15ª Giornata Internazionale della donna del 3° millennio, istituita per commemorare la morte di 129 operaie a New York - scioperanti contro le terribili condizioni di lavoro cui erano legalmente obbligate - rinchiuse nella fabbrica tessile, e lì arse vive l’8 marzo 1908
Fa specie che la condizione femminile registri ancora così tante situazioni problematiche, da costringerci a forgiare nuovi termini, come Femminicidio (© Lagarde) e Femminilicidio (© Volini), per sottolineare l’inammissibile violenza contro la donna, e in generale contro la vita e la natura.
Tante donne, e non solo le più giovani, non si accorgono di farsi gestire dalla scaltra cultura dominante, che invece dovrebbero mirare a cambiare in senso migliorativo, tramite alte dosi di sana informazione e di consapevolezza, e seguendo l’esempio che le nostre antesignane hanno coraggiosamente s/offerto per prepararci il Campo dei diritti.
Non è affatto scontato che le donne rappresentino o incarnino il femminile, si assiste anzi ad una sorta di “tradimento” di quel valore da parte di molte rappresentanti del “gentil sesso”.
Troppe donne aderiscono a modalità contrarie a quel valore, che attiene tutto ciò che onora la vita, l'Autenticità, la Dignità, la Libertà, la Responsabilità dell’essere.
Ne sono esistite in tutta la storia: ma se la ferocia dei tempi in qualche modo giustificava comportamenti dettati dalla sopravvivenza o dall’assenza di leggi garanti (come ancora succede in paesi di estremismo religioso o dittatoriali), per donne che vivono in società bene o male democratiche e civili, risulta molto più grave la scelta di adeguarsi ai non-valori patriarcali e di imitarne le prassi nella sete di potere, fama, danaro, per arrivismo, fatuità e ignoranza ben coltivata, o solo per pigrizia, opportunismo o accomodamento in uno status quo vantaggioso.
Ciò che va fatto è improrogabilmente difendere, sostenere e condividere il Principio Femminile e i valori connessi, come verità, rispetto, coraggio, fiducia, generosità, gentilezza, intuizione, cura, sostegno, discernimento, integrità, correttezza, intelligenza, saggezza, conoscenza, riconoscimento, nutrimento, sensibilità… ciò che dà senso alla Vita!
Ma attenzione!
Il Principio Femminile non è ad uso esclusivo delle donne, tutt’altro! Esso è inclusivo di uomini e donne di buona volontà, base essenziale per un nuovo stile di vita, non più impostato sulla
Persona che proponga la Cosa Giusta e di qualità.
I valori di cui il Principio Femminile originario è portatore, devono crescere e affermarsi, non solo per il bene delle donne, ma di tutti gli esseri e del pianeta che ci ospita.
Solo se tale valore universale verrà onorato e condiviso da ciascun essere umano;
se verrà riconosciuto, assimilato, direi “adottato”, dalle donne e dagli uomini - che identificando la modalità patriarcale come inutile e distruttiva, se ne allontanano- si contribuirà al ripristino di “titoli” di coscienza, dignità, solidarietà, giustizia, amore, bellezza, pace..
Bene Comune fondamentale, indispensabile per l'evoluzione, esso si realizza solo con questa complicità, solidarietà e compartecipazione.
In caso contrario, non potremo aspettarci miglioramenti reali, e l’8 marzo diverrà sempre più il Trionfo dell’Ipocrisia, un’inutile farsa.
Come atto simbolico di servizio all'umanità, proponiamo un aggiornamento della Giornata Internazionale, per dedicarlo non solo alla donna, ma al Principio Femminile: a questo bene, a questa crescita materiale e spirituale, a questo balzo evolutivo che porta alla nuova Terra, alla nuova UmanitàTeri Volini
