venerdì 8 gennaio 2021

I SOLDI NON SONO RADIOATTIVI - articolo di Teri Volini, artista biofila


Riguardo al ricorso al nucleare come possibilità energetica, c’è voluto un referendum popolare, nel 2011 per impedirne l’attuazione da parte di multinazionali e di politici a cui non interessa granché né della salute della gente, né di quella del territorio. 

Forse l’ennesima tragedia, a quel tempo appena dispiegatasi, di Fukushima - essendo già lontano nella memoria collettiva il terribile ricordo di Chernobil - aveva allora pesato in maniera sostanziale: certo più di quella naturale saggezza che dovrebbe guidare gli umani nelle loro scelte.

Basti solo pensare agli strascichi “eterni” dello smaltimento dei rifiuti altamente tossici che la scelta nucleare porta con sé, per provarne l’intima follia.

Il problema, a tratti ripresentantesi, dell’eliminazione delle scorie radioattive - molto pericolose e dannose sia per il territorio che per gli esseri umani che vengano disgraziatamente a trovarsi nei pressi dei siti dove le stesse vengono accantonate - è gravoso: non si tratta di barbabietole, bensì di fusti pieni di veleno, sulla cui sicurezza non ci può essere nessuna certezza assoluta: parliamo dell’inquinamento nel tempo, specie in territori geologicamente fragili e in cui conta prioritariamente - come fonte pressoché unica di reddito e di sopravvivenza in generale - la qualità e sanità dell’aria, dell’acqua e, come nel metapontino o nella Val d’Agri già molto compromessa, dei prodotti agricoli.

La nostra regione in particolare è già stata – grazie allo Sblocca Italia - fortemente danneggiata dalla presenza ad oltranza delle estrazioni petrolifere, e questo sarebbe un altro duro colpo: basti far riferimento all’aumento esponenziale dei tumori e delle leucemie negli ultimi anni.

Non bastando la presenza di barre di uranio radioattive sepolte a suo tempo nella zona, nel 2013 ci fu un altro tentativo riguardo allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi a Rotondella, e solo una grande manifestazione popolare riuscì ad impedirla.

Nel 2021, mentre siamo allo stremo per quanto successo nel 2020 con il Covid e dintorni, viene nuovamente ripresentata una simile, deleteria proposta. Cosa fare?

Per il momento, c’è stata una grande levata di scudi da parte dei rappresentanti istituzionali, ma ricordiamoci che la faccenda resta in bilico, sia per la grande potenza di chi determina le decisioni, sia per il rischio che vengano fatte ai rappresentanti istituzionali delle proposte economiche talmente allettanti, che alcuni potrebbero non essere in grado di rifiutare (per il bene comune, si capisce!?!). 

D’altra parte, il danaro non è radioattivo!

                                                                     Teri Volini, artista biofila*

*Sempre più al di fuori dei mondi stereotipati della pseudo-arte, Teri Volini manifesta la sua libera creatività privilegiando l’impegno ambientale e civile, praticando da oltre 20 anni la (S)cultura Sociale, consapevole del contributo determinante che l’arte può dare nella presa di coscienza delle problematiche socio-ambientali, specie le più pressanti. Una delle centinaia di opere dell’artista biofila in difesa della natura si riferisce al Nucleare, ed è stata realizzata come opera di autocoscienza collettiva nel 2011: un Manifesto d'Artista in gigantografia (mt 2,60 x 1,60 ca ), con 80 partecipanti. Ciascuno porta scritta su di sé la dichiarazione IO SONO UNO CON IL SOLE. Al centro della composizione, l'immagine di una centrale nucleare, con sovrapposta la scritta Il nucleare è scaduto!




http://www.terivolini.it/html/coscienza_uno_sole.html

http://terivolini.blogspot.it/.../mostra-opere-teri...

 


UNIVERSI, raccolta poetica di Teri Volini

giovedì 12 novembre 2020

La strumentalizzazione del disagio

La strumentalizzazione del disagio

articolo di Teri Volini

 per la rivista 

VALORI n. 110 




                                                     
                                                            Salvalacqua Matera 


2015 - Presentato al Parlamento italiano “Politica dell’informazione e della sicurezza”, rapporto del SISR (Sistema Informazione Sicurezza Repubblica): l’intelligence espone “i rischi” per lo Stato.
«La lettura dei fermenti antagonisti e delle dinamiche degli ambienti eversivi, specie di matrice anarco-insurrezionalista, è una delle attività prioritarie dell’intelligence»

Un allarme terrorismo in piena regola! Peccato che vi vengano accomunate le proteste sociali e ambientali, con tanto di potenziali “gruppi eversivi”, No Tav, No Muos, Stop TTIP e No Triv: la difesa dell’ambiente parificata ad ISIS e al-Qaeda!

Dal dossier: «Di marcata valenza antigovernativa si sono confermate le proteste di stampo ambientalista» e «l’opposizione allo Sblocca Italia, stigmatizzato come norma per favorire gli interessi speculativi delle lobby del petrolio e del cemento, impedendo di fatto la partecipazione democratica dei cittadini ai processi decisionali che interessano i loro territori».

Il Referendum contro le trivelle, assimilato a una strategia rivoluzionaria
, volta a minare le fondamenta della Repubblica e della democrazia!



 Tempa Rossa

2020 - Una sorta di tecnodittatura legalizzata

Le tendenze antidemocratiche, serpeggianti carsicamente, sono riemerse particolarmente durante l’emergenza Covid: direttive repressive in crescendo verso le opinioni non in linea con l’ufficialità, specie su tematiche scottanti come cure mediche, obbligatorietà dei trattamenti, vaccini, 5G, e, ad oggi, verso le ricerche che portano elementi nuovi e sconvolgenti sui reali rischi del Virus, sulle tecniche per individuarlo (validità dei test PCR) e per tenerlo a bada (guanti e mascherine). Il tutto, aggravato da un’inesplicabile e reiterata censura sui social, in cui domina indisturbato – o forse appoggiato - l’arbitrio dei potenti supervisori.

Libertà d’espressione e delegittimazione


Fin dall’inizio dell’emergenza, in molti Paesi “democratici” le misure Covid hanno limitato la libertà di stampa, censurato le voci critiche e delegittimato i media non ufficiali. Tra le vittime collaterali del Covid, c’è la libertà d’espressione, una delle conquiste democratiche più importanti, come conferma la Costituzione. Che sia messa a repentaglio è molto grave, dal momento che la disputa avviene tra gli stessi mezzi d’informazione, tentandosi discriminazioni tra mainstream e media indipendenti: frequenti i tentativi di delegittimare ciò che non corrispondeva alla linea “convenzionale”, e addirittura una campagna TV – mai vista prima – contro le notizie difformi, decisa da una riunione governativa apposita, che autorizzava i Fake hunters a scoprire i “falsi” (!).
Sono state compilate “liste” di giornalisti, medici, scienziati, ricercatori, studiosi non allineati, liquidati sommariamente, derisi o ingiuriati, in una maniera talmente perentoria e diffamatoria, da rendere difficile, per i gli “eretici”, far conoscere i loro dubbi, le ragioni, scoperte o anche solo proposte.

 

Interferenze significative 


Gravissima, l’esclusione dell’opponibilità locale al 5G: si è proibito a intere collettività e ai sindaci la moratoria alle Antenne, richiesta da oltre 500 Comuni, invocando il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, in attesa di certezze sulla classificazione di cancerogenesi dall’International Agency for Research on Cancer: la potenza di fuoco delle multinazionali è raccapricciante!

Inoltre, mentre - promossa da Alleanza Italiana Stop 5G - stava per decollare l’iniziativa di Diritto dei cittadini europei (ECI) per moratoria internazionale (1 milione di firme di cittadini di 7 diverse nazioni), partiva la Repressione per chi denunciava i pericoli sanitari del 5G!. Il 9 /6/20 la Segreteria Generale Consiglio U.E. approvava la determina “Dare forma al futuro digitale d’Europa“, in cui si raccomandava di “combattere la diffusione di disinformazione sulle reti 5G”, in particolare riguardante i rischi per la salute o il collegamento al Virus: solo la punta dell’iceberg di una pericolosa deriva della democrazia. 




 Tempa Rossa




I codici per una normalità rigenerata

I codici per una normalità rigenerata 

  articolo  di   Teri Volini

pubblicato sulla rivista

 VALORI n° 110



Senso di responsabilità. discernimento, una maggiore, accurata e libera informazione, lo sguardo verso il bene comune e le generazioni future: il tutto alla luce dell’Etica, in una generosa, impavida riconversione in senso ecologico, nel personale e nelle decisioni istituzionali

Nella lobotomia generale generata dal Covid - o meglio dal confuso approccio alle problematiche da esso evidenziate  - non vengono messe a fuoco le soluzioni primarie per la difesa dalle patologie presenti e future e per la loro reale prevenzione.
 Nemmeno vengono nominate - da un’ufficialità medico-specialistica che si ammanta di attribuzioni importanti (comitati medico scientifici, task force etc. ) -  le indicazioni fondamentali, vengono anzi bellamente ignorate le conoscenze più elementari, che prevedono la diminuzione delle fonti inquinanti e il potenziamento del nostro sistema immunitario quali primari baluardi.

Così avviene che venga prescritta  - ripetutamente -  solo una serie di soluzioni, una più controversa dell’altra: alcune addirittura in odore di ambiguità, come i tamponi - su cui gettano ombre scurissime eminenti medici in Germania, Austria, Irlanda, Paesi Bassi, e in Italia Stefano Scoglio, candidato Nobel per la medicina 2018 – e altre, preludio di danni per la salute della popolazione, come mascherine e guanti.

Taluni obiettano che le basilari soluzioni di rinforzo del sistema immunitario e l’eliminazione dell’inquinamento siano difese a lungo termine, dimenticando che  ogni pur minimo segnale di cambiamento di rotta è non solo indispensabile, ma obbligatorio, e con lumi di speranza, come la natura stessa ha fatto notare -  con indicatori di ripresa durante il lockdown -  con acque e cieli inusualmente limpidi. Ovviamente il cambiamento chiede  sforzi immani, specie la ripulitura generale dell’ambiente, senza la quale gli elementi fondamentali per la vita - aria, acqua, suolo, cibo -  continueranno ad essere contaminati e ad avvelenarci, predisponendoci al peggio.

Riconversione

Intanto, modifichiamo le abitudini personali, soprattutto riguardo al cibo: nutrienti organici,  in maggioranza di origine vegetale, alcalinizzanti,  rafforzano  il sistema immunitario. Manteniamo alcalino il pH del corpo: tutto ciò che acidifica l’organismo è un fattore inducente le malattie. Indispensabile comprendere l’importanza del cibo immateriale: anche i pensieri possono essere alcalinizzanti o acidificanti! 


Le emozioni negative sono predisponenti in senso patologico, mentre quelle buone, amore, empatia, gioia, collaborazione, buon umore, lavorano a nostro favore.
In contemporanea, la Riconversione va richiesta istituzionalmente, nella certezza dell’improrogabilità  e urgenza di un mutamento generale delle abitudini distruttive, nel personale nel sociale: tale indifferibilità va  sancita nelle scelte politiche, se vogliamo evitare guai peggiori:  il Virus lo ha messo tragicamente in evidenza!
Tocca ai cittadini reclamare a gran voce una coraggiosa Riorganizzazione, un Rinnovamento generale che preluda al Risanamento in primis dell'agricoltura, dell’industria, della sanità, e poi di tutti i campi dell’azione umana, in nome del Bene Comune, e non dell'Avidità cui ci siamo incoscientemente consegnati.


La Riforma non è facile, né indolore, ma se non l’attuassimo, la situazione precipiterebbe pericolosamente, e non solo a livello locale o nazionale ma planetario: d’altra parte, i segnali sono molto chiari!


In questa prospettiva diventa una bestemmia il tanto reclamato Ritorno alla normalità: e perché mai dovremmo tornare ad essere quello che eravamo diventati? Degli esseri umani mutatisi in virus letali essi stessi, tanto dannosi e sordo-ciechi davanti al Danno procurato, da non riuscire ad ammetterlo; tanto irresponsabili da portare il pianeta sull’orlo di un’ecocatastrofe, e da non fermarsi neanche davanti a questa! 


Ciò che può salvarci, è solo una Normalità diversa, consapevolmente ristrutturata, intelligentemente reinventata.

 

 




sabato 24 ottobre 2020

Dubbia validità del test PCR e Cicli di amplificazione

 



 
Parola dell’inventore stesso della PCR (Polymerase Chain Reaction)
, Kary Mullis, premio Nobel per la chimica
  


Tra quanti vogliono far luce sulla reale situazione “contagi”  in  Italia e nel mondo,  si discute energicamente sull’effettiva validità del test PCR,  in quanto da esso dipende la gravità o meno della realtà virale, con tutte le conseguenze sociali  non irrilevanti,  specie  riguardo alla  valutazione di provvedimenti governativi di estrema gravità, tra cui l’emergenza sanitaria, la chiusura parziale o totale del Paese  e il grande spettro della crisi economica spinta.

Sulla  scarsa validità del  test PCR già si erano espressi negativamente diversi  esperti a livello nazionale e mondiale:

il candidato Nobel ricercatore prof.  Stefano Scoglio 
 link.https://terivolini.blogspot.com/2020/09/la-nuova-patologia-dellasintomaticita-e.html

- il nanopatologo dott. Stefano Montanari, ostracizzatissimo per la sua estrema onestà intellettuale

- il prof.
 Giorgio Palù,  fondatore della società italiana di virologia
video https://www.facebook.com/websocialtv/videos/3372385679507661
e numerosi altri, anche a livello internazionale, come l’avvocato tedesco Rainer Fuellmich, che indaga sulle azioni fraudolente, che generano panico ingiustificato. https://terivolini.blogspot.com/2020/09/il-messaggio-di-reiner-fuellmitch.html

Le loro informazioni  erano state praticamente sottaciute e ignorate.


Poco o niente era valso l’intervento autorevole del  prof. Giulio Tarro, che solo dei soggetti la cui stoltezza è pari all’ignoranza e alla malafede,  potevano pensare di  denigrare, evidentemente proprio per la sua scarsa o nulla propensione  al compromesso.  
 video   "Chi li ha inventati  diceva di non usarli per la diagnostica” 
  Link
https://www.youtube.com/watch?v=VrMZZHDS5hg

Cicli di amplificazione

Ad essi si aggiunge nell’esemplificazione il  francese Durocher:  i  cicli di amplificazione della catena di reazione della polimerasi  sono differenti   tra i  vari paesi che hanno adottato la PCR : La Germania usa 25 cicli di amplificazione, e i suoi positivi sono 7 mila.
Con 40 cicli di amplificazione  si trovano 20 mila positivi.
 Con 45 cicli di amplificazione, i  positivi diventano  30 mila.
A noi le conclusioni!

Un trucco sporco

Nei  paesi che adottano 40-45 cicli di amplificazione,  il test PCR “vede”  residui di virus morti, ed anche di più.  Se si amplifica il segnale PCR, poniamo, 60 volte, si rilevano  residui di DNA di  qualunque virus  avuto negli anni scorsi,  l’influenza di anni fa, e anche i virus del vicino.

Facendo una semplice analogia con l’ottica, con un binocolo a 5 ingrandimenti si vedono un buon numero di stelle, ma col telescopio a  500 ingrandimenti,  le galassie, gli anelli di Saturno e la macchia di Giove.

 

“Rilevano  praticamente qualunque cosa”..


Lo asseriva  l’inventore stesso della PCR (Polymerase Chain Reaction
, Kary Mullis, premio Nobel per la chimica, asserendo che: “Col test PCR, chiunque può essere testato positivo a praticamente tutto,  se lo fate abbastanza a lungo (ossia moltiplicando i cicli di amplificazione). 

Il Nobel raccomandava di  non  usare il suo test come mezzo diagnostico, ma solo per la ricerca, ed è possibile ascoltarlo dalla sua viva voce in una sua intervista:

Dr. Kary Mullis, PhD (Nobel Prize Winner for inventing the PCR test) https://twitter.com/brigade_health/status/1311908699741413382

Il prof. Mullis è morto nel 2019: chissà come si sta rigirando nella tomba, vedendo l’uso distorto e contraffatto che si sta facendo della sua scoperta!

 

Post scripta:  

1)
Ovviamente subito si sono scatenati sul web i simpatici debunkers,
 e, nel tentativo di sconfessare la notizia, hanno iniziato miseramente ad arrampicarsi sugli specchi,  mettendo in mezzo il tampone,   che ovviamente è solo lo strumento  necessario per attivare in seguito il test PCR, e che altrettanto  ovviamente viene svalutato in automatico dall’inefficacia del PCR. 
Evidentemente non sanno o fingono di non sapere dell esistenza del video in cui Mullis fa delle sue affermazioni  e raccomandazioni sul non - uso  del PCR come mezzo diagnostico...

Ecco le farneticazioni debunkeriane:  “Kary Mullis non ha mai parlato del PCR (che i complottisti confondono col tampone???) come uno strumento inutile per il rilevamento di malattie infettive; tampone e PCR non sono la stessa cosa; è chiaro che il tampone non sia uno strumento diagnostico, cosa che invece è il PCR, essendo lo step successivo al tampone”
Della serie: ma questi ci sono o lo fanno ???

per conoscere meglio i debunkers, vedi:   https://www.talentilucani.it/anatomia-di-un-debunker/?fbclid=IwAR2Xq_-9vKpUOKrtTYNgdEnP1SD6VrY-w7Hy-yTeo4Ucm8p-nivU3_5D3HU


 Teri Volini

 Articolo /ricerca di Teri Volini  sui cacciatori di falsi, in realtà creatori di fake essi stessi, vedi  Anatomia di un Debunker   

link :  https://www.talentilucani.it/anatomia-di-un-debunker/?fbclid=IwAR2Xq_-9vKpUOKrtTYNgdEnP1SD6VrY-w7Hy-yTeo4Ucm8p-nivU3_5D3HU



 
Il debunker “professionista” ha molte qualità:
Aspetto psichico: scagnozzo dei potenti. Azione fisica:
difendere a spada tratta l’ufficialità, indipendentemente dalle prove e dal buon senso. Mansione: distruggere – negando, denigrando o ridicolizzando – qualsiasi idea alternativa. Missione: tranquillizzare le persone, specie quelle psicologicamente fragili Interesse: mentire spudoratamente, con la certezza di copertura di protettori ai quali la sua azione è favorevole: dunque non scopritore di verità, semmai il contrario . Perizia: essere in grado, ove occorra, di confezionare la “verità” più congeniale al suo scopo, e, magari con l’aiuto della grafica digitale, creare menzogne ad hoc, spacciandole come verità, e trasformando quest’ultima un falso: ne mostreremo degli esempi esilaranti nella 2 ͣ parte di questa inchiesta.