line.


La consapevolezza  delle priorità

Facilmente immaginabili le conseguenze:  nel Totale  silenzio  ci prepariamo a dire addio non solo alla salubrità dell'aria delle acque e del terreno, ma a tutte le coltivazioni già presenti sul territorio e che dovrebbero invece essere potenziate, vista l’importanza che la buona agricoltura ha sulla nostra salute e sulla nostra vita:  è a questo che si dovrà tornare, anche puntando su di essa dal lato economico e  occupazionale.
Fortunatamente è ciò che sempre più viene fatto da  imprenditori lungimiranti  e da amministratori coscienti e bene informati, laddove emerge la consapevolezza  di ciò che è veramente importante nella vita. Se basate su etica e  conoscenza, le nuove metodologie imprenditoriali in agricoltura possono coniugarsi con gli antichi saperi, con ciò che di meglio offre il “nuovo”, per essere la via che si dovrà - e che converrà -  percorrere: quella dell’agricoltura biologica, cioè organica, naturale, non intensiva, non inquinata da pesticidi , concimi chimici etc.
Tutto il mondo più avanzato e  consapevole si sta decisamente orientando in tal senso, dopo aver visto i danni immani che il cibo industriale -  spazzatura -  provoca, incrementando  ogni sorta di malattie, in primis le cardiopatie , i tumori, il diabete , le allergie etc.  Senza considerare l’enormità e la permanenza del Danno sul territorio.


Einstein era ottimista?

Si obietta che il “petrolio”crea lavoro: ma che cosa valgono quei soldi infetti, rispetto alla salute del territorio e delle persone? Dei bambini? Com’è possibile che si chiudano gli occhi sulle conseguenze per le future generazioni? Non è sufficiente osservare cosa  è successo  negli altri luoghi già contaminati da questa devastante presenza,  i registri tumori che aumentano all'infinito, l'agricoltura compromessa per sempre?  Chi può essere tanto lobotomizzato (comprese le vittime dirette, presenti e future) da non rammaricarsi  di fronte alla rovina di ciò che è essenziale, l’acqua, l’aria, le coltivazioni, gli uliveti, gli alberi da frutta, le granaglie  e gli orti che qui sorgono dappertutto, in particolare nelle zone pianeggianti dei luoghi  sotto attacco? Di fronte al fatto incontestabile  che  questi  territori sono destinati all’avvelenamento Totale, per essere poi miseramente abbandonati a fine sfruttamento, come accade  similmente in tante parti del mondo sottoposte al “trattamento” ...

Era troppo ottimista Einstein quando diceva che gli umani usano solo l’1% della loro intelligenza, per non parlare dell’anima…  

Teri Volini


Link film Total Denial, visibile in web - regista Milena Kaneva http://www.documentarytube.com/videos/total-denial-film-by-milena-kaneva


Total Denial è il racconto di una storica azione legale: quindici abitanti di un villaggio situato nella giungla della Birmania, fanno causa a un gigante dell'industria del petrolio responsabile di violazione dei diritti umani. La battaglia, durata dieci anni, si è conclusa con quella che sembrava una vittoria impossibile. Ed è anche la storia di Ka Hsaw Wa, uno dei leader del movimento per la democrazia in Birmania dal 1988. Ricercato dalla polizia anche in Tahilandia, si è nascosto per più di sette anni nella giungla, raccogliendo le prove di migliaia di abusi, un genocidio silenzioso appoggiato dall'esercito e finanziato dalle compagnie petrolifere Total e Unocal. Il documentario è stato insignito del Premio speciale per i diritti umani allo One World Festival 2006 di Praga
Milena Kaneva (Rousse, Bulgaria), , ha studiato recitazione presso la Sofia Theater and Film Academy. In Italia dal 1987, inizia a lavorare come giornalista e produttrice, realizzando reportage in Europa orientale, Africa e Sud America. Nel 2000 realizza il suo primo documentario, The Initiation.


Link alcuni  articoli Teri Volini sul tema:

2015
Il Popolo dei Baccelli- Pubblicazione Articolo su Grande Lucania business -
Trivelle di morte e trivelle di vita di vita- su La Grande Lucania business  http://terivolini.blogspot.it/2015/07/trivelle-di-morte-e-trivelle-di-vita.html

4 luglio-  Pubblicazione per lettura integrale dell’articolo sulle alternative al petrolio La rivincita del Pyrococcus furiosus  Ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? Già pubblicato su La Grande Lucania maggio – giugno su blog:

Pubblicazione art su blog Apocalipse Now? 7 - 7 -15


2016

IO MI FACCIO IN 4 PER LA NATURA, E TU? Contro le trivellazioni votiamo SI il 17 aprile
http://terivolini.blogspot.it/2016/03/io-mi-faccio-in-4-per-la-natura-e-tu.html

Un Concetto di Arte al Servizio del Mondo in link - Alcune Opere di Teri Volini
http://terivolini.blogspot.it/2016/03/un-concetto-di-arte-al-servizio-del.html

La pungente paladina della lotta per l'agricoltura sostenibile
http://terivolini.blogspot.it/2016/03/condivisione-del-testo-integrale.html

aprile 
maggio 
una torta come strumento di distrazione di massa 
http://terivolini.blogspot.it/2016/05/una-torta-come-strumento-di-distrazione.html










martedì 6 settembre 2016

Il  compleanno della multinazionale


ARTICOLO PUBBLICATO SU LA GRANDE LUCANIA  business 
nel   LUGLIO 2016 





Un intenso e completo battage pubblicitario ha interessato la “celebrazione” del cinquantenario di una delle più note marche di detersivi Italiane. Siamo così venuti a conoscenza che anche le multinazionali festeggiano l’anniversario,  e non con una festicciola qualunque,  ma in pompa magna, e con apparizioni mediatiche reiterate, soprattutto televisive.
La nota ditta di detersivi in questione si è affermata sul mercato da mezzo secolo e “grazie” ad essa - come viene confermata dagli slogan inneggianti -  viene confermata la sua “benemerita” azione nei confronti dell'umanità, che fino a quel momento si era dovuta accontentare di un pulito e di un bianco  - di asciugamani, tovaglie, calzini e  camicie -  “imperfetto”.
Meno male che una volta arrivato il Detersivo Miracoloso, tutto ciò sia cambiato,  ed ogni casalinga abbia potuto iniziare la Gara del “bianco che più bianco non si può”,  mostrando al mondo intero, (o almeno al condominio),   quanto splendenti, addirittura abbaglianti,  potessero essere le sue lenzuola, federe e mutande: altro che quelle della vicina!  

La lobotomia della mente

Peccato che al contempo – “grazie” alla multinazionale e alle sue consorelle, “grazie” ai tremendi componenti chimici presenti nei detergenti, “grazie” alla loro spinta pubblicizzazione come mezzo di liberazione della donna dalla fatica del bucato, che ne permetteva e favoriva l’utilizzo sfrenato; “grazie” all'ignoranza indotta del danno che essi  procuravano giorno dopo giorno, anno dopo anno -  si sia compiuto in quel mezzo secolo l'inquinamento di ogni fiume, torrente,  mare, ruscello e lago del mondo... L'influsso di questi veleni nella distruzione dell’ambiente è pari solo al condizionamento pubblicitario a senso unico operato sulle menti degli “ignari “ consumatori,e  delle donne in particolare,  dato che ad esse è stato delegato il ruolo di “lavandaie” della famiglia.


Scaffali  traboccanti

Un condizionamento mediatico tanto grande e diffuso da non cessare nemmeno quando il danno è stato rivelato e si sono conosciute le sostanze chimiche presenti nei prodotti, la loro pericolosità e le conseguenze dell’inquinamento anche sulla nostra salute, ovviamente:  ma “forse” ancora non è che tutto chiaro che ciò che facciamo alla Terra ha dirette conseguenze su tutti gli esseri, e quindi su di noi, ingrati abitatori del Pianeta ... Tuttora gli scaffali sono colmi di detersivi per tutti gli usi, e si continua ad usarli ad oltranza, senza neanche immaginare che il rischio  non si trovi tanto  nei famigerati "germi" contro cui  viene  scatenata una  serrata lotta quotidiana, ma paradossalmente proprio nei  "profumati" e letali detergenti, infestàti tra l’altro dagli Ftalati, e a cominciare dai loro stessi contenitori. E i più esposti  sono proprio i bambini che si pretende di proteggere: ne scrissi diffusamente sul  mensile (agosto 2015) nell’articolo  La paperella assassina, consultabile sul mio blogagosto/settembre 2015
link http://terivolini.blogspot.it/2015/11/la-paperella-assassina-articolo.html



Semplici alternative

Resta salvo il ripiego delle consumatrici e dei consumatori più consapevoli su prodotti meno deleteri, sebbene industriali ... Già questo è positivo, ma la maggior parte della gente, accecata dall’abitudine, non immagina neanche quanti prodotti semplicissimi ed assolutamente  naturali possano essere utilizzati con grande vantaggio - anche del portafoglio -  al posto di quelli  venefici e per giunta costosi! Una lista non esaustiva comprende il formidabile bicarbonato di sodio, il sapone tipo Marsiglia, l’aceto di vino bianco, la cenere di legna che veniva usata per il bucato e che fa brillare l’acciaio e il vetro, l’acqua di cottura della pasta, del riso, delle patate etc. etc.  Tutte cose su cui gli accaniti abitués del chimico sghignazzano, invece - guarda un po’-  funzionano benissimo. Siamo forse dei masochisti?
O davvero pensiamo che i nostri nonni  e nonne non si lavassero e non conoscessero tutti i rimedi per smacchiare  e  pulire alla perfezione gli oggetti, anche quelle  preziosi?

 Alla fine, ci sono cose del passato che  possiamo recuperare, in questo e altri ambiti,  per evitare  altri guai al pianeta e a noi stessi.
Se no,
a che serve l’intelligenza di cui siamo stati dotati?
In contemporanea / alternativa, chiediamo con fermezza - sospendendone  l’uso  fino al raggiungimento dello scopo -  che le ditte si diano da fare per eliminare tutte le sostanze dannose, ma proprio tutte! È una maniera molto potente di agire,  da parte del consumatore, l’unica che viene “ascoltata” dalle ditte  produttrici, e ad essa dobbiamo i tanti cambiamenti migliorativi che si sono finora concretizzati …


Lentezza della mente

La velocizzazione estrema della vita è solo una delle cause della nostra  colpevole disattenzione,   ma i ritmi sostenuti  sono non a caso in relazione con una  indotta “lentezza” della mente umana nel mettere in relazione  le cause con gli effetti: altrimenti capiremmo in un lampo che cosa determina il deterioramento dell’ambiente e provoca la nostre malattie, da quelle più gravi, ai problemi della pelle, asme, allergie etc. Non possiamo non pensare di non essere corresponsabili, perché basta moltiplicare le conseguenze dell’azione personale per migliaia, milioni, miliardi di persone al giorno e allora tutto ci apparirà più chiaro ... E questo naturalmente vale per tutte le nostre azioni, che dovrebbero essere virtuose, ma purtroppo ancora non lo sono. Occorre sicuramente e in fretta cercare soluzioni,  che non vedano la Terra come un oggetto da dominare e sfruttare e noi, inconsapevoli quanto tragicamente autodistruttivi   sfruttatori.

Teri Volini, artista biofila 

Luglio 2016


lunedì 5 settembre 2016


Teri Volini, artista biofila
Opera dipinta su pannello e donata alla città di Potenza

Titolo: I CICLI DELLA VITA.  L’ETERNA RINASCITA




Esposizione su viale Dante a Pz 


 Dipinto estemporaneo in Installazione cm.90x110 ca 



           

La triade coloristica nero-bianco-rosso è alla base dell’opera L’ETERNA RINASCITA
dipinta su pannello e donata alla città di Potenza

Questi sono infatti i colori che – su fondo nero-  compongono  
i  tre dischi  di eguale dimensione  alla base del dipinto

Essi presentificano,  nella scansione del nero, del bianco e del rosso, l’Eterno divenire, il ciclico ritorno della vita, la periodicità su cui si basa sopravvivenza dell’umanità e di tutti gli esseri e i sistemi viventi, nella universale corrispondenza del micro e del macrocosmo.

NERO - Al di là delle attribuzioni coloristiche convenzionali, il nero qui  simboleggia la morte non in senso letterale di fine assoluta, bensì come pausa, attesa  silente della rinascita …

Il tutto qui ed ora, riferito al corpo fisico, alla terra e all’universo: difatti è all'interno del buio grembo che si forma e cresce il Seme da cui si svilupperà un nuovo essere vivente, ed è nero il fertile terreno, nelle cui scure viscere il seme vegetale riposa, per germogliare in primavera …


BIANCO - Il bianco  porta il movimento,  la pienezza, l’espansione: l’Uovo femminile si offre, esponendosi all’amoroso assalto degli spermatozoi, qui ordinati in una raggiera splendente

Uno solo di essi sopravviverà, attratto nell’uovo: di qui la tensione estrema di questa schematica radianza, che rappresenta la drammatica istantanea di quell’attimo sospeso tra possibilità di vita e caduta di quella possibilità … 
Sarà l’Uovo a decidere energeticamente  quale fra gli spermatozoi far entrare: solo quello consone,  solo quello con il potenziale  pronucleare esattamente corrispondente al pronucleo femminile…

ROSSO - Ma non sempre questo accade: ed è allora la fase del rosso, al cui potere energetico vitale universale si aggiunge quello umano femminile mestruale: perdita momentanea di una possibilità, ma anche segno visibile della speranza di vita nella rigenerazione ciclica.
Questo sangue - che con il suo apparire ciclicamente  mette in connessione inequivocabile la donna con la luna e il cosmo- è tabù nel senso originario del termine , equivalente a sacro, importante,: ed è l’unico sangue etico, in quanto non proveniente da ferita o uccisione: presso gli umani, infatti, sgorga naturalmente dal corpo della donna, co-creatrice e contenitrice dell’unico,  effettivo Seme della vita.

Teri Volini, artista biofila 

giovedì 4 agosto 2016

Reading poetico pubblico

  4 agosto. Potenza - Partecipazione a