domenica 5 aprile 2015

Marzo/ Aprile “Da che mondo è mondo?”, confutazione dell’ineluttabilità della guerra

 
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Articolo di Teri Volini, pubblicato su GLB marzo/aprile 2015 – versione integrale

Articolo di Teri Volini, pubblicato su GLB marzo/aprile 2015 – versione integrale 

Una delle affermazioni storicamente più perentorie è che la guerra esista “dall’inizio dei tempi” Un’affermazione così assoluta ha avuto, nel corso dei millenni, effetti deleteri: l’indebolimento dell’Esigenza di Pace come Ordine Prioritario dell’umanità, oltre l’imperversare di conquiste, violenze, sopraffazione ed ogni sorta di orrori, di cui nemmeno ilXX secolo è stato avaro, soprattutto con le due micidiali guerre mondiali.

Ritenuta “insita” nel codice genetico umano, la guerra diventava meno inaccettabile, quasi una Fatalità. E tuttora i venti di guerra non smettono di soffiare! Scopriamo che l’ontologica affermazione era degli antichi Greci, che – nonostante la loro magnifica cultura – erano dei guerrieri conquistatori di popoli, preceduti da popoli anche più feroci, seguiti a ruota dai Romani, che, oltre a conquistare con le armi tutte le terre intorno al mediterraneo – da essi definito Mare Nostrum  ̶avevano persino imposto con il sangue il timbro PAX Romana!

Tutto il tempo storico è un trionfo di orrori, e si continua a parlare di guerra come di una “soluzione”. Come cittadini e cittadine ci tocca esprimerci con fermezza al riguardo, specie se abbiamo maturato un’opinione indipendente, non allineata con le mistificazioni retoriche delle culture dominanti di ogni tempo e luogo, per scproporre una visione diversa.

Oltre la necrofilia

Ed esiste, questa grande novità, tuttora sconosciuta ai più, e la cui scopritrice, invece di essere gratificata, si è vista quasi mettere da parte, “forse” perché la sua rivoluzionaria scoperta rompeva un “equilibrio” infame, utile ai giochi di potere o economici: la guerra è per molti un affare, fonte di enormi guadagni. Dal loro bacato punto di vista, coloro che abbracciano la mission della pace sono scomodi, e quanti sono stati boicottati e/o uccisi!Conviene tuttavia “armarsi” di coraggio e diffondere una simile scoperta! L’autrice è la dott.ssa Marija Gimbutas. Studiosa e ricercatrice, fu costretta a fuggire dalla Lituania causa guerra nel 1944, “con la figlioletta su un braccio e la sua tesi di laurea sotto l’altro” , vivrà negli Stati Uniti, dove fonda il dipartimento di studi indo-europei all’University of California-Los Angeles. insegnandovi fino al 1989.

Come eminente archeologa, Marija sarà fedele alla sua intuizione ed ai suoi ideali di pace, che la porteranno  ̶ dopo trent’anni di scavi in cui trovava “armi, armi e ancora armi”  ̶̶ a scoprire le prove dell'esistenza di civiltà millenarie matrilineari e pacifiche, precedenti quelle “storiche che caratterizzano gli ultimi 5 millenni “di quello che James Joyce ha definito - un incubo di contese determinate da interessi tribali e nazionali - da cui è sicuramente giunta l'ora che questo pianeta si desti”, come ci ricorda lo studioso di miti e simboli dell'antichità, Joseph Campbell.


In quelle culture il valore dominante era la vita e non la necrofilia che avrebbe in sèguito imperversato-come tragico filo rosso di guerra e di sangue-in tutto il periodo storico, trovando il suo culmine nel XX secolo con la 2a guerra mondiale.

Un indicatore di speranza..

Tale scoperta impagabile vanifica la forza distruttrice di quell'affermazione sconsolata “da che mondo è mondo”, che aveva fiaccato qualsiasi tentativo di vedere nella "pacificanza" una via davvero percorribile, proprio perché non si conosceva un' esperienza significativa in tal senso. Era pre-istorica (!) la cultura della “Vecchia Europa”, e vi prevalevano i valori della Vita e il rispetto del Femminile.

 Oltre al rilievo culturale e archeologico specifico, tali scoperte sottolineano una visione del mondo basata sul vivere pacifico, sulla bellezza e sulla creatività. Marija Alseika Gimbutas ha documentato che quella cultura “trasse intenso piacere dalle meraviglie naturali di questo mondo.

 La sua gente non produsse armi letali, né costruì forti in luoghi inaccessibili-come avrebbero fatto i successori-neppure quando conobbe la metallurgia. Eresse invece magnifiche tombe-santuari, templi, case confortevoli in villaggi di modeste dimensioni e creò superbe ceramiche e sculture. Fu un periodo di notevole creatività e stabilità, un'età libera da conflitto. (Marija Gimbutas,
Il Linguaggio della Dea, 1989).

L’ineguagliabile scoperta - tuttora incredibilmente sottaciuta o ignorata dalla cultura ufficiale - riattualizza soprattutto nei giovani la speranza che quella modalità possa ancora realizzarsi, aprendo prospettive per il futuro del genere umano e del pianeta.

 
Al di là del proporre un ritorno al passato, ne facciamo tesoro nel presente: per produrre uno scatto di pensiero, un cambio sostanziale di paradigma; per offrire una speranza all’umanità prossima ventura, di cui la cultura nazionale, europea e mondiale possano farsi vettori.


martedì 24 marzo 2015

IL NASTRO È IL MESSAGGIO -- Il Nastro Rosso - Cifra stilistica dell’Artista Teri Volini




VIAGGI SIMBOLICI, NASTRI ROSSI E ARCHETIPI
In qualità di viaggiatrice simbolica e performer, ha dato inizio nella seconda metà degli anni '90 ad un Percorso, metaforico e concreto al tempo stesso, dal titolo La Danza della Corda, riferita a un Viaggio tra diversi Paesi dell'area mediterranea, le loro culture, le loro ancestralità, i loro miti e riti, avendo come protagonista un Nastro Rosso, di volta in volta costruttore di simboli, che esso disegna in diverse forme e grandi dimensioni: simbolo archetipo in sé stesso, dalla potente forza evocativa...








ALCUNE PERFORMANCES/INSTALLAZIONI/
GRANDI INSTALLAZIONI/AZIONI SIMBOLICHE ED HAPPENING
AVENTI COME PROTAGONISTA IL NASTRO ROSSO dal 1996:
Link attivi

GOMITOLO-SEME IN DIVERSE REGIONI ITALIANE 
 http://terivolini.it/html/ragnatelaamatera.htm

TEXTURA.
Iniziata in Basilicata, continuata in Santa Maria di Ricadi http://terivolini.blogspot.it/2009/07/textura-progetto.html
Fare pagina sito e agg.re libro textura

LA RAGNATELA A MATERA - Sperimentazione - 1997


Video


Fare pagina sito agg.re libro textura e link relativo >>
IMAGINIFICA dal 1999 Basilicata /Calabria/Lombardia
IMAGINIFICA. Iniziata in Basilicata, esposta ed ampliata in Santa Maria di Ricadi: http://terivolini.blogspot.it/2009/07/imaginifica-living-sculpture.html

Book ipertestuale Ragnatela di Luce in lingua inglese


IL REALE  INVISIBILE. LA RAGNATELA - PICCOLE DOLOMITI LUCANE http://www.terivolini.it/html/performances3.htm

Video:
La Ragnatela metà x you impact


BOOK IPERTESTUALE, “IL REALE INVISIBILE -LA RAGNATELA”, DISPONIBILE IN WEB  su gentile concessione dell’artista per i suoi estimatori

IL REALE INVISIBILE -LA RAGNATELA  su google drive: https://drive.google.com/drive/#my-drive

IL REALE  INVISIBILE.  LA RAGNATELA  - PIEMONTE - BIELLA  http://www.terivolini.it/html/performances9.htm

IL NASTRO ROSSO su ENERGIA MEDITERRANEA -Sicilia -  http://www.terivolini.it/html/performances14.htm

IL NASTRO ROSSO SULLA PORTA DEL LABIRINTO DI ARIANNA http://www.terivolini.it/html/performances13.htm

PRIMAVERA DELLE ARTI - BASILICATA 2000

Spiralica - Biblioteca Nazionale di Potenza

           
Off Loom, Arte fuori dal telaio- Roma, ex carcere minorile


Arcana, Nova Siri 2000


 
RAGNATELA  Piemonte  - 2000
La Ragnatela in ambiente urbano -Passaggi a Nord-Ovest - Città di Biella- 2000


DOCUMENTO di  PIETRA I - Speriment-Azione - Castel di Lucio - Messina - Sicilia  http://www.terivolini.it/html/performances15.htm

Documento di Pietra Sicilia  novembre 2000



2001
DOCUMENTO di  PIETRA-
 Documento di Pietra II – BASILICATA Grande Installazione – Potenza 2001

DOCUMENTO di  PIETRA in CALABRIA -  III – Grande Installazione –
 S. Maria di Ricadi -Calabria - 2001http://www.terivolini.it/html/performances19.htm

Il Nastro Rosso della Vita Potenza, 2003     http://terivolini.it/Nastro_Rosso_Vita.htm

Dal Cuore Ferratoal cuore piumato


La Spirale della Rinascita, Milano 2006 

Il Nastro è Il Messaggio - Installazioni per Arte da Mangiare – Chiostri della Società Umanitaria- Milano marzo- aprile 2006

La Coppa del Mondo  - Basilicata  - 2006 e 2007 http://www.terivolini.it/html/coppa.html
LA COPPA DEL MONDO  http://www.terivolini.it/html/coppa.html   
IL CUORE FERRATO – Milano  http://www.terivolini.it/html/cuore_ferrato.htm
IL MANDALA  AUREO  - MILANO  http://www.terivolini.it/html/Mandala_Aureo.htm

Testimoni Illustri - 2013 Installazione Pinacoteca provinciale Pz

Blog
Particolari della Installazione

TESTIMONI ILLUSTRI PER UN’OPERA DI AUTOCOSCIENZA COLLETTIVA


Vedere anche :
2014
Da Blog  febbraio 2014 Omaggio a Marija Gimbutas

Arte tessile
Ebook Arte Tessile




 

 


IL NASTRO È IL MESSAGGIO
 Il Nastro Rosso - Cifra stilistica dell’Artista 

Sia con le opere pittoriche e grafiche sia con le azioni simboliche, le performances e le installazioni, l’Artista può attivare una forma privilegiata di comunicazione con la forza delle immagini. Immagini pure, concentrate, archetipe, ben diverse da quelle che ci consegna l’imperante, omologante, banalizzante mass- medialità. L’Artista può trasmettere sia ciò che razionalmente ed emozionalmente possiede, sia ciò di cui non è ancora pienamente consapevole, divenendo in tal caso un vero e proprio medium. Può, con il solo mostrare la Bellezza e il Mistero, far percepire l’esigenza di una rinnovata armonia ed incidere efficacemente nel reale  

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Un potente costruttore di simboli

Il Nastro Rosso è un potente costruttore di simboli, che disegna preferibilmente in grandi dimensioni e in natura: il Serpente purpureo, la Ragnatela, Il Fiume di Vita, Il Labirinto, Il Cuore Ferrato, La Spirale della Rinascita, il Mandala Aureo etc. 

 
I simboli sono diversi e tuttavia strettamente connessi tra loro nella potente funzione evocativa e comunicativa; il messaggio di cui sono portatori viene enfatizzato di volta in volta dalla situazione: dal movimento, dalla collaborazione attiva del pubblico, dal ciclo stagionale lunare o astrale nel momento della realizzazione, dai luoghi scelti e così via.. Esso può così far riemergere e trasmettere quella storia e quelle emozioni proprie di ciò che Jung chiama inconscio collettivo; e far riapparire in noi quelle immagini portatrici di verità universali che troppo a lungo abbiamo dimenticato.


Il Nastro Rosso può essere così il tramite di un indispensabile risveglio.
Sarà esso stesso Il messaggio