sabato 28 febbraio 2015

Arte involontaria: può l’arte nascere dal caso o da un atto inconsapevole?

 

su Biografia 4a parte alle pagg. 30-48 issuu 

Biografia Artistica Ipertestuale di Teri Volini, parte 4a,

L'arte Resiliente  - 2015-2016 – pagg. 422 
https://issuu.com/home/published/biografia__parte_4a_pdf_def_x_stampa_e_issuu_25_1_



Parlare di arte involontaria
sembra una contraddizione; tuttavia, c’è solo un cambio di prospettiva: al ruolo abituale di realizzatore dell’opera, l’artista ne assume un altro, non meno importante, di scorgere l’arte in ciò che osserva, evidenziarla e riconoscerne dignità, originalità e bellezza. Il sottrarsi dell’artista alla realizzazione dell’opera, permette un modo diverso – forse più acuto e altamente consapevole - di osservare la realtà e di concepire la creazione artistica.


È una forma privilegiata di “visione”, che rende più stimolante una realtà spesso troppo razionale e ordinaria. Si tratta di una propensione, che, se non mortificata o trascurata, può svelare tutto un mondo di connessioni tra soggetti, oggetti o idee, che a loro volta corrispondono ai nostri mondi segreti. Significa anche fare un passo indietro e riconoscere l’Arte Involontaria come frutto non solo della casualità, ma della natura stessa. Talvolta la bellezza e suggestione delle immagini “pareidolitiche”, sia quelle riferite alla grandiosità della natura che a situazioni più usuali, è straordinaria, e non ha niente da invidiare alla “creatività” umana ufficiale

 

Non è forse in grado, la natura matrix, di creare qualsiasi forma, compresa quella umana, e per di più di una varietà, perfezione e bellezza ineguagliabili?

 

A rigore, essa è non solo artefice ma artista per eccellenza, che si ipotizzi o meno una metafisica alla base della creazione stessa.

A differenza di tempi più oscuri in cui il formulare ipotesi non conformi alla cultura dominante avrebbe procurato seri danni al libero pensatore, è oggi possibile un pensare 'alternativo', che vede la Terra non come un oggetto inerte alla mercè degli umani, bensì come un organismo vivente e attivo: realtà ormai confermata non solo da filosofi ma da scienziati e ricercatori...

 

Vedi anche ricerca: Il Sentiero della luce, dall’arte involontaria alla ierofania - 2000 Pubblicazione 2004

 

Anche Umberto Eco si pose, già negli anni '60, il problema dell'opera d'arte 'casuale' e del suo eventuale valore. Nello specifico, egli faceva riferimento alla forma estetica dell'oggetto, a un qualcosa di ‘ritrovato’ dall'artista, che lo sceglie e decide di conferirgli dignità di Opera. Eco si chiedeva quale fosse la differenza tra l'opera d'arte e la scoperta di qualcosa che sembra tale. Nel cercare una risposta a tale interrogativo, egli fa ricorso alle tesi del suo maestro Luigi Pareyson, rimandando all'analisi del processo di interpretazione della forma in cui Pareyson asseconda un paradigma fondamentalmente estetico, avente alla base un progetto, una precisa volontà creativa, per cui interpretare una forma vuol dire guardare, capire, ‘gustarla’, cioè ricorrere a un processo che vi ha posto capo: individuare all'origine della forma una ‘’intenzione’ formativa e seguirne l'avventura, il decorso, il successo

 

Arte Involontaria

L’argomento ha sempre intrigato molto anche me, e feci al proposito diversi reportage fotografici in giro per l’Italia; ne realizzai uno studio originale e un prototipo molto interessante nel tempo delle mia ultraventennale “transumanza” tra Lombardia e Basilicata, con il rilevamento, nel 2004, di alcuni importanti simboli archetipi sui tombini della società elettrica a Milano, mettendoli in relazione con altri simboli ben più antichi, da me scoperti in Basilicata, in un sito archeologico non ancora noto, su cui realizzai una ricerca secondo la metodica Gimbutas. www.terivolini.it/sentieroluce/Default.htm

 link art IL LUCANO - schermata: http://www.terivolini.it/html/illucano.html

Programmazione di un libro illustrato
e di una mostra fotografica

Man mano ho raccolto tantissime immagini di “arte involontaria”, dapprima per il piacere di farlo, poi nell’intento di renderne partecipi gli estimatori e le estimatrici della bellezza che da esse si sprigiona.

Fanno parte a buon titolo della composizione del libro e della mostra in programmazione, anche i “tombini” di cui sopra, insieme alla altre immagini, riprese nei più diversi luoghi della penisola, a partire dalla Basilicata, passando per Calabria, Sicilia, Puglia, Umbria, Lazio, Lombardia, etc.
Alcune sono estrapolazioni di ambienti naturali, altre di ambienti urbani, casalinghi, industriali; di molte sarà difficile definire la provenienza, forse sarà indicata sommariamente in un apposito indice.

 Le foto non sono accompagnate da didascalie, per lasciare spazio alla libera interpretazione delle immagini agli osservatori e delle osservatrici, e perché siano degli stimoli alla loro immaginazione


su Biografia 4a parte alle pagg. 30-48 

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