lunedì 20 aprile 2020

La strage degli innocenti


La strage degli innocenti


Pochi ne parlano, e nemmeno le eloquentissime immagini che appaiono su qualche giornale o sui  social sembrano avere seguito: si tratta del taglio esponenziale di alberi d’alto fusto, antichi o addirittura secolari.  Il tutto avviene nel momento in cui i cittadini si trovano –  ahimé per causa di forza maggiore –   costretti in casa, e di conseguenza nemmeno si accorgono di un simile scempio, se non a fatto compiuto. 

Certo, è singolare che, mentre tutte le attività sono ferme a causa del Virus,
i Tagliatori procedano imperterriti nella strage  silenziosa di  un numero notevole enorme di piante.

Ma perché accade questo? Si è scoperto che le chiome degli alberi sono in grado di ostacolare le alte frequenze delle antenne a banda larga della 5a generazione, detta anche “l’Internet delle cose” e pubblicizzata come “la  tecnologia del Futuro”. Gli alberi fermano le frequenze, così, senza pensarci due volte, si procede alla loro eliminazione.


D’altra parte, si sa, gli alberi “danno fastidio”: vengono accoppati a caterve anche  per un nuovo capolinea di  filobus,  senza nemmeno cercare delle altre soluzioni, come spostare lo stesso (Verona) e nonostante le vive proteste dei cittadini:

via fra Giocondo, Verona  


...  o  con il pretesto che rovinano l’asfalto: eppure ci sarebbero state  delle alternative,  per  salvaguardare la ricchezza arboricola, la loro importanza da tanti punti di vista: ancora a Verona, 15 pini abbattuti in via Pontida, a dispetto di proteste e petizioni contrarie e del parere della minoranza comunale, secondo  cui: Intervento era  assolutamente procrastinabile. Innesti in tartan nell'asfalto, restringimento delle carreggiate ed altre misure avrebbero potuto salvare gli alberi...  


 
via Pontida, Verona


... nonostante  il taglio avvenisse nel periodo di nidificazione degli uccelli, e la consapevolezza che ...gli alberi sono patrimonio di tutti ed un aiuto per mitigare le estati sempre più torride. Inoltre siamo sempre sopra i valori di polveri sottili nell'aria e togliere verde non aiuta certo la salute



Sembra una gara a chi più taglia: immagini traumatizzanti a Villanteri, Lambro: 


Pavia:  

    

Firenze,  v.le Matteotti:


           a Cerveteri e Marina di Cerveteri


       


arrivando a quelle ancor sconvolgenti di Montegiordano, (Cosenza), dove sono stati abbattuti ben 115 pini secolari.     Riportiamo uno stralcio dalla lettera di protesta dell’avv.Carlo Salvo, pubblicata su Il Fatto di Calabria, in cui si evidenzia come:



“A differenza della totalità dei Comuni impegnati sul fronte Covid 19, quello di Montegiordano ha preferito adoperarsi ed ingegnarsi al taglio degli alberi.
 Con grandissimo stupore gli abitanti di Montegiordano Marina, piccolo centro in provincia di Cosenza, hanno assistito all’abbattimento di tutti i pini piantati da quasi cento anni sul lungomare e come se non bastasse anche a quello  della pineta all’interno della villetta comunale...
 L’amarezza per lo scellerato e disgustoso gesto, compiuto dall’amministrazione comunale, rappresentata dal Sindaco dott. Rocco Introcaso, non viene certamente nascosta alla popolazione, rimasta attonita e sbigottita per un sì grave gesto, dettato sicuramente dalla pochezza ed irresponsabilità politico-amministrativa.
 E pensare che la tutela dell’ambiente ha rappresentato da sempre una delle priorità amministrative di un comune, così come l’abbattimento ed il taglio degli alberi è un vile atto da condannare senza se e senza ma...
      








Richiesta di moratoria


In molti di questi casi, gli alberi vengono eliminati per favorire il passaggio del 5G, "L'internet del futuro".Ma come mai tutto tace, sia riguardo all’ìnstallazione delle antenne, sia al taglio degli alberi? Si tratta in realtà di un business molto redditizio, e le multinazionali del settore versano cifre notevoli per l’installazione delle antenne e per i relativi permessi.
Eppure molti comuni hanno detto NO all’installazione di antenne e conseguente sperimentazione delle nuove reti sulla popolazione, spesso inconsapevole
https://www.agi.it/economia/comuni_no_5g-6544533/news/2019-11-16/

Nel 2019  molti comuni  hanno emanato un'ordinanza che vieta l'installazione di antenne e la sperimentazioni delle nuove reti. Il gruppo si infoltisce e non si ferma ai municipi: tra parlamentari, regionali, provinciali e comunali, ci sono stati 165 atti che hanno chiesto (ma non sempre ottenuto) di bloccare la tecnologia o approfondire i suoi effetti. L'elenco viene aggiornato dall' “Alleanza italiana stop 5G”, nata con l'obiettivo di una “moratoria nazionale in difesa della salute pubblica”.


Il principio di precauzione  e le ricerche esistenti

Le ordinanze si rifanno al principio di precauzione sancito dall’Unione Europea e vietano le sperimentazioni o l'installazione di infrastrutture, in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer. 
I sostenitori del 5g asseriscono che “ non ci sono prove certe che faccia male” ma il ragionamento corretto è  che bisogna provare l’innocuità dell’elettromagnetismo spinto: peccato che le aziende si siano ben guardate dal fare una verifica preventiva e veritiera, anche perché hanno avuto un' idea eccezionale: sarà la popolazione stessa a lasciarsi fare addosso la spereimentazione: suo malgrado, e senza nemmeno esserne informata, dunque senza permetterla : Più GENIALE DI COSì!

Invece, gli studi accreditati ci sono, eccome: ad esempio quella della dott.ssa Fabiana Belpoggi, direttore del  Centro di ricerca sul cancro Maltoni - Istituto Ramazzini di Bologna. Ne ho estrapolato le  dichiarazioni  da un video-servizio trasmesso di recente su Rai 1, alle 2 di notte. Belpoggi fa riferimento alla sperimentazione compiuta dal 2005 al 2008, in connessione con l’NTP, National Toxicology Program ( leader mondiale nella ricerca tossicologica:  fondato negli USA nel 1978, l’NTP gioca un ruolo critico nella produzione, interpretazione e condivisione delle informazioni sulle sostanze potenzialmente  rischiose nell’ambiente). 
Sono stati studiati gli effetti delle emissioni radio su cavie:  2448 animali sono stati sottoposti ad un'intensità di radiofrequenze di 1,8 gigahertz,  le stesse del 2G e del 3G. Lo studio è stato compiuto sui ratti,  che  sono omo-equivalenti, cioè rispondono agli stimoli in maniera molto simile agli umani. Irraggiati per 19 ore al giorno, dalla fase prenatale alla morte, hanno generato dei tumori rarissimi nel cuore.
 La dottoressa Belpoggi riferisce che gli stessi risultati sono stati confermati  nella  conferenza stampa dall’ NTP.

Nessuno ce l'ha chiesto
“Ci dicono che per il 5G passa il futuro del mondo – continua Belpoggi -    ma non ce l'hanno chiesto. Sulle onde del 5G è il buio completo:  siamo in balia di un'industria che non ha investito un centesimo nella sicurezza dei prodotti e questo è illegale. Il 5G deve passare uno scrutinio sulla sicurezza. Oggi si cerca di fuorviare in tutti i modi un'evidenza oramai consolidata perché il business è enorme.”

Di seguito il video integrale:
https://www.facebook.com/1306456343/posts/10215301414631077/?sfnsn=scwspwa&d=w&vh=i&extid=BpcP3rBhDBjaSxLa&d=w&vh=i

  Teri Volini, artista biofila 




sabato 18 aprile 2020

FAKE OR NOT FAKE: THIS IS THE PROBLEM!










TERI VOLINI



Da quando in qua,  nel XXI secolo,  le opinioni “differenti” sono definite fake?
Per differenti s’intendono le opinioni  divergenti da quelle convenzionalmente accettate e propagate dalla cultura ordinaria.  Fake vuol dire falso:  definendo  superficialmente e indifferenziatamente false le opinioni non conformi, si creano  disguidi e malintesi.
Ci chiediamo quale  possa essere la motivazione di una simile confusione , che sia o meno creata volutamente: probabile che il calo di valore della cultura, o meglio  la diminuzione del livello culturale nella nostra società, abbia avuto come conseguenza l’attenuazione se non  la  scomparsa del senso critico: di quella cosa che si chiama pensare; della sana capacità di discernere tra ciò che è vero o probabile e ciò che non lo è,  insieme all’accortezza di lasciare che gli altri si esprimano liberamente, visto che, fino a prova contraria, siamo in democrazia!

Le sopraindicate qualità sono essenziali, ma difficili da possedere: in tutti i tempi storici, in verità, visti i danni provocati in ogni epoca dagli esseri umani, ma comunque fino ad un certo punto presenti.  Poi, senza che ce ne accorgessimo, anche “grazie” ad un imbarbarimento causato anche dall’uso scorretto dei social, il discernimento e la libertà d’espressione sembrano essere diventati prerogativa di pochi auto-eletti, che si arrogano il diritto di definire le verità e  le menzogne, altrimenti dette fake, balle, bugie, “bufale”.

Ci chiediamo se esista un modo per poter definire falsa o vera una notizia! Una corretta metodologia presupporrebbe una meticolosa informazione, una totale obiettività di giudizio, e la piena imparzialità nei riguardi delle faccende in ballo: siamo davvero sicuri che questo avvenga, soprattutto  nella comunicazione mediale ufficiale, quella che in innumerevoli spot pubblicitari e trasmissioni ci viene raccomandata di seguire? 


Libertà d’espressione, o censura? 


In molti Paesi “democratici”,   le misure d'emergenza contro la pandemia sembrano  aprire le porte alla possibilità di limitare la libertà di stampa, censurare le voci critiche e delegittimare i medi, specie quelli non ufficiali: Giornalisti bastonati in India, corrispondenti espulsi dalla Cina, redazioni messe all'indice in Brasile e negli Stati Uniti, reporter investigativi minacciati in Slovenia, giornalisti e blogger arrestati in Turchia. Tra le molte vittime collaterali della pandemia da coronavirus, ce n'è anche una che rischia di diventare di lungo termine e difficilmente reversibile: la libertà di stampa (Raffaella Menichini, Repubblica 31 3 20)..


Ora, che la libertà d’espressione, una delle conquiste democratiche più importanti - la nostra Costituzione  parla chiaro al proposito -  sia messa a repentaglio, è molto grave, dal momento che (limitandoci al nostro paese) la disputa avviene anche tra i mezzi stessi d’informazione, tentandosi una discriminazione tra mainstream e media indipendenti:  è in atto un tentativo di delegittimazione delle notizie che non provengano dalla  corrente informativa  "convenzionale", dominante, addirittura con   una campagna televisiva– mai vista prima –   contro le notizie definite Fake, decisa da una riunione governativa ad hoc.  

 La cosa lascia a bocca aperta, anche considerando che ciò accade nel momento più difficile per l’emergenza corona virus, e tutta l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla pandemia e alle sue problematiche ancora irrisolte. Sembrerebbe quasi un’azione distrattiva! C’è peraltro una strana coincidenza con  il cominciare a  prender atto da parte della gente, dell’avanzare 5G, e dal porsi sempre più domande sulla innocuità o meno delle antenne.

Inoltre la domanda è: chi sono gli “esperti” che  decidono la veridicità delle notizie,  chi opera la selezione, e con quali metodi? Chi separa  le fake dalle non-fake? 
Nello specifico,  non si corre forse il rischio di  bollare come  fake le notizie riguardanti le informazioni diverse, quelle che propongono interrogativi, che spingono alla riflessione:  di fronte
a queste, si procede a una sommaria disapprovazione, Così l’informazione resta a senso unico, e  capita che le informazioni valide, ma fondate su punti di vista diversi, vengano confuse con le “autentiche” fake – molte delle quali pronunciate proprio dal mainstream e ancor più  paradossalmente dai Fake hunters, i cacciatori di falsi (!),  incaricati ufficialmente. 


Così vengono compilate delle “liste” di giornalisti, medici, scienziati, ricercatori, studiosi non allineati, che vengono liquidati sommariamente, se non ingiuriati,  in una maniera talmente perentoria (quando non diffamatoria), che  risulta veramente difficile, per i gli “eretici” in causa, reagire o far conoscere fino in fondo le loro  ragioni, le loro scoperte  o anche solo le loro proposte, che andrebbero ascoltate e approfondite per deciderne la validità o meno, ma a ragion veduta!



2a parte



 “Nun me fà venì mal ‘e càp”


Solitamente le cosiddette fake sono corredate da links con  video esplicativi: se i detrattori si dessero la pena di accedervi, forse smetterebbero di essere così sicuri della loro “verità” così assolute, calcificate, ma forse hanno paura di approfondire, sono terrorizzati dalla prospettiva di guardarsi dentro per “capire”. Fuggono da  tutto ciò che non corrisponde alle loro vecchie credenze o convinzioni indotte: non vogliono cambiarle, troppa fatica! Troppo lavoro da fare! “Nun me fa venì mal‘e cape , mi disse qualche tempo fa una persona a cui, proponevo la lettura di testi sulla salute molto interessanti e innovativi, nonostante la grave malattia che lo aveva colpito.


 La manipolazione delle notizie 


 Ma il peggio non ha limite: il diabolico affaire  della manipolazione delle notizie supera persino la disinformazione. Porto  a tale proposito alcuni esempi recenti riguardanti l’altra grossa problematica del momento: l'arrivo del 5G,  la banda a larga frequenza di cui, nonostante la pandemia, prosegue con i lavori d’installazione delle antenne: sembra quasi che approfitti della sinistra calma che c’è in giro per procedere più agevolmente e silenziosamente... 

Molti comuni  hanno vietato o sospeso l’installazione delle stesse nel loro territorio, appellandosi al principio di precauzione, affermato anche dall’UE, chiedendo la moratoria fino a quando non si abbia la certezza che non ci siano danni per la  salute* Finora sono diverse centinaia  

Però di tutto questo non  si parla: i media ufficiali nemmeno accennano al procedere dei lavori e alle problematiche per la salute che questo pone per noi e per l'ambiente; l’unico inquietante indizio sono le escavazioni  frenetiche lungo le strade e  il taglio di un numero scandaloso di grandi alberi, fuori e dentro le città, dovunque siano d’intralcio al passare delle frequenze che propagandano  un futuro più tecnologico possibile e l’ “Internet delle cose”. Sta di fatto che si sta procedendo già da tempo ali lavori e al taglio delle piante: alberi alti e antichi, spesso centenari.

L’operazione  è stata tra le poche azioni  lavorative a non essersi fermata, mentre  la popolazione era rintanata in  casa  per  evitare il virus: se non fosse per le eloquenti  immagini su fb o stampa, non se ne saprebbe niente. Perché lo fanno? Gli alberi alti ostacolano le frequenze: l’acqua contenuta nel fogliame ha questo potere.


Cui prodest?

Ebbene,  più volte ho sentito in questi giorni giornalisti e conduttori televisivi affermare cose di questo genere : “gli attivisti del 5G vogliono abbattere le antenne considerandole portatrici di coronavirus”. La stessa notizia è stata ribadita nella trasmissione Leonardo del 10 aprile, da certo Enrico Bucci,  e ciò che stupiva era la veemenza con cui egli sottolineava la distorta affermazione,  quasi fosse il difensore d’ufficio del 5G: un grande business, le cui  rappresentanze versano  fior di quattrini per l’impianto delle antenne, ai sindaci dei comuni ospitanti, e a tutta la filiera:  non sappiamo se alcuni appartenenti dei media  ne facciano parte. 


Un’affermazione dall’identico, insensato tenore è stata ripetuta dal  conduttore della trasmissione tv “Atlantide”, che tuttavia non aveva la stessa foga degli altri due, sembrava in verità piuttosto smarrito, forse per la cattiva coscienza dell’erroneità di quanto stava affermando,  implicitamente confermando  la sua ignoranza sulla problematica se non  la sua cattiva fede.

È evidente che le antenne non  “trasportano il virus”, ma è assai probabile  che l'inquinamento elettromagnetico spinto possa  determinare un indebolimento del sistema immunitario, che insieme a tanti  altri inquinanti –  frutto venefico della miriade di attività umane non controllate,  indebolisce l'organismo, che è così predisposto alle malattie più svariate, tra cui tumori e ... virus. Ne ho scritto nella seconda parte dell’articolo: https://www.talentilucani.it/corona-virus-un-temibile-maestro-di-vita/


È giusto attivarsi per una ricerca ampia e libera, con la  necessaria prudenza, al fine di  scorgere gli inganni e le manipolazioni. L’importante è  imparare a capire le trappole di chi (media  ufficiali e non) opera per  nascosti interessi e manipola la giusta informazione, diffondendo una mezza o   distorta verità. In ogni caso, sia la manipolazione delle notizie che l’etichettaura   delle notizie  “diverse” come fake è immorale. 
La password per cominciare la ricerca è: cui prodest?  "A chi conviene?”

Teri Volini



lunedì 30 marzo 2020

Divieto di ritorno alla normalità - Teri Volini, artista biofila






Divieto di ritorno alla normalità
di Teri Volini, artista biofila



Il refrain più in uso in questo tempo di pandemia è  “tornare alla normalità”.
Certo è comprensibile che si desideri ritrovare un tempo  in cui non si debba rimanere chiusi in casa per forza maggiore, ad ascoltare i bollettini del contagio e dei  morti che si susseguono a ritmi esponenziali; uscire liberamente, incontrare gli amici, riabbracciare le persone care che si sono sentite solo per telefono e  incontrate  in video chiamata;  spostarsi, lavorare, tornare a scuola e fare tutte quelle cose utili o piacevoli che ora ci sono impedite. Tuttavia, si rischia di struggersi per un’aspettativa difficile da attuare:  niente potrà essere “normale”, niente sarà come prima, per un semplice quanto doloroso motivo:
abbiamo ricevuto in visita un temibile virus, che ci ha mostrato tutto il suo potere: ha fermato il mondo.


Risalire in superficie


A questa realtà  saremo costretti a rassegnarci, volenti o nolenti. È dunque  indispensabile fare uno  sforzo di volontà – e d’intelligenza –  per risalire dallo stato catatonico in cui ci troviamo, come sommersi, e risalire in superficie.
Faremo bene a smetterla  con  le affermazioni ossessive, che rimbalzano su tutti i media, fino a portarci  alla lobotomia, che purtroppo coinvolge anche coloro che dovrebbero mantenere i nervi saldi e recuperare più che possibile la loro riserva di saggezza per le decisioni più importanti: basta ascoltare i “potenti” della terra, gli strafalcioni  dei Trump, dei Boris Johnson, delle Lagarde, (per non parlare dei più impossibili tra i nostri governanti...).


Ottimizzare lo standard mentale


Occorre  improrogabilmente avanzare  nel pensiero, fino ad  attivare ragionamenti  a più ampio respiro rispetto ai tanti luoghi comuni ora imperanti; fino a capire ed accettare  quale  grave errore sarebbe  il ritorno alla “normalità”: se normalità significa ricalcare imperterriti lo stesso stile di vita cui ci eravamo ormai assuefatti,  riprendendo  le vecchie abitudini, commettendo gli stessi errori,  tutta questa rovina determinata dal virus  non sarà servita a niente.
Ma perché mai dovremmo tornare ad essere quello che eravamo diventati? Degli esseri umani mutatisi in virus letali essi stessi, tanto dannosi e sordociechi davanti al Danno da loro procurato,da non riuscire ad ammetterlo;  tanto irresponsabili da portare  il pianeta sull’orlo di un’ecocatastrofe, e da non  fermarsi neanche davanti a questa! 


Incompatibile con la vita stessa


L’essere dis/umano ha contaminato tutto,  infiltrandosi fin nelle viscere più profonde del pianeta, con esperimenti nucleari, anche nei mari e negli oceani; con escavazioni  di tutti i tipi per  impadronirsi dei tesori contenuti in esso, fino all’estremo oltraggio di iniettarvi i veleni  più letali per la ricerca del petrolio, preventiva delle  trivellazioni spinte rovinose per il territorio, per gli umani e tutti gli altri esseri; impassibile di fronte alla sofferenza che tutto ciò procurava di riflesso: tumori, leucemie, con tutte le micidiali dolorose invalidanti o letali conseguenze...

Perché dunque  dovremmo pensare che sia un bene ritornare alla “normalità”, quando è in questa stessa che dovremmo cercare le  cause  di ciò che sta accadendo oggi?
Ma davvero possiamo credere che non c’entri niente con la pandemia e la sua virulenza il nostro modo di vivere incompatibile con la vita stessa?


Il nostro tossico quotidiano


In un precedente  articolo ho definito il virus  “un grande maestro di vita”, nel senso che “oltre ogni danno e letale epilogo cui siamo sottoposti, e al pari di altre grandi avversità,  il Virus si serve della morte come “bacchetta” per alunni indisciplinati e testardi: noi, gli umani..” https://terivolini.blogspot.com/2020/03/corona-virus-un-temibile-maestro-di-vita.html

Testardi oltre ogni misura, e pur conoscendone le conseguenze, abbiamo continuato con ogni sorta di crimini, a cominciare dal maltrattamento estremo degli animali, a miliardi rinchiusi a vita in enormi farms, per rispondere al nostro consumo spinto di carne; creature  marine soffocate dalla plastica, che invadendo gli oceani, li aveva trasformati in isole della grandezza di interi continenti: mostruoso! 


 

Abbiamo trasfuso in ogni cosa  del veleno: aria, acqua,  cibo, in tutto ciò che è essenziale per esistere, e che è invece  diventato un vero e proprio tossico quotidiano, preparando la strada  ad ogni malattia, dal cancro ... ai virus. E l’inquinamento in generale, anche quello elettromagnetico, propinato come il più luminoso “futuro”, e  accettato senza nemmeno conoscerne la nocività. Senza il freno dell’etica la stessa tecnologia e la sempre più avanzata robottizzazione,  può aumentare a dismisura la distruttività, e l’agire con sempre meno  problemi di coscienza.



Sullo stesso piano


Il virus è uno choc che  mette tutti sullo stesso piano: lui, che a rigore non è  nemmeno un essere vivente, ma un’ infinitesimale  scheggia di acido nucleico con attaccati degli amminoacidi:  le coroncine, ha il potere di  fermare tutto, persino l’autodistruzione umana: ora provvede lui a far capire chi comanda. Dall’alto dei suoi miliardi di anni, questa informazione di tipo elettromagnetico, che ha lo scopo di replicarsi nella cellula, umana o animale, non fa altro che crescere e moltiplicarsi, approfittando del nostro  disordine fisico, sociale, organizzativo e morale per  portare a termine il suo compito: sopravvivere. Nel frattempo, si accanisce a gareggiare  con noi, che ci eravamo vantati di essere i più  potenti, i più  distruttivi al mondo! 


Non c’è salute in un ambiente deprivato 


Così, ce lo deve ricordare lui, un essere microscopico, invisibile, che non può esserci una buona salute in un mondo tanto deprivato?  Se  l’ecosistema, la  struttura sociale,  quella ospedaliera, economica etc.  sono stressati,  anche il nostro organismo  diventa più debole, predisposto ad ammalarsi. Dobbiamo approfittare della pausa forzata per riflettere, per porci  domande su quello che siamo diventati, sulle cause delle nostre manchevolezze,  su quanto  abbiamo tolto alla qualità dei nostri rapporti umani, sul danno che abbiamo apportato al pianeta.


Non sarebbe affatto produttivo restaurare il vecchio, usurato  modo di vivere: occorre invece  lavorare seriamente per costruire – e in fretta –  un mondo in cui ci sia del Nuovo: ma non in senso consumistico, reiteratamente  avido di “cose”, di beni materiali, di tecnologie avanzate ma dannose; il miglioramento deve toccare i punti centrali del nostro essere, sia nel personale che nel sociale: il reale equilibrio di tutti gli esseri e della terra.

 Teri Volini, artista biofila



















         

mercoledì 4 marzo 2020

Corona Virus, un temibile maestro di vita





Corona Virus, un temibile maestro di vita
 
Parte 1 ͣ
Siamo in un tempo difficile, ma dobbiamo far tesoro della fin troppo dura lezione. Dopo aver preso tutte le precauzioni possibili, (quelle ufficiali e quelle consigliate dalla personale saggezza), e imparato a tenere a bada l’ansia, non sarebbe affatto male approfittare della “pausa” forzata per attivare delle considerazioni oltre le righe (al di là degli schemi e delle convenzioni), che si rivelerebbero talmente importanti da cambiare la nostra vita.


Perciò, una volta esauriti i canti, gli inni, gli applausi ed ogni altra azione distrattiva messa in campo per non soccombere alla triste realtà della pandemia incombente; una volta consumati tutti i pur necessari espedienti con cui l‘essere umano cerca di rassicurarsi (letture, musica, lavori di casa, attenzione per i propri cari e per se stessi etc. etc.), 
deve arrivare la Riflessione: quella vera, profonda, senza finzioni o scaramucce, l’unica a portarci al nucleo del problema, facendoci capire, che – oltre ogni danno e letale epilogo cui siamo sottoposti – il temibile virus è un grande maestro di vita. 

Al pari di altre grandi avversità, come guerre, terremoti, malattie gravi e simili,
il Virus si serve della morte come “bacchetta” per alunni indisciplinati e testardi: noi, gli umani.




Il punto


Facciamo il punto della situazione: apparteniamo oggi a un’umanità che resta sorda e cieca di fronte a un panorama planetario ormai al limite d'ogni sopportazione, per tutti gli esseri e per la Natura: osserviamo come l’hanno ridotta questi esseri umani non più tali, anche nelle relazioni tra di essi e nei comportamenti reciproci. Eppure la Terra più e più volte ha dato segnali di sofferenza e di insofferenza: questi esseri ingrati, suoi figli eppure tanto distruttivi; non hanno mai voluto leggere i suoi chiari messaggi: il più recente, il grande Fuoco che nel 2019 ha quasi distrutto l'Australia.



Hanno guardato, ma non hanno visto; hanno continuato, imperterriti, ad addentare le loro succulente bistecche, con la stessa indifferenza con cui guardavano le masse di esseri scheletrici che muoiono di fame e di guerra nel mondo, le epidemie che imperversano, però lontano da noi; l’infame, incontrollabile inquinamento dell’acqua, dell’aria e della terra...

Hanno contaminato ogni dove, infiltrandosi fin nelle sue viscere più profonde, compiendovi fin da oltre mezzo secolo, esperimenti nucleari, anche nei mari e negli oceani; l’hanno crivellata per impadronirsi dei tesori contenuti nel suo grembo, con tunnel, gallerie, escavazioni, fino all’estremo oltraggio di iniettarle in grembo veleni, i più letali, fin dalla fase di ricerca dell’oro nero, per procedere poi alle trivellazioni dalle tormentate conseguenze, rovinose per il territorio, per gli umani e tutti gli altri esseri; sono rimasti impassibili di fronte alla sofferenza che tutto ciò procurava di riflesso: tumori, leucemie, con tutte le micidiali dolorose invalidanti o letali conseguenze, operazioni chirurgiche, chemio e radioterapie etc.



E dappertutto - aria / acqua / terra - l’immissione di materiali pericolosi, sfacciata o fraudolenta (nel silenzio della notte seppelliti in luoghi sconosciuti), e il conseguente inquinamento spinto delle falde acquifere, dei prodotto agricoli, divenuti inderogabilmente la quotidiana dose di veleno per i più o meno ignari consumatori. E l’aria, ormai irrespirabile nelle città industriali e non solo, perché i veleni vengono trasportanti dalle correnti aeree, e nel mare, con grave discapito della popolazione acquatica, e poi nostra, che ce ne nutriamo noncuranti...

 Ci vorrebbe un intero volume per descrivere ciò che abbiamo fatto alla Terra, non considerandola un essere vivente, ma un oggetto da dominare e sfruttare: è ora che tutto questo abbia fine!







Mappe che pongono interrogativi

Osservando la mappa del Corona virus in Italia, non possiamo fare a meno di notare che le zone in cui il virus si è diffuso in maniera ultra esponenziale, sono quelle in cui esiste la maggior concentrazione di inquinanti: fumi d’ogni tipo, scappamenti dei mezzi di trasporto, polveri sottili, piombo, particolato, tutti estremamente dannosi, micidiali soprattutto per l’apparato respiratorio, dunque fattori fortemente predisponenti ad ogni sorta di attacco. 




Per non parlare dell’altra mappa, quella del 5G, che è paurosamente esplicativa del rischio che le emissioni elettromagnetiche spinte rappresentano per ogni essere vivente




Ed ecco arrivare il Corona Virus:
eccolo imperversare soprattutto in una regione, come la Lombardia, finora considerata la perla dell’economia e del progresso italiano, e nelle zone del Bergamasco, orgoglioso traino di lavoro e ricchezza.

Non ci siamo voluti fermare per guardare l’estrema gravità di tanta distruzione: ora il virus ci costringe a farlo. Non permette l’azione più semplice e quotidiana: respirare! I malati gravi non ci riescono più, e devono essere aiutati da macchinari, se sono fortunati: di conseguenza, decessi a catinelle.



Relazioni  tossiche  in una cultura tossica

 Costretti nelle nostre case da un essere invisibile, paradossalmente privo di vita propria, infinitesimamente più piccolo di noi, ma di una potenza inaudita, siamo ora obbligati ad ascoltare quello che ci comunica, questo severo e intransigente Maestro che sottolinea i limiti della nostra società, le scelte sbagliate, la superficialità, la disinformazione; ad ammettere la facile selettività della nostra coscienza quando è in ballo il nostro tornaconto o la nostra arroganza, la malafede: è l’ora di decidere cosa e come cambiare nei nostri stili di vita personali e sociali, nel rapporto tra di noi e con il pianeta. Il quando è: subito!


Non più egoismi sfrenati, invidie sociali, desideri fittizi, corsa al danaro ad ogni costo, stakanovismo nel lavoro, disprezzo e abuso del pianeta, inquinamento dei rapporti umani ridotti al lumicino: diciamo dire basta alle “relazioni tossiche in una cultura tossica”,

Non possiamo più permetterci di fare orecchie da mercante, tanto più che questo severo maestro ha una collaboratrice efficacissima: la Paura. 

Bisogna ascoltarla, per eliminare i limiti personali e sociali e prendere le giuste decisioni: e prima d’ogni altra cosa, onorare la Vita e la Natura, nel momento contingente ma soprattutto nel dopo, per attivare un effettivo cambiamento.





Parte 2 ͣ 

Il cambiamento



Tenere alte le difese immunitarie

Cominciamo col modificare le abitudini personali, soprattutto riguardo al cibo: ad assimilare
il fatto che il nostro organismo ha bisogno di cibi organici, non inquinati e in maggioranza di origine vegetale, alcalinizzanti, perché questo rafforza le nostre difese immunitarie.
È importante mantenere alcalino il pH del nostro corpo: come nel caso di altre gravi patologie, è acclarato che tutto ciò che acidifica l’organismo è un fattore ad esse predisponente: Il pH determina molte caratteristiche della struttura e dell’attività delle macromolecole (enzimi, proteine, DNA) e influenza direttamente la respirazione, l’attività renale, la funzionalità eritrocitaria etc.


Gli alimenti naturali sono antiossidanti: è da evitare, l'ossidazione dei tessuti, così come i radicali liberi, che favoriscono anche altre malattie, come i tumori.

Sarebbe utile informarsi in tal senso, ampliando e spesso superando le informazioni e le convinzioni erronee finora osservate.


Un grande lavoro di ricerca in tal senso è stato da noi fatto nel tempo:

Articolo: La scienza che lavora per la nostra salute
http://terivolini.blogspot.com/2017/04/la-scienza-che-lavora-per-la-nostra.html

Articolo: E non c’indurre in tentazione: http://terivolini.blogspot.com/2017/02/e-non-cindurre-in-tentazione-petrolio-e.html

Articolo:
Cibo e malattie: per evitare il cancro cominciamo dall’alimentazione
http://terivolini.blogspot.it/2017/12/cibo-e-malattie-per-evitare-il-cancro.html



Pensieri ed emozioni alcalinizzanti 


È indispensabile anche comprendere l’importanza del cibo immateriale: anche i pensieri possono essere alcalinizzanti o acidificanti! è quindi importante, oltre ad evitare di andare in panico, nutrire pensieri buoni, pensieri positivi. Le emozioni negative sono predisponenti in senso patologico, mentre le buone emozioni, amore, empatia, gioia, collaborazione buon umore, lavorano a nostro favore...


Letture non distrattive 


Anche le letture possono aiutarci, ma non solo in senso distrattivo: onoriamoci di conoscere quegli autori che hanno dato importanti contributi a una conoscenza di alto livello e ad informazioni medico / filosofico / scientifiche ad ampio respiro, come: Eric Fromm, Ernesto de Martino, Noam Chomsky, Naomi Klein, Colin Campbell, Dean Ornish, Fritijof Capra, James Lovelock, Vandana Shiva, Jeremy Rifkin, Luca Mercalli, Francesco Oliviero e tanti altri...

Non si può continuare a mettere da parte le realtà troppo difficili da accettare: occorre superare la sindrome dello struzzo, ricordando che se mettiamo la testa sotto la sabbia per non vedere il pericolo, finisce che il leone ci divora!



D’altra parte, quanto abbiamo da imparare, ed è bello poterlo fare, poter utilizzare questa “pausa” per ampliare, al contempo, le nostre conoscenze e le nostre consapevolezze!

Solo così potremo al momento giusto, congedare il virus, che insieme alla malattia e alla morte, ci ha fatto capire tante cose per un miglior futuro di buona vita... 



Prof.ssa Teri Volini, artista biofila